
Il calcio non può non affacciarsi alla finestra che sporge sul mondo. Non può non tenere conto delle tendenze. Soprattutto quelle virtuose: l’attenzione verso l’ambiente è la chiave per rendere sostenibile il mondo che ruota attorno al pallone. Il CdA della Fondazione CRC ha deliberato l’assegnazione di 90 mila euro quale contributo straordinario per l’iniziativa “Fair play con l’ambiente: risparmiare acqua con lo sport” promosso dal Comune di Garessio nell’ambito del bando “Percorsi di sostenibilità 2025 - Misura 1 - acqua, clima ed energia”. Seguendo gli obiettivi dell’Agenda 2030 e con la visione di una comunità smart e sostenibile, il progetto promuove una manovra di efficientamento idrico ed energetico aggregando innovazione tecnologica, gestione responsabile delle risorse e sensibilizzazione ambientale. L’iniziativa prevede la realizzazione di un sistema d’irrigazione sostenibile e automatizzato presso il campo “Barberis”: partendo dal recupero dell’acqua piovana, passando dalla riduzione dei consumi energetici e l’adozione di tecnologie intelligenti, fino alla sensibilizzazione ambientale della cittadinanza attraverso la comunicazione. Il piano prevede la creazione di una riserva idrica da 70 mila litri, alimentata dalla raccolta delle acque piovane e in caso di necessità da un canale adiacente. L’acqua sarà distribuita attraverso un impianto interrato di irrigazione automatica, dotato di sensori e centraline meteo per ottimizzarne l’uso. Il tutto verrà compiuto tramite mirati interventi agronomici, l’installazione di un impianto fotovoltaico da 10 kw e l’impiego di due robot per il taglio dell’erba renderanno il sistema completamente autosufficiente. Con un dettaglio in più: l’impatto zero in termini di emissioni. L’iniziativa del comune di Garessio passerà attraverso una campagna di educazione ambientale: previste attività formative, materiali didattici e pannelli presso gli impianti sportivi, per promuovere tra i cittadini buone pratiche legate al risparmio idrico, alla riduzione dei rifiuti e alla sostenibilità. Gli obiettivi nel mirino sono molto chiari: risparmio annuo di oltre 2 milioni di litri d’acqua potabile, riduzione delle ore di lavoro legate all’irrigazione e alla manutenzione, abbattimento delle emissioni di CO2 e dei consumi energetici.
Gianluca Costa, presidente del Garessio, ha le idee chiare: «I lavori partiranno ad aprile: non vediamo l’ora. Possiamo davvero diventare un modello da seguire per il Piemonte e non solo. Abbiamo un impianto d’irrigazione manuale e non potevamo proseguire così: dovevamo ottimizzare le opere. Si può fare tutto tramite le applicazioni dello smartphone. Così recuperiamo tutta l’acqua possibile: verrà fatta una vasca da 70 mila litri accanto alla tribuna. Non servirà più una persona fisica per gestire tutto il processo: sarà tutto molto più snello, grazie al recupero delle acque piovane». Costa va nel dettaglio: «Un bando ecosostenibile così non l’aveva ancora fatto nessuno. È tutto automatico, passa tutto dal telefono: è un’innovazione radicale, le torrette che bagnano il terreno di gioco impiegano 15 minuti. In più, al taglio dell’erba ci penseranno due robot: un altro passo in avanti notevole, che semplifica la nostra operatività. Partiamo a fine aprile e dovrebbero riconsegnarci il campo il 10 settembre, quando tutto sarà terminato». Così Garessio diventerà il capoluogo green del Piemonte calcistico.
La sostenibilità degli impianti priorità del Comitato. La visione di Foschia: «Le scelte lungimiranti fanno la differenza: saremo accanto a tutte le società»

Il tema dell’impiantistica sportiva è una costante nella quotidianità delle società sportive, comprese e in particolare di quelle dilettantistiche. A supporto di una situazione fatta di impianti risalenti principalmente agli anni compresi tra il ’60 e il ’90 e alle relative spese che tanto (a volte troppo!) incidono sui bilanci societari, i Comitati regionali della Figc-Lnd annoverano la questione tra le loro priorità attraverso linee di indirizzo che sostengano le società in scelte lungimiranti, sostenibili anche in chiave economica e proiettate al bene dell’intera comunità. «La questione non è solo quella di costruire nuove strutture, ma piuttosto di garantire che restino efficienti, sostenibili e utili alla comunità nel tempo – esordisce Mauro Foschia, presidente del Comitato regionale Figc-Lnd Piemonte e Valle d’Aosta –: perché senza una visione strategica, anche l’impianto più moderno rischia di trasformarsi in un costo anziché in una risorsa. In Italia molti impianti si trovano oggi a dover fare i conti con obsolescenza tecnologica, consumi elevati e modelli gestionali superati: per questo la gestione non può limitarsi alla manutenzione ordinaria, ma serve programmare investimenti pluriennali, diversificare le entrate e costruire reti solide con il territorio».
Il numero uno regionale insiste molto sulla necessità di fare squadra nella gestione di queste strutture ritendendole, in primis, preziosi riferimenti di incontro, integrazione e socialità all’interno della comunità intesa nel suo senso più ampio: «Gli impianti sportivi hanno un altissimo valore sociale, per questo non possono essere lasciati alla sola dimensione gestionale: è necessario che Comuni, Regioni, scuole, enti del terzo settore e le stesse società sportive lavorino insieme. Lo sport, infatti, non è solo competizione e agonismo, ma è anche e soprattutto presidio di salute pubblica, strumento di prevenzione del disagio giovanile, leva di inclusione sociale: per questo le politiche sportive devono dialogare con quelle educative, sanitarie e urbanistiche. Quando le istituzioni collaborano in modo coordinato, l’impianto sportivo diventa parte integrante di una strategia di sviluppo territoriale».
Affiancando, naturalmente, scelte di sostenibilità ambientale quali, per esempio, illuminazione a led, impianti fotovoltaici, pompe di calore ad alta efficienza, sistemi di recupero delle acque piovane: tecnologie a basso impatto ambientale che migliorano le performance energetiche e, al contempo, «si traducono in scelte economiche lungimiranti e in segnali di responsabilità verso la comunità. La vera sfida dunque – conclude il presidente – non è costruire di più, ma gestire meglio. Con visione, competenze multidisciplinari e un autentico gioco di squadra tra istituzioni e territorio, aspetto cruciale per una svolta che coinvolga gradualmente tutti».