Paralimpiadi, Azzi: "Bebe Vio è coraggio e determinazione. Ora Parigi 2024"

Il presidente della Federazione Italiana Scherma ha commentato le medaglie e gli ottimi risultati raggiunti dal team azzurro della Scherma
Paralimpiadi, Azzi: "Bebe Vio è coraggio e determinazione. Ora Parigi 2024"© Getty Images for International Paralympic Committee

TOKYO (GIAPPONE) - Il programma della scherma paralimpica si chiude con strabilianti risultati ottenuti dagli atleti azzurri: una medaglia d'oro, grazie alla memorabile impresa di Bebe Vio nel fioretto femminile, e una medaglia d'argento, conquistata dalla squadra delle fiorettiste composta da Bebe, Loredana Trigilia e Andreea Mogos. Alle Paralimpiadi di Tokyo non solo è migliorato il bottino azzurro di Rio 2016, dove fu oro individuale per Vio e bronzo per il team del fioretto femminile, ma nei cinque giorni di assalti sulle pedane giapponesi sono arrivate anche tante altre eccellenti indicazioni da gare in cui le medaglie sono state soltanto sfiorate. "Bebe è stata fantastica - ha commentato il presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, al termine del programma della scherma a Tokyo 2020 - Ha affrontato seri problemi fisici prima di queste Paralimpiadi con il coraggio e la determinazione che la rendono una persona speciale oltre che una fuoriclasse in pedana, e noi come Federazione siamo orgogliosi e felici d'averla supportata e accompagnata in questo percorso che solo a chi non conosce davvero Bebe sembrava impossibile".

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Si guarda già a Parigi 2024

Azzi ha poi continuato, esponendo l'importanza di questa disciplina, sia olimpica che paralimpica: "L'attività paralimpica, per la Federazione Italiana Scherma, è ormai da anni parte integrante del nostro mondo al pari di quella olimpica ed è per questo che mi piace sottolineare come le gare di Tokyo, oltre a due splendide medaglie, ci abbiano regalato anche tante altre emozioni forti, in tutte le armi. Certo, rimane un pizzico di rammarico per il podio solo sfiorato in diverse occasioni: lo abbiamo sognato con Matteo Betti, che ha chiuso al quarto posto andando a un passo dal bronzo che avrebbe meritato, e poi con Emanuele Lambertini e Rossana Pasquino, rimasti sulla soglia dalle semifinali per una sola stoccata. Si sono fatti onore anche Edoardo Giordan e Marco Cima, dimostrando che la forza della scherma paralimpica azzurra è il gruppo. Sì, abbiamo grandi individualità tecniche e umane che fanno squadra, creando alle loro spalle un movimento sempre più promettente, con tanti giovani decisi a emulare i propri compagni più affermati. Un plauso a tutti loro, che sono una leva per invogliare sempre più ragazzi a cimentarsi nella scherma paralimpica. Ripartiamo così, nella marcia verso Parigi 2024". Ha concluso il presidente Azzi, guardando già alle future olimpiadi, quelle in programma a Parigi.

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