OLTRE IL CAMPO | Lascaris: dove contano campo e voti 

Prosegue il piano della Regione Piemonte per raccontare i grandi esempi dello sport regionale. Il dg Uras: «Il progetto “Borse di Studio” un vanto»
OLTRE IL CAMPO | Lascaris: dove contano campo e voti 

TORINO - Oltre il campo, per il Lascaris, c’è di più. Molto di più. A novembre la società bianconera di Pianezza, piccolo comune alle porte di Torino, ha dato vita al progetto “Borse di studio”, estendendolo a diverse categorie del settore giovanile (dagli Under 17 agli Under 14) e della Scuola Calcio (Under 13 e Under 12). L’iniziativa premia i ragazzi che dimostrano qualità etiche e sociali, oltre a quelle calcistiche. Da parte del Lascaris l’obiettivo è molto chiaro: formare giocatori intelligenti e non necessariamente soltanto bravi a giocare a pallone. Le borse di studio in palio sono sei, precisamente una per categoria. Il contributo economico messo a disposizione dalla società copre tasse e rette scolastiche, l’acquisto di libri di testo e la fornitura di un computer. La cerimonia di premiazione in società avverrà all’inizio della prossima stagione, proprio per tenere conto dell’anno scolastico precedente. Esiste un sistema, una sorta di ranking ideato per valorizzare l’impegno a 360°, premiando chi si sforza di dare il meglio in tutti gli ambiti. Si parte dal merito scolastico: il rendimento sarà valutato tramite le pagelle del primo e del secondo quadrimestre. Si è scelto di dare punteggi per entrambi i periodi per incentivare la costanza nello studio e non solo il risultato finale. In secondo luogo, il merito sportivo, riassunto in un punteggio che tiene conto della costanza (presenza agli allenamenti) e di una valutazione tecnica basata su schede specifiche (tecnica, intelligenza, velocità e apprendimento). In questo caso, faranno fede le schede elaborate dallo staff, che possono tenere in conto il miglioramento globale dall’inizio alla fine della stagione. Infine, il merito etico, sociale e ambientale. Per il vivaio, si applicano due progetti e un sistema di disciplina. Per quest’ultimo vengono attribuiti punteggi negativi per ammonizioni ed espulsioni dovute a comportamenti scorretti (come insulti all’arbitro o avversari), escludendo i falli di gioco tecnici. Poi, i progetti: il primo, intitolato “Le regole del calcio”, consiste nella spiegazione teorica delle regole da parte dell’AIA e nella partecipazione pratica all’arbitraggio delle partite dei più piccoli. Il secondo riguarda l’ambiente e si snoda con lezioni teoriche sulla raccolta differenziata ed esercitazione pratica di raccolta rifiuti presso l’impianto sportivo, per promuovere il rispetto degli spazi comuni e il senso civico. Per la Scuola Calcio, invece, vengono presi in esame i premi per il ‘Cartellino Verde’ e la partecipazione al progetto “English training session”, due allenamenti condotti interamente in lingua inglese per imparare la terminologia tecnica.

Piercesare Uras, direttore generale del Lascaris, spiega: «Per i nostri ragazzi è fondamentale capire che il percorso verso il professionismo, quello a cui tutti ambiscono, non è rivolto unicamente alle doti tecniche. I club selezionano in primis il profilo umano e comportamentale. Ormai questo è criterio decisivo nella scelta di un giocatore rispetto a un altro, anche se tecnicamente equivalente». Uras chiude: «Dobbiamo andare oltre ai risultati sportivi: siamo in Eccellenza, abbiamo vinto tanto a livello giovanile, ma non ci accontentiamo mai. Il progetto delle borse di studio ci permette di valutare i nostri atleti anche a livello sociale ed economico. Non premieremo il più bravo, ma chi è maturato di più da inizio a fine stagione. Il fine del Lascaris è portare quanti più ragazzi possibili al grande calcio, ma dietro questo salto c’è un mondo». 

 

RESPONSABILITA' SOCIALE D'IMPRESA: LA NUOVA FRONTIERA
Il presidente federale Foschia: «Promuoviamo un approccio etico con iniziative concrete e mirate»

Promuovere l’inclusione, combattere le disuguaglianze, valorizzare i territori, sensibilizzare ai temi sociali. Un alveo di argomenti di strettissima attualità, nel mondo di oggi. E nel mondo dello sport, in particolare, che proprio in questi giorni sta vivendo la magia dei Giochi di Milano Cortina, teatro della massima espressione dello sforzo agonistico e dell’impegno sociale. Aspetti che il Comitato Regionale Piemonte e Valle d’Aosta della Lnd-Figc ha preso a cuore ben prima che l’Italia venisse abbracciata dallo spirito a cinque cerchi. Come? Attraverso l’adozione della filosofia della Corporate Social Responsibility, ovvero la responsabilità sociale d’impresa, elemento ormai sempre più centrale nelle strategie aziendali più evolute. E che, applicato al settore sportivo, assume un valore ancora più profondo, trasformandosi in un potente strumento - appunto - di inclusione, partecipazione e sviluppo sostenibile.

 

 

«Scegliere di investire nella responsabilità sociale, nel nostro contesto, significa scegliere di fare impresa con un approccio più umano, più etico, più efficace - le parole del presidente federale Mauro Foschia -. Si tratta di un metodo con cui lasciare un segno, ispirare le generazioni future, contribuire a costruire un mondo migliore. In un tempo in cui le aziende sono chiamate a dimostrare concretamente i propri valori, la Corporate Social Responsibility rappresenta una risposta credibile e coerente. E oggi, probabilmente, anche necessaria». 

Integrare la responsabilità sociale d’impresa nel mondo dello sport, dunque, non significa semplicemente sponsorizzare eventi o sostenere attività benefiche. Significa avviare progetti mirati per sostenere l’educazione e la formazione dei giovani, per contribuire alla tutela dell’ambiente e alla rigenerazione urbana, per valorizzare i territori creando reti virtuose con gli enti locali. Azioni “etiche” che si traducono in valore reale anche per le imprese, rafforzandone la reputazione e creando engagement con dipendenti e clienti. «Questa filosofia porta a inserire obiettivi sociali e ambientali nel cuore della strategia aziendale, contribuendo concretamente al benessere delle persone e delle comunità», chiarisce ancora Foschia. E lo sport, con la sua capacità unica di coinvolgere e unire, rappresenta il contesto ideale per generare un impatto positivo su larga scala. «Il calcio è molto più di una disciplina sportiva: è un potente strumento di unione sociale e di formazione per le nuove generazioni - la chiosa del numero uno federale -. E, per quanto mi riguarda, è un veicolo di valori che trascendono le vittorie e le sconfitte e che rappresenta un’opportunità per fare la differenza nella nostra comunità. Il calcio ha valori che vengono prima dei risultati. Gli scenari cambiano, ma l’aspetto sociale resta primario e prioritario».

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