
(ANSA) - ROMA, 30 LUG - Entro domani 31 luglio gli Stati
membri, e quindi anche l'Italia, dovranno recepire la direttiva
Ue 2024/1799 sul "diritto alla riparazione" finalizzata a
incentivare la riparazione dei beni di consumo, ridurre lo
smaltimento prematuro dei prodotti riparabili e contrastare il
fenomeno dell' obsolescenza programmata.
In base alle nuove regole viene introdotto l'obbligo in capo
ai produttori di riparare un bene rotto o difettoso ma
tecnicamente riparabile. E' previsto un modulo europeo con tutte
le informazioni sulla riparazione, che saranno valide per un
periodo di 30 giorni. In base alla direttiva la riparazione deve
essere eseguita a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole ed
entro un periodo di tempo congruo. Qualora il bene difettoso sia
ancora in garanzia, in caso di riparazione questa si allunga di
un anno. Entro il 31 luglio del 2027, inoltre, dovrà essere
realizzata una piattaforma online europea per la riparazione per
consentire ai consumatori di trovare riparatori, venditori di
beni ricondizionati, acquirenti di beni difettosi a fini di
ricondizionamento o iniziative di riparazione di tipo
partecipativo.
"L'Italia, attraverso uno schema di decreto legislativo
attuativo, si è già attivata per modificare il Codice del
Consumo recependo la direttiva europea - ricorda il presidente
di Assoutenti, Gabriele Melluso - Lo smaltimento di prodotti
riparabili genera ogni anno 35 milioni di tonnellate di rifiuti
in Europa con costi sociali e ambientali rilevanti. Le nuove
norme non solo riducono la produzione di rifiuti, ma contrastano
l'odioso fenomeno dell'obsolescenza programmata, spingendo i
fabbricanti a realizzare prodotti che durino di più nel tempo".
(ANSA).
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Breaking News