
Il 7 maggio a Napoli si terrà un appuntamento di grande valore simbolico, civile e umano con l’accensione della Fiaccola della Prevenzione, iniziativa promossa dalla Fondazione Fioravante Polito di Santa Maria di Castellabate (Salerno) per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione sanitaria nello sport e sulla necessità di trasformare il ricordo in impegno concreto. L’evento si svolgerà a bordo della Msc Divina e sarà dedicato ad Andrea Fortunato, Piermario Morosini, Flavio Falzetti, Carmelo Imbriani, Raffaele Pisano e a tutti gli angeli dello sport. Un momento intenso che unirà memoria, responsabilità e sensibilizzazione in nome della salute degli atleti e della tutela della vita. L’iniziativa assume un significato ancora più forte perché arriva nel ricordo di Piermario Morosini, a 14 anni dalla scomparsa. La sua perdita, come quella di altri protagonisti del mondo sportivo, continua a rappresentare una ferita profonda ma anche un richiamo forte alla necessità di fare di più sul piano della prevenzione, dei controlli e della cultura medica applicata allo sport.
Messaggio con una visione
La Fiaccola della Prevenzione non è soltanto un simbolo commemorativo. È un messaggio preciso, diretto e concreto. Vuole ribadire che la prevenzione non può essere considerata un tema secondario, ma deve diventare una priorità stabile e strutturata. In questo percorso si inserisce con forza anche il tema del Passaporto Ematico, strumento ritenuto fondamentale per monitorare nel tempo lo stato di salute degli atleti e per rafforzare i sistemi di controllo e tutela sanitaria. Parlare di Passaporto Ematico significa parlare di una visione più avanzata della medicina sportiva, basata non solo su verifiche occasionali ma su un monitoraggio costante e approfondito. Significa scegliere una strada seria, che punti a cogliere in anticipo eventuali anomalie e a proteggere concretamente chi pratica sport, a ogni livello. Attraverso questa iniziativa, la Fondazione Fioravante Polito rinnova l'impegno nel diffondere una cultura della prevenzione vera, continua e non solo formale. Il ricordo di chi non c’è più deve diventare una spinta ad agire con maggiore responsabilità, affinché tragedie che hanno segnato il mondo dello sport possano servire almeno a costruire una coscienza più forte e strumenti più efficaci per salvare vite. L’evento del 7 maggio a Napoli rappresenta quindi molto più di una cerimonia. È un appello alla coscienza collettiva, al mondo dello sport, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno responsabilità nella tutela della salute degli atleti. È un momento di memoria ma anche di proposta, di riflessione e di azione.