© EPATORINO - "Scusi, non ho una risposta profonda. Non mi aspettavo di arrivare in cima così presto, la prossima volta sarà più preparato". Magari fra un anno, quando il palcoscenico saranno le Olimpiadi invernali di casa. Milano Cortina2026, la terza edizione italiana dei Giochi Bianchi, settant’anni dopo Cortina 1956 e vent’anni dopo Torino 2006. Quando Miro aveva poco più di un anno e Flora non era ancora nata. I fratelli Tabanelli, la nuova Italia che non sci o pattina soltanto, quella che vola. Generazione X, come la 18enne valdostana Giorgia Collomb, oro l’altro ieri nel Parallelo a squadre che ha aperto i Mondiali di sci delle meravigliose “vecchiette” Federica Brignone e Sofia Goggia. Sport emergenti, come il loro freestyle che attirerà frotte di giovani e non solo a Livigno. Insomma, la nuova Italia che manda messaggi forti a quella dei vecchi che bruciano il futuro ai giovani, che non hanno cura del pianeta, che non guardano avanti. E non osano. E soprattutto non lo fanno per divertirsi. "Siamo atleti, non giocolieri - prosegue Miro -. Lavoriamo, ci alleniamo come matti per arrivare dove vogliamo. Noi possiamo farci sentire con i nostri risultati, quello che cerchiamo di fare per portare qualcosa di nuovo, per far conoscere alla gente la nostra passione per questo bellissimo sport". Che per la prima volta parla italiano con due fratelli dell’Appennino Emiliano entrati nella storia a dicembre salendo insieme sul podio di Coppa del Mondo a Pechino e ancora di più una settimana fa vincendo insieme gli X Games ad Aspen, l’apice degli sport estremi.
"Sul podio insieme. Questo èl'obiettivo"
Vi rendete conto di quello che avete fatto?
Miro: "Risultato enorme, un’esperienza grandiosa, con un livello mai visto. Tutti quelli che sono saliti sul podio hanno portato un esercizio nuovo, con un livello di difficoltà incredibile".
Flora: "Già essere invitata è stato qualcosa di speciale, poi salire sul podio… vincere… Un’emozione grandissima e la meravigliosa sensazione di riuscire a fare quello che volevo".
I vostri incredibili tricks: “double cork 1400” Flora, “2340” Miro. Tradotto?
Flora: "Quattro rotazioni più due all’indietro".
Miro: "Sono i gradi di rotazione, corrispondono a sei giri e mezzo su sé stessi".
Solo a pensarci viene mal di testa…
(sorride) "Si figuri a farlo…".
Come ci si arriva?
"Un passo per volta, mezzo giro alla volta. Partendo da zero da bambini, lavorando, aggiungendo. La svolta è arriva in questi ultimi anni, con la nascita di centri estivi come quello di Innsbruck, il Bergisel Park, con trampolini per salti su neve di plastica e atterraggio su un gonfiabile. Ti permette di provare a superare i limiti senza paura, in sicurezza. Il freestyle è cresciuto molto, noi siamo cresciuti molto".
Si ricorda il primo salto mortale?
"Certo, avrò avuto cinque o sei anni. Davanti a casa, sull’Appennino dove sono nato".
Sestola, dove è nato il fenomeno Tomba.
"Non l’ho mai visto dal vivo, ha smesso molto prima che nascessimo, ma ricordo che da bambino chiedevo a mio padre, grande appassionato e tifoso, di farmi vedere le sue gare su YouTube. Alzava il braccio prima di tagliare il traguardo…".
Lassù, per aria, non si prova un senso di vertigine?
Miro: "Un po’ sì. Sembrerà strano, ma io per esempio ho sempre sofferto le montagne russe. Non mi piacciono".
Flora ride: "Anch’io avevo paura quando ci salivo da bambina, ora invece mi rilassano".
Miro: "Con questo sono due cose molto diverse. Quando saltiamo e giriamo per aria è come se non ci fosse un punto di caduta. Siamo in stallo, voliamo. Sì, il nostro è più un volo che una caduta. Bellissimo".
Dagli X Games alle Olimpiadi, manca un anno...
Miro: "L’obiettivo è lo stesso: risalire sul podio insieme".
Da Aspen a Livigno: sarà la capitale del freestyle.
Miro: "Non solo gareggeremo in Italia, una cosa più unica che rara, lo faremo dove ci alleniamo tutto l’anno. Sarà una grande vantaggio, toglierà un po’ di pressione, darà più confidenza".
Flora: "Livigno è un posto speciale per noi, ma per tutto il freestyle. Non ne esiste uno migliore. Ha sempre ospitato eventi che ci hanno fatto crescere, prima guardandoli, poi partecipandovi. E con il suo park rappresenta davvero una casa per noi. Il nostro sport è in grande crescita, basta vedere quanti ragazzi ci sono sulle piste con gli sci dalle doppie punte all’insù, ma ha bisogno di strutture, di più snow park. Speriamo di contribuire con i nostri risultati al suo sviluppo".
Quali sport-gare vorreste seguire come spettatori a Milano Cortina 2026?
In coro: "Il pattinaggio artistico, l’abbiamo praticato". Flora: "Più possibili. Fosse per me andrei in giro a guardare tutto, a conoscere tutti". Miro: "Vero, ma sarà complicato. Oltre al fatto che saremo concentrati sulle nostre gare, queste saranno davvero Olimpiadi molto diffuse, sparse un po’ su tutte le Alpi. Diciamo che guarderemo tanta tv".
Dagli X Games ai Giochi Olimpici, dal professionismo al dilettantismo...
Flora: "Non è una questione di soldi, tanto meno ne faccio una questione tecnica. Per me la vera questione è la fratellanza del nostro sport. E non parlo di quella biologica tra me e Miro, non solo. Parlo del rispetto e dell’unione che c’è tra noi. Tutto all’insegna del divertimento. Siamo atleti? Sì, Siamo professionisti? Anche. Ma ci divertiamo, non lo viviamo come un lavoro. È così agli X Games, è così alle Olimpiadi".
Miro: "Ad Aspen, nella finale degli X Games, quando ho chiuso il 2340 i primi ad esultare erano i miei avversari. Sì, siamo tutti fratelli, legati. Zero gelosia, anche se in gara ognuno vuole vincere, c’è rivalità. Ma quando atterri sei felice per te e per gli altri".
Generazione Z, sport emergenti: vi sentire speciali?
Flora: "In realtà anche nel nostro sport ci sono leggende viventi che ci hanno ispirato da piccoli e continuano a farlo. Un po’ come la Vonn nello sci, per esempio. L’idea di essere noi fonte d’ispirazione per qualcuno però è meravigliosa".
Come Sinner e il boom del tennis.
Miro: "Non è che fossimo così appassionati, ma abbiamo iniziato a seguirlo anche noi proprio per le imprese di Jannik".
Flora: "Vero, con la squadra ci trovavamo davanti al tablet a guardare le sue partite in Australia".
Cosa pensate del suo no all’invito del presidente Mattarella?
Flora: "Noi con la Fisi ci siamo andati, ma non giudico".
Fra qualche mese consegnerà la bandiera a chi la porterà alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi...
Miro: "Sarebbe un onore enorme. Due fratelli portabandiera alle Olimpiadi italiana, in casa… sarebbe una cosa assurda. Certo che si speriamo".
E della scelta di Lara Colturi di gareggiare per l’Albania cosa pensate?
Miro: "Non conosco la sua situazione, però dico che è giovane, che è forte, che sta andando bene, che i risultati arrivano. E che in tutto questo l’ambiente che ti circonda serve, aiuta. Se Lara sta bene così perché giudicarla?".
E tra voi come vi giudicate? La cosa che vi piace di più e di meno di vostro fratello-sorella?
Flora: "Tra noi c’è un legame unico. Ripeto la parola: fratellanza. Vera. Poi sì, si litiga anche. Poco. Lui comunque è disordinato". Miro ride: "E tu no?". Flora: "Hai ragione".
Miro: "Io faccio fatica a trovare qualcosa di negativo in Flora. È sempre solare, positiva, riesce a tirarmi su quando ne ho bisogno. E poi è mia sorella, la difenderei e la proteggerei sempre e comunque. Con tutti, su tutti".
