Blengini: «Italia imprevedibile con Zaytsev martello»

Il Ct azzurro Gianlorenzo Blengini analizza il momento dell'Italia alla vigilia della tappa romana
Blengini: «Italia imprevedibile con Zaytsev martello»© FIVB

ROMA, 22 giugno -  Quando mancano 46 giorni alla gara inaugurale dei Giochi di Rio de Janeiro il Ct azzurro Gianlorenzo Blengini ha in agenda solo tre date, quelle del weekend che da venerdì a domenica vedranno gli azzurri in campo nel secondo appuntamento con la World League, in quel di Roma, al Pala Lottomatica contro Australia, Belgio e Stati Uniti.


SOLO LAVORARE - 
Input lavorare, giorno dopo giorno per recuperare condizione e squadra. «In testa abbiamo un solo pensiero, focalizzato all'oggi. E' il modo migliore per preparare le Olimpiadi dove voglio arrivare con una squadra che entra al Villaggio Olimpico correndo, non di passo o peggio ancora 'sulle gambe'» dice il Ct azzurro che ha ben chiaro quello che è il cammino verso Rio. «Nelle tre gare australiane complessivamente si è visto che su alcune cose siano indietro, ma era tutto previsto. Abbiamo dovuto concedere un periodo di riposo importante a quei ragazzi che hanno vissuto una stagione intensa e pesante. Eravamo quindi consapevoli di arrivare alla World League con poco lavoro alle spalle».


FRUTTI VERSO RIO  - 
Cammino di avvicinamento al periodo più caldo dell'estate, l'appuntamento a cinque cerchi, che sta però già dando frutti. «Sì, diversi. Da una parte di squadra. C'era la necessità di stare in campo e il gruppo lo sta facendo con disponibilità e umiltà, mostrando la voglia di sopportare lacune oggettive senza cambiare il propria atteggiamento. Da un'altra parte individuali. Come testimoniano le note positive dei recuperi di Lanza e Piano».


OBIETTIVI AZZURRI - 
Traguardo parziale Cracovia, la Final Six di World League? «Il nostro obiettivo in questa World League è vedere la squadra che progredisce, anche nelle sue alternative. Ho la necessità di far ruotare tutti e far giocare anche chi completerà il roster dei 12 di Rio. Giocatori che dovranno risultare alternative reali. In tutto ciò, scendiamo sempre in campo per vincere, alla fine si tireranno le somme e si guarderà alla classifica».

 

ZAR IN POSTO 4 - C'è un altro tema importante, che si amplifica quando si arriva a Roma, la città dove è cresciuto, Ivan Zaytsev. Lo "Zar" è stato spostato definitivamente dal ruolo di opposto a quello di martello ricevitore, senza traumi, quando originariamente sembrava che il cambio di ruolo non gli fosse gradito. Cosa è cambiato? «Cosa può essere cambiato dovete chiederlo a lui. Questa mutazione l'abbiamo condivisa sin dallo scorso anno ed è frutto di una scelta ragionata in funzione della squadra e del suo equilibrio generale. In lui ho riscontrato una grande disponibilità. Per me è un grande opposto, ma sa fare anche questo, ha solo bisogno di tempo per metabolizzare questo ruolo di sacrificio». Una trasformazione che si può rivelare un'arma in più per l'Italia visto la poliedricità di Ivan. «Sì, siamo arrivati a questo abbinando la scelta di Zaystev alla crescita nel ruolo di Vettore e alla criticità di Lanza e Juantorena. Resta inoltre sempre disponibile per dare un contributo anche come opposto».

 

EFFETTO ROMA - Si riparte da Roma... «E' la mia prima volta da allenatore al PalaLottomatica. Sarà una emozione come è, e resta una emozione, sempre, vestire i colori azzurri in casa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Loading...