Gators: intervista a Coach Marengo

Un’intensa preparazione estiva gli ha permesso di conseguire la tessera di Istruttore Nazionale Minibasket e Allenatore di Base Fip
Gators: intervista a Coach Marengo

Com’è andata? Qual è stato il percorso per arrivare a questi obiettivi?
«I corsi sono andati molto bene ed ho conseguito entrambe le tessere. Avendoli frequentati nell’estate, ho dovuto gestirli nello stesso periodo dei camp estivi: dal lunedì al venerdì mattina ai Camp e dal venerdì pomeriggio alla domenica sera ai corsi. Sono state settimane intense, ma ne è valsa la pena.
Queste qualifiche sono parte di un percorso iniziato già qualche anno fa. Sono partito con il Corso Allievo Allenatore, a cui ha fatto seguito il corso che mi ha qualificato come Istruttore Regionale. Quest’ultimo è stato molto impegnativo ed è durato due anni.
Il corso da Istruttore Nazionale di questa estate è durato due settimane: la prima a Roseto degli Abruzzi e la seconda a Montecatini.»

La società Gators crede molto nella formazione di alto livello per il suo staff, come ti ha sostenuto in questo percorso?
«Si, per me è stato un onore ottenere questi riconoscimenti, ma anche un dovere nei confronti della società che, negli anni, ha creduto in me e ha sostenuto, anche economicamente, la mia formazione di alto livello.»

Quali sono le cose più importanti che hai imparato in questi corsi?
«Lavorare sul campo e imparare da maestri come Maurizio Cremonini e Roberta Regis è impagabile. Loro hanno inventato il minibasket come lo vediamo oggi. In poche parole, sicuramente non esaustive, il metodo da loro proposto consente di far praticare la pallacanestro ai bambini, con giochi coinvolgenti per tenerli attivi e coinvolti a livello emotivo. Sono giochi, che possono addirittura sembrare banali, ma suscitano interesse nel bambino e gli permettono di imparare i fondamentali senza nemmeno rendersene conto.»

Chi ti conosce e ti ha visto in mezzo ai bambini del minibasket sa che quando sei con loro sei nel tuo ambiente e loro ti adorano. Cosa ti piace di più di questo lavoro?
«Di questo lavoro mi piace tutto! Da quando ho 10 anni gioco a basket e i Gators mi hanno permesso di far diventare la mia passione per questo sport una professione. Lavorare con i bambini è entusiasmante, cerco di appassionarli a quello che per me è lo sport più bello del mondo. Vedo che si divertono e, piano piano, cresce in loro la voglia di migliorare. Loro non hanno ancora limiti, possono cullare il loro sogno.»

Chi non conosce il tuo lavoro e ne vede solo la parte in palestra, spesso, non si rende conto della preparazione e del lavoro che ci sono dietro. Ci racconti, brevemente, come si prepara un allenamento tipo e che obiettivi ci si pone di raggiungere con i bambini del MB?
«La cosa fondamentale è l’aggiornamento: libri, video ,confronto con i colleghi…
Inoltre il divertimento per i ragazzi non deve mai mancare!
Nel minibasket si lavora per obiettivi, la pallacanestro è il mezzo per raggiungerli.
Gli obiettivi possono essere molteplici, ad esempio l’orientamento spazio temporale, la combinazione motoria, ed altri…
Se, ad esempio, ci poniamo l’obiettivo del controllo motorio, prepareremo un allenamento con lo strumento palleggio, la settimana successiva, mantenendo lo stesso obiettivo, lo strumento sarà il passaggio.
Il tempo di preparazione degli allenamenti è sempre difficile da trovare in mezzo ai mille impegni, ma appena ho un po’ di tempo libero lo dedico a questa attività, che è sempre concordata tra tutti noi del team del minibasket Gators.»

Il rapporto con i genitori, immagino, a volte possa essere impegnativo. Come ti destreggi?
«La cosa più difficile è dare risposte esaustive e puntuali a tutti. Per questo, di solito, cerchiamo di essere sempre almeno in due o, se siamo soli in un centro, di arrivare almeno mezz’ora prima. In questo modo riusciamo a dedicare il tempo necessario ad ogni esigenza o richiesta.
In questo, e in generale nella gestione degli allenamenti, sono all'interno di un team di lavoro eccezionale. Oltre a Marco Nasari, responsabile del settore minibasket Gators, tutti gli altri membri dello staff sono colleghi preziosi e anche loro sempre più preparati e qualificati.»

Quali sono i tuoi obiettivi personali come allenatore/istruttore?
«Il continuo aggiornamento di per sé è già un obiettivo, nel senso che mi permette di portare ai bambini in palestra una qualità sempre più alta e, in questo modo, offro loro gli strumenti per crescere e migliorare. Questa qualità è importante per me, per i bambini e per la società, di cui faccio orgogliosamente parte.»

E come giocatore? A breve riprenderà anche il campionato che ti vede impegnato come giocatore. Sei una colonna portante della prima squadra Gators e sei annoverato tra i senior in una squadra di giovanissimi. Cosa ti aspetti dalla stagione che sta per iniziare?
«Grazie per la definizione “colonna portante”. Quest’anno siamo rimasti in tre senior: Nasari, Cerutti ed io. Fissore dovrebbe rientrare all’inizio dell’anno nuovo, perchè si sta riprendendo da un infortunio e lo attendiamo a braccia aperte. Il resto del roster è composto da giovanissimi. Sono molto orgoglioso di giocare, ad esempio, con Edoardo Fantini, classe 2002, è il primo ad arrivare in serie D dopo aver fatto nei Gators tutte le giovanili. E’ un ragazzo che si impegna e mette a frutto in partita quello che impara in allenamento.
Sarà una stagione certamente impegnativa. L’obiettivo che dobbiamo avere noi senior è quello di metterci nella condizione mentale di essere da esempio e di sostenere i giovani in modo che possano crescere agonisticamente. E naturalmente prenderci delle belle soddisfazioni in campo!!!»

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