Dallo sciatore del deserto all'ex ingegnere dell'Eritrea: Milano-Cortina e quelle nazioni insolite...

Le Olimpidi invernarli sono alle porte e ra i paesi partecipanti ci sono anche quelli che non ti aspetti...
Dallo sciatore del deserto all'ex ingegnere dell'Eritrea: Milano-Cortina e quelle nazioni insolite...© Getty Images

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 sono ormai alle porte. La data di inizio è fissata a Venerdì 6 Febbraio e a partecipare, oltre a paesi che "tradizionalmente" ci aspetteremmo di vedere, saranno nazioni "insolite", per via dei loro climi non di certo caratterizzati da frequenti nevicate, anzi. Parliamo di Benin, Giamaica, Guinea-Bissau, Emirati Arabi Uniti, ma non solo: storie incredibili che hanno anche ispirato film.

Giamaica: da Calgary a Cortina

La Giamaica è l'unico tra i paesi sopra citati a non essere alla prima apparizione alle Olimpiadi Invernali. La storia della squadra caraibica comincia nel 1988 a Calgary. Sono Michael White e Dudley Stokes i primi atleti gialloverdi a partecipare ai Giochi Invernali nel doppio di bob. Tenteranno anche in 4: con Devon Harris e Chris Stokes, fratello di Dudley e futuro presidente della federazione di questa disciplina nel paese, ad aggiungersi al team, andando a comporre la formazione che sarà nota come "The hottest thing on ice". In pista, nella terza prova, partono troppo forte e si cappottano. Per un attimo sembra finita. Poi escono illesi e attraversano il traguardo a piedi, con il pubblico che li spinge con la voce. Quell’immagine fa il giro del pianeta. E pochi anni dopo diventa un film: "Cool Runnings", in Italia uscito con il nome di "Quattro sotto zero". Attenzione però a parlare di favola. A questi Giochi Invernali, la Giamaica ci arriva con un oro al collo conquistato nella Coppa del Nord America: segno che il movimento ha fatto notevoli passi avanti.

Lo sciatore del deserto degli Emirati Arabi Uniti

Esordio assoluto per il paese situato tra il Golfo Persico e quello dell'Oman, che sarà rappresentato da Piera Hudson e soprattutto da Alex Astridge: sciatore e studente universitario nato a Cambridge nel 2006 ma trasferitosi negli Emirati quando aveva appena 6 mesi. La sua carriera è del tutto particolare dato che non ha compiuto il percorso di molti altri atleti rappresentanti di nazioni dal clima caldo. Astridge infatti non ha mai lasciato la penisola araba per allenarsi in paesi più freddi, bensì la sua preparazione si è svolta in un impianto sciistico indoor: lo Ski Dubai, situato all'interno del centro commerciale Mall of the Emirates, e ciò gli ha valso il soprannome di "Sciatore del deserto". Il classe 2006 è inoltre il più giovane atleta emiratino di sempre a partecipare ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali, grazie alla sua presenza in Corea del Sud nel 2024.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Olimpiadi Invernali

Benin e Guinea-Bissau: le storie di Tchibozo e Tang

Il Benin viaggia sulle ali dell'entusiasmo visti i recenti risultati sportivi. Oltre alla partecipazione in questa competizione nelle discipline di slalom speciale e gigante, il paese tropicale ha infatti presenziato in Coppa d'Africa, riuscendo anche a passare il suo girone. Rappresentante beninese sarà Nathan Tchibozo: sciatore classe 2004 cresciuto in Francia, che aveva già partecipato ai Mondiali del 2023 ottenendo un 44esimo posto nel gigante, rappresentando però il Togo. Nel 2025 il C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale) ha approvato il cambio di nazionalità e il ragazzo potrà finalmente rappresentare il suo paese. Prima partecipazione di sempre anche per la Guinea-Bissau, che sarà rappresentata dal portabandiera Winston Tang: anch'esso sciatore classe 2006 nato e cresciuto sulla neve dello Utah, più precisamente a Park City. Tang possiede un background molto variegato: ha infatti radici americane, taiwanesi e guineane, e il paese dell'Africa Occidentale è il terzo che il ragazzo sceglie di rappresentare.

