"Quando si gareggia per l’Italia, si è tutti dalla stessa parte"
«Negli ultimi giorni sono state riportate alcune mie frasi che hanno fatto molto discutere, in particolare alcuni passaggi su Arianna. Voglio essere chiaro: il mio era un ragionamento più ampio e centrato sul percorso tecnico della squadra negli ultimi anni. Quando ho detto che il gruppo è cresciuto “senza Arianna”, mi riferivo al fatto che per anni si è allenata all’estero e che dunque il tempo trascorso con la squadra è stato limitato. In questo contesto, noi atleti abbiamo comunque saputo trovare una nostra identità e solidità che ci hanno resi competitivi. Non intendevo sminuire nessuno e neppure si è trattato di un attacco personale. Arianna è una campionessa e ha fatto la storia dello short track italiano. Le sue medaglie hanno dato visibilità e credibilità a tutto il movimento. Questo è un fatto e l’ha dimostrato ancora con la sua 13ª medaglia olimpica. Quando uno raggiunge questi traguardi, si applaude. Non ho mai voluto mancare di rispetto, sebbene le mie parole, così come sono state riportate, potessero suggerire il contrario. In pista siamo professionisti, fuori ognuno fa il suo percorso. E quando si gareggia per l’Italia, si è tutti dalla stessa parte. Chi mi conosce sa che in pista do tutto per l’Italia e per la squadra. Domani (oggi, ndr) torno a fare quello che so fare meglio: gareggiare». Qua la mano: poi, a Giochi conclusi, ognuno andrà per la sua strada.
