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Australian Open, Djokovic: "Dobbiamo pensare al rinvio"

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Così il numero due al mondo: "Gli organizzatori faranno il possibile, ma se gli incendi metteranno a rischio la salute dei tennisti, va considerata qualsiasi opzione, anche quella di cancellare il torneo"

Australian Open, Djokovic:
© Getty Images
domenica 5 gennaio 2020

SYDNEY (AUSTRALIA) - "Se gli incendi mettono a rischio la salute dei giocatori non possiamo non considerare la possibilità di rinviare il torneo". Così Novak Djokovic, a margine della Atp Cup, mette in luce i problemi legati al regolare svolgimento degli Australian Open, in programma a Melbourne dal 20 gennaio, in un'Australia dilaniata dagli incendi. "Penso che gli organizzatori cercheranno di fare tutto il possibile per non rinviare l'inizio del torneo - prosegue il serbo, presidente del "Players' Council dell'ATP" e in stretto contatto con Craig Tiley, presidente di Tennis Australia -. Cancellarlo rimane l'opzione estrema ma se c'è in gioco la salute dei giocatori penso che si debba considerare tutto", ha aggiunto Djokovic, allarmato dal problema relativo agli incendi e all'aria inquinata. "Stanno monitorando la situazione giorno dopo giorno. Speriamo che riescano a spegnere gli incendi. Se però dovessero continuare e la qualità dell'aria dovesse peggiorare, qui a Sydney e a Melbourne, credo che bisognerà pensare a qualche nuova regola. Chiaramente non è facile, l'Australian Open inizia in una certa data e vanno considerati tanti aspetti. Ma prima di tutto bisogna evitare pericoli per la salute, per tutti", ha conclsuo il numero due del mondo. 

djokovic Australian Open

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