HitBall: le sei sorelle alla prova playoff

La situazione sul campionato dopo la fine della regular season e l'imminente inizio dei playoff
HitBall: le sei sorelle alla prova playoff

LE SEI SORELLE ALLA PROVA PLAYOFF
La stagione di HitBall entra nella fase più calda dell'anno: a partire da oggi (Venerdì 15, 19:45 presso L'HitBall Arena di Corso Lombardia 174) iniziano i playoff scudetto Eccellenza UISP, categoria A1, che incoroneranno la 33° Regina dei Campionati Assoluti. Dopo la chiusura della regular season, le prime sei classificate si scontreranno in match di sola andata nei quarti e al meglio delle tre a partire dalle semifinali. Il tabellone è chiaro: Lab To Hit (1ª) e Sotomayor (2ª) sono già in semifinale e attendono le vincenti di Piccolo Club (4ª) vs Evolution (5ª) e Red Devils (3ª) vs Sunknights (6ª).

Sotomayor: gioco semplice, lineare, efficace

I Soto hanno costruito la loro stagione su un principio chiaro: fare le cose semplici meglio degli altri. Niente fronzoli, pochi rischi, tanta concretezza. Seconda miglior difesa, 15 vittorie, ritmo costante e gestione pulita dei possessi. Non sono spettacolari, ma sono affidabili, e nei playoff questa qualità pesa più di tutto.

Lab To Hit: la corazzata da battere

Primi in classifica, miglior attacco e miglior differenza punti. Gioco solido, rotazioni lunghe, continuità impressionante. Arrivano da favoriti, ma sanno che Piccolo o Evo non saranno avversari comodi.

Red Devils vs Sunknights: ritmo contro esperienza

I Red Devils hanno mostrato un attacco continuo e una struttura chiara. I Sunknights arrivano in calo, ma possono contare su Mirko Violetto, leggenda capace di tenere viva qualsiasi partita anche nei momenti più difficili.

Piccolo Club vs Evolution: la sfida più equilibrata

Il Piccolo Club hanno esperienza, finali recenti e mentalità da playoff. Gli Evolution sono stati discontinui, soprattutto all’inizio, ma hanno un attacco pesante e possono accendersi in qualsiasi momento. È la sfida più imprevedibile del primo turno.

Chi vede la finale? Le tre squadre più solide restano Lab To Hit, Sotomayor e Red Devils. Ma i Piccolo Club sanno come si arriva in fondo, i Sunknights hanno Violetto, gli Evolution possono esplodere da un momento all’altro.

Uno sguardo sull’albo d’oro

  • I Lab hanno vinto 3 titoli negli ultimi 4 anni.
  • I Red ne hanno 7, ma l’ultimo è del 2019.
  • Il Piccolo ha interrotto nel 2024 la striscia dei Lab dopo vent’anni.
  • Gli Evolution inseguono il primo trofeo per scrollarsi l’etichetta di incompiuti.
  • I Sotomayor, che hanno sfiorato il trofeo per 2 volte negli ultimi anni, vogliono tornare al titolo che manca dal 2010.
  • In casa Sunk il titolo manca dal 2015: vincere oggi sarebbe leggendario. Mirko Violetto, dopo l'impresa del 2018 con le Iene, proverà a guidare una squadra di pluriscudettati a un trionfo da underdog.

 

I LAB CHIUDONO DAVANTI: DOPO 4 ANNI, LA REGULAR SEASON TORNA GIALLOBLÙ 

La regular season della Serie A1 si chiude con un ritorno che ha un peso specifico importante per tutto il campionato. Dopo quattro anni, sono i campioni in carica dei Lab To Hit a chiudere davanti a tutti.

Un primo posto in Eccellenza UISP costruito soprattutto nella seconda parte dell’anno, quando i gialloblù sono riusciti a trovare quella continuità che era mancata alle altre contender. Se nella prima metà della stagione la sensazione era quella di una classifica apertissima - con Red Devils e Sotomayor capaci a turno di dare l’impressione di poter prendere il controllo della categoria - da febbraio in avanti i Lab hanno progressivamente cambiato marcia.

