Gli sponsor ci credono e la Champions League vola

La crisi non fa si fa sentire e la più importante manifestazione continentale continua ad attirare i marchi internazionali. L'investimento degli sponsor di maglia è ulteriormente cresciuto

Cresce il peso degli sponsor di maglia a supporto dei trentadue club che sono impegnati nella nuova edizione della Champions League, che effettuato il giro di boa della terza giornata della fase a gironi. Complessivamente le aziende partner, presenti sulla divise dell’élite del football europeo, spenderanno 675,8 milioni di euro (+95 milioni rispetto a quanto pagato appena un anno fa). Mediamente il valore delle jersey si attesta sui 21,11 milioni di euro (risultato raggiunto solamente da undici delle società iscritte al torneo). I primi cinque club di questa classifica pesano per 308,6 milioni (circa il 45% dell’intera torta economica), ma nella parte bassa del parterre, gli ultimi sette hanno intercettato appena undici milioni (inclusi Dynamo Kiev e Lazio, che per il momento scendono in campo senza uno sponsor di maglia).

TELCO E BETTING AL TOP
Sono dodici i settori commerciali rappresentati, nonostante l’emergenza sanitaria. Le imprese continuano a investire sul prodotto calcio, così come sul format più esclusivo a livello continentale. Telecomunicazioni e scommesse rappresentano i comparti più interessati all’evento a marchio Uefa (in totale cinque club a testa). Con colossi della telefonia come Three (Chelsea) e Deutsche Telekom (Bayern Monaco), in grado di investire rispettivamente 44,2 e 40 milioni di euro. Seguono Meo (Porto) e Zippo (Ajax) con 9,5 e 9 milioni di euro. Completa l’analisi il brand Magyar Telekom, sponsor di maglia del Ferencvaros (2,5 milioni).

Nel betting la leadership appartiene agli ucraini dello Shakhtar Donetsk, supportati da PariMatch per 12 milioni di euro. Seguono Siviglia (MarathonBet/5 milioni), Krasnodar (Winline/4 milioni) e Club Brugge (Unibet/3,5 milioni). Ultimo brand del settore è Stoiximan molto popolare in Grecia (legato all’Olympiacos per 2 milioni).

Sotto il profilo economico è da seguire il settore del trasporto aereo, che in totale copre quattro abbinamenti sponsorizzativi. Il Real Madrid è ormai legato, da diversi anni, a Fly Emirates (70 milioni), mentre il Manchester City porta in giro il marchio Etihad Airways (52,5 milioni). Nettamente inferiore l’investimento (circa 4 milioni) della compagnia ferroviaria Rzd (main sponsor del Lokomotiv Mosca) o di Turkish Airlines (2 milioni) a sostegno del Basaksehir.

Da segnalare, infine, gli investimenti del comparto bancario- finanziario (per un totale di cinque abbinamenti): Standard Chartered firma il Liverpool (46,5 milioni), mentre la piattaforma di trading Plus500, visibile anche sulle maglie dell’Atalanta (5 milioni), è legata da diversi anni all’Atletico Madrid (15 milioni). Più indietro il marchio finanziario Flatex sulla divisa del Borussia M’Gladbach (10 milioni). I danesi del Midtjylland sono il “fanalino” di coda con i 2 milioni pagati dall’Arbejdernes Landsbank (banca locale, fondata nel 1919, con circa 250.000 clienti e 1.075 dipendenti) per la jersey sponsorship.

PREDOMINIO SENZA RIVALI
L’analisi delle sponsorship tecniche non lascia dubbi sul leader del settore anche per la stagione 2020/21. Il marchio Nike infatti è al fianco di tredici squadre ed è presente in ben sette gironi di qualificazione su otto. Fa eccezione il gruppo C, dove il Porto è firmato da New Balance, il Manchester City da Puma, mentre l’Olympique Marsiglia e l’Olympiacos Pireo sono legati ad Adidas. Il colosso dell’Oregon è nettamente avanti al rivale storico. Adidas, infatti, si è legato solo a sette squadre: Bayern Monaco e Lokomotiv Mosca (A), Real Madrid (B), Olympiacos (C), Ajax (D), Juventus FC (G) e Manchester United (H). Sul gradino più basso del podio troviamo Puma con sei abbinamenti: Borussia M’Gladbach (B), Olympique Marsiglia e Manchester City (C), Rennes e Krasnodar (E), oltre al Borussia Dortmund (F). Quarto posto, in coabitazione, per Macron e New Balance. La casa emiliana sponsorizza la Lazio e il Club Brugge (entrambi inseriti nel gruppo F). Gli americani di Boston vestono la Dynamo Kiev e il Porto. Ultimo posto per Joma e Bilcee, legati rispettivamente alla Atalanta (gruppo D) e all’Istanbul Basaksehir (H). In questa nuova edizione della Champions League, in totale sono presenti sette diversi brand di sportswear.

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