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Tennis, Yannick Noah festeggia i 60 anni

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Tennista francese arrivato fino alla terza posizione del ranking mondiale

Tennis, Yannick Noah festeggia i 60 anni
© EPA
sabato 16 maggio 2020

Uno dei più grandi tennisti francesi di sempre. Basterebbe questo per definire Yannick Noah alla soglia del suo 60esimo compleanno. Ma dietro la racchetta e quei dreadlocks si nasconde molto di più. Nato il 18 maggio 1960 a Sedan ma cresciuto in Camerun nel mito di Arthur Ashe, a 11 anni Yannick insegue il suo sogno trasferendosi in Francia. E sarà un gran bel sogno. Il punto più alto? Nel 1983, quando batte in finale a Parigi Mats Wilander e diventa il primo francese ad aggiudicarsi il Roland Garros dal successo di Marcel Bernard nel 1946, impresa che ancora oggi lo colloca come unico transalpino nell'albo d'oro nell'era moderna. Noah è una ventata di freschezza col suo tennis forse tecnicamente non eccelso ma fatto di fantasia, coraggio e fisicità. Un tennis che lo porterà a vincere 25 titoli nel circuito maggiore (e altri 12 in doppio), a condurre la Francia alla finale di Davis nel 1982 (poi persa per 4-1 contro gli Usa) dopo un'attesa di quasi cinquant'anni. Si spingerà fino alla terza posizione del ranking mondiale, dando più di un dispiacere a Ivan Lendl (sarà lui, sempre nell'82 a Palm Spring a interrompere la striscia di 44 vittorie di fila dell'allora fuoriclasse cecoslovacco) e rimanendo stabilmente nella Top Ten Atp fino al 1987, prima di un brevissimo ritorno grazie alla semifinale conquistata agli Australian Open nel 1990. Si ritirerà un anno dopo, ad appena 31 anni, prima di intraprendere una nuova carriera da cantante ancora in corso ma senza allontanarsi mai troppo da quello che è stato ed è ancora il suo mondo: la Davis che gli era sfuggita da giocatore la conquista per ben tre volte da capitano (1991, 1996 e 2017) oltre a guidare le ragazze al successo nella Fed Cup - il primo assoluto per la Francia - nel 1997. Del resto Noah non ha mai difettato in personalità e chi meglio di lui a vestire i panni del leader? E qui entra in gioco un altro aspetto della sua vita, l'impegno politico in Camerun ma soprattutto in Francia che l'ha viasto contrapporsi alla destra, ora rappresentata da Sarkozy, ora da Marie Le Pen. Senza peli sulla lingua, a volte troppo, come quando nel 2011 lanciò pesanti accuse in fatto di doping verso gli atleti spagnoli. Mai banale, prendere o lasciare: anche a 60 anni, Yannick Noah continuerà ad andare dritto per la propria strada.

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