Sonego: “Sono Final perfette. La Davis? Stati Uniti molto forti, ma ci proveremo”

Il campione azzurro tra le Atp di Torino e Malaga: "Quest’anno c’è stato un notevole salto di qualità”
Sonego: “Sono Final perfette. La Davis? Stati Uniti molto forti, ma ci proveremo”© Getty Images for Torino Turismo

TORINO - Allenamenti intensi per Lorenzo Sonego sui campi del Circolo della Stampa Sporting e del Training Center del club. Tanta cura del rovescio bimane, in tutte le sue sfaccettature, con palle dal cesto mentre sul campo adiacente Tsitsipas, affiancato dall’immancabile padre e da Philippoