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Federer: “Il ritiro? Questo pensiero mi serve da motivazione”

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Il campione svizzero: “Mi spinge a immaginare come risparmiare le forze o reinventarmi per restare più a lungo in campo”

Federer: “Il ritiro? Questo pensiero mi serve da motivazione”
© Getty Images
mercoledì 25 dicembre 2019

ROMA - Roger Federer non sa ancora quando smetterà. Lo racconta a Mathieu Aeschmann in un'intervista alla Tribune de Geneve pubblicata. "Questa domanda mi incuriosisce, vorrei saperlo io per primo. Questi ultimi 20-25 anni sono passati in un soffio" dice. "Ventiquattro anni fa giocavo l'Orange Bowl, il campionato di tennis del mondo Under 14. Quest'anno ci gioca il figlio di Tony Godsick, il mio agente. Ho 38 anni e mi chiedo: sta per finire tutto? Se fosse vero, il tempo sarebbe volato via davvero velocemente. Ma in questo c'è anche qualcosa di bello e rassicurante: non si dice forse che quando ci si diverte e si fa qualcosa che piace il tempo scorre più rapidamente? Ebbene, deve essere questo il mio caso".

Federer e il pensiero del ritiro

Il pensiero del ritiro, spiega, "è parte integrante del processo. E ha anche la funzione di suscitare altre sensazioni. È grazie a questo pensiero che per esempio provo una gratitudine enorme per tutto ciò che ho potuto vivere. Questo pensiero mi serve da motivazione, mi spinge a immaginare come risparmiare le forze o reinventarmi per restare più a lungo in campo. E poi, mi è utile fare passi avanti rispetto alle mie paure". Federer ha preso un impegno per giocare in esibizione in Cina, a Hangzhou, fino al 2023. Questo non vuol dire, ammette, che sarà ancora nel circuito fra quattro anni. "Puoi anche darti una scadenza, mettere fine alla tua carriera perché non sei più in grado di giocare una settimana dietro l'altra, ma sei sempre capace, una volta ogni tanto, di giocare una partita splendida".

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