La chiave è stata soprattutto la gestione degli scontri diretti. I successi contro i Red Devils, sia all’andata sia al ritorno, hanno rappresentato il vero spartiacque della regular season, permettendo ai Lab di ribaltare gli equilibri del campionato proprio nel momento più delicato. Ma più dei singoli risultati, a impressionare è stata la capacità della squadra di adattarsi alle partite e ai differenti cambi di impianto di gioco.

Il rapido assorbimento della grande novità dell’Hitball Arena è probabilmente l’aspetto che meglio racconta la maturazione dei Lab rispetto agli ultimi anni. In una stagione segnata dal cambiamento logistico e tecnico, i campioni della regular season sono stati la squadra che più velocemente ha saputo leggere il nuovo contesto, trovando continuità anche lontano dai riferimenti storici della categoria.

Dietro di loro resta la sensazione di una A1 estremamente corta e competitiva nelle prime posizioni. I Red Devils hanno disputato una stagione di altissimo livello e per lunghi tratti sono sembrati la squadra più continua del campionato, salvo rallentare proprio nel finale. Gli Evolution, invece, hanno avuto un percorso quasi opposto: partenza più intermittente, crescita costante e, soprattutto, uno dei giochi offensivamente più devastanti dell’intera categoria. Una squadra capace di superare più volte quota 100 punti e di trasformare ogni partita in una sfida ad altissimo ritmo.

Alle spalle del trio di testa, i Sotomayor hanno mantenuto ancora una volta un livello altissimo di competitività, confermandosi tra le squadre più solide mentalmente della categoria: non a caso sono stati gli unici capaci di sconfiggere i campioni in carica sia all’andata sia al ritorno. Il Piccolo Club, invece, ha alternato prestazioni da assoluta contender a passaggi a vuoto inattesi, mentre i Sunknights si sono distinti per intensità e spettacolarità, dimostrando ancora una volta come non sia necessariamente la carta d’identità a determinare la competitività di un gruppo.

A Genova, invece, continua a consolidarsi la realtà più stabile della seconda metà di classifica. Il percorso dei Genova Hit Ball prosegue nella sua crescita progressiva: tre punti in più rispetto alla stagione precedente, settimo posto confermato e soprattutto il muro eretto alle spalle della Lanterna. Delle sette vittorie ottenute, ben cinque sono arrivate nel fortino ligure, dove la squadra ha spesso saputo mettere in difficoltà anche le corazzate della categoria.

Più complicata, invece, l’annata dei Flamurtari e dei Pazzeschi, che hanno faticato a trovare continuità pur mostrando a tratti segnali interessanti. La neopromossa ha costruito gran parte della propria identità attorno all’unicità delle postazioni fisse e alla produzione offensiva del proprio bomber, Pietro Evangelista, riuscendo anche a ottenere vittorie sorprendenti che hanno tenuto vive le speranze salvezza fino alle ultime giornate. Nonostante questo, il percorso non è bastato per evitare gli spareggi.

I Pazzeschi, invece, hanno vissuto una stagione estremamente discontinua: capaci di alternare exploit contro squadre di alta classifica a lunghi blackout, hanno chiuso con lo stesso piazzamento della stagione precedente, confermando però una difficoltà cronica nel trovare continuità contro le dirette concorrenti.

Gli Skoppiati, infine, non sono mai realmente riusciti ad assorbire il ritmo della Serie A1. Dopo la salvezza conquistata agli spareggi nella scorsa stagione, il salto definitivo di livello non è arrivato e la chiusura del campionato a zero punti consegna loro un record negativo pesantissimo: il peggior rendimento registrato in A1 negli ultimi cinque anni, cioè da quando esiste il referto elettronico.

La regular season consegna dunque un verdetto chiaro: i Lab tornano davanti a tutti e si riprendono simbolicamente il centro della A1. Ma il vero punto interrogativo resta quello che accompagna ogni finale di stagione: quanto conterà davvero tutto questo ai playoff?

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