 

Underdogs, non Outsiders

Nemmeno l'Eritrea è un paese che ci aspetteremmo di veder partecipare a delle Olimpiadi Invernali. Invece il paese del Corno d'Africa è alla terza partecipazione consecutiva grazie alle prestazioni del portabandiera Shannon-Ogbnai Abeda, cresciuto in Canada e che dopo aver formalizzato il ritiro qualche mese fa, ha deciso di rimettersi in gioco immediatamente dopo aver perso il lavoro di ingegnere. L’impegno gli è valso la qualificazione ed ha già annunciato che dopo i Giochi smetterà definitivamente. Sarà impegnato nelle discipline tecniche dello sci alpino, esattamente come Faiz Baisha che gareggerà per Singapore. Lo slalomista 24enne è dotato di una buona tecnica e viene considerato il migliore del sud-est asiatico, e può ambire ad entrare nei primi 30. Pietro Tranchina, sciatore residente in Val di Susa, non riuscirà forse ad equiparare questo sogno ma nel frattempo ne ha raggiunto un altro, ovvero quello della partecipazione in quanto ha scelto di rappresentare il Marocco, di cui è originaria la madre. Pur se lontane dai riflettori del podio, proseguono in modo encomiabile le partecipazioni di lunga data di stati come la Mongolia e le Filippine per il continente asiatico e di Trinidad e Tobago per quello americano.

 

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Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 sono ormai alle porte. La data di inizio è fissata a Venerdì 6 Febbraio e a partecipare, oltre a paesi che "tradizionalmente" ci aspetteremmo di vedere, saranno nazioni "insolite", per via dei loro climi non di certo caratterizzati da frequenti nevicate, anzi. Parliamo di Benin, Giamaica, Guinea-Bissau, Emirati Arabi Uniti, ma non solo: storie incredibili che hanno anche ispirato film.

Giamaica: da Calgary a Cortina

La Giamaica è l'unico tra i paesi sopra citati a non essere alla prima apparizione alle Olimpiadi Invernali. La storia della squadra caraibica comincia nel 1988 a Calgary. Sono Michael White e Dudley Stokes i primi atleti gialloverdi a partecipare ai Giochi Invernali nel doppio di bob. Tenteranno anche in 4: con Devon Harris e Chris Stokes, fratello di Dudley e futuro presidente della federazione di questa disciplina nel paese, ad aggiungersi al team, andando a comporre la formazione che sarà nota come "The hottest thing on ice". In pista, nella terza prova, partono troppo forte e si cappottano. Per un attimo sembra finita. Poi escono illesi e attraversano il traguardo a piedi, con il pubblico che li spinge con la voce. Quell’immagine fa il giro del pianeta. E pochi anni dopo diventa un film: "Cool Runnings", in Italia uscito con il nome di "Quattro sotto zero". Attenzione però a parlare di favola. A questi Giochi Invernali, la Giamaica ci arriva con un oro al collo conquistato nella Coppa del Nord America: segno che il movimento ha fatto notevoli passi avanti.

Lo sciatore del deserto degli Emirati Arabi Uniti

Esordio assoluto per il paese situato tra il Golfo Persico e quello dell'Oman, che sarà rappresentato da Piera Hudson e soprattutto da Alex Astridge: sciatore e studente universitario nato a Cambridge nel 2006 ma trasferitosi negli Emirati quando aveva appena 6 mesi. La sua carriera è del tutto particolare dato che non ha compiuto il percorso di molti altri atleti rappresentanti di nazioni dal clima caldo. Astridge infatti non ha mai lasciato la penisola araba per allenarsi in paesi più freddi, bensì la sua preparazione si è svolta in un impianto sciistico indoor: lo Ski Dubai, situato all'interno del centro commerciale Mall of the Emirates, e ciò gli ha valso il soprannome di "Sciatore del deserto". Il classe 2006 è inoltre il più giovane atleta emiratino di sempre a partecipare ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali, grazie alla sua presenza in Corea del Sud nel 2024.

 

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