
(ANSA) - PALERMO, 13 MAR - E' morto a Palermo l'ex dirigente
di polizia e numero tre del Sisde Bruno Contrada, 94, anni.
Napoletano ma palermitano d'adozione aveva svolto la sua
carriera a Palermo e ha percorso tutte le tappe dell'
investigatore da dirigente di polizia ad alto funzionario dei
servizi segreti nell' arco di un trentennio.
Arrestato, la vigilia del Natale '92, l'anno delle stragi
palermitane, poi a giudizio per concorso esterno in associazione
mafiosa, Contrada era stato condannato a 10 anni di carcere il 5
aprile '96. Sentenza ribaltata in Corte d'appello il 4 maggio
2001: assolto. La Cassazione ha rinviato gli atti a Palermo. Poi
la nuova condanna a 10 anni nel 2006, dopo 31 ore di Camera di
consiglio della Corte d'appello palermitana, e la conferma della
Cassazione l'anno successivo. Quindi il carcere, i domiciliari e
poi la fine pena nell'ottobre 2012.
Sono poi cominciati i tentativi di revisione del processo e
gli appelli alla corte di Strasburgo per i diritti umani. Italia
venne condannata due volte: nel febbraio 2014 perchè il detenuto
non doveva stare in carcere quando chiese i domiciliari per le
sue condizioni di salute e poi perche' l'ex poliziotto non
doveva essere condannato per concorso esterno in associazione
mafiosa in quanto, all'epoca dei fatti (1979-1988), il reato non
"era sufficientemente chiaro". Contrada in questi anni ha sempre
combattuto per ''salvaguardare - diceva - l'onore di un uomo
delle istituzioni''.
''Voglio l'onore che mi hanno tolto, non ho perso fiducia
nello Stato'' ripeteva.
Dopo un'altra lunga battaglia giudiziaria la prima sezione
della Corte d'Appello di Palermo, ribaltando la decisione della
seconda sezione, dopo l'annullamento con rinvio da parte della
Corte di Cassazione, accolse la domanda di Contrada di
riparazione per ingiusta detenzione riducendo l'entita'
dell'indennizzo a 285.342 euro. Sentenza confermata dalla
Cassazione nel 2023. (ANSA).
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