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Alfa Romeo, 65 anni fa la 158 vinceva il primo mondiale F1

Alfa Romeo, 65 anni fa la 158 vinceva il primo mondiale F1

Il 3 settembre 1950 Nino Farina veniva incoronato primo campione del mondo di Formula 1 al volante dell'Alfetta 158.twitta

venerdì 21 agosto 2015

 Francesco Colla

ROMA - Alfa Romeo ha da poco festeggiato i 105 anni di storia, rilanciando contestualmente la propria immagine rinnovando il marchio ma soprattutto presentando la nuova Giulia, cui seguirà l’attesa sport utility. E fin qui è storia ben nota. Ma i più giovani forse non sanno che l’Alfa Romeo è stato il primo costruttore a vincere il titolo mondiale di Formula 1, nel lontano 1950. Altro anniversario, doppio: il 13 maggio il successo a Silverstone nel primo Gran Premio della storia del Circus e il 3 settembre l’incoronazione di Nino Farina a Campione del Mondo dopo sette gare.


Farina, nato nel 1906, appartiene a quell’eroica generazione di pionieri del motore che ora ci appaiono tanto romantici quanto antiquati e coraggiosi. Un vero gentleman, totalmente sprezzante del pericoli e di qualsiasi forma delle attuali strategie. Per non parlare dell’allenamento. Tanto cuore e pochi muscoli. Il Gentleman di Torino faceva parte dello squadrone messo in piedi da Alfa Romeo e che comprendeva Luigi Fagioli, Reg Parnell, Piero Taruffi e soprattutto Juan Manuel Fangio, futuro cinque volte campione del mondo (record battuto solo da Michael Schumacher mezzo secolo dopo): l’argentino nella seconda stagione della F1 avrebbe poi regalato al Portello il secondo titolo iridato. 

L’auto affidata al dream team è la leggendaria “Alfetta” 158, frutto di un progetto risalente all’anteguerra ma sempre valido ed efficace. Per l’epoca è un vero mostro: il regolamento della neonata F.1 prevede che le vetture possano essere equipaggiate con un motore da 1,5 litri sovralimentato, oppure da 4,5 litri con alimentazione atmosferica. La 158 monta un otto cilindri in linea da 1479 cc con compressore che, partendo da una potenza di 195 cv nel ’38, nelle sue evoluzioni successive arriva a Silverstone nel ‘50 con quasi 300 cv. Nel 1951, con la 159 (sigla che tanti anni dopo fregerà uno dei maggiori successi commerciali del marchio) il motore arriverà a una potenza massima di 425 cv (450 in prova), grazie a un compressore a doppio stadio e a tutta una serie di altre migliorie. 


Il dominio della 158 nella prima stagione di Formula 1 assume un elevato valore simbolico non solo per il Biscione lombardo ma per l’Italia intera ancora segnata dalle profonde cicatrici lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale. Inoltre se l’Alfetta 158 è da considerarsi come la vettura di chiusura dell’era-anteguerra del marchio, la 159 portata al successo da Fangio nel 1951 rappresenta il futuro del marchio e non solo nel mondo delle competizioni. Purtroppo nel 1952 l’I.R.I. ente proprietario dell’Alfa, deciderà di ritirare la scuderia dal mondiale per concentrare uomini e soprattutto mezzi sulla produzione di serie. Ma l’avventura Alfa Romeo nella massima serie del motorsport è destinata a proseguire. 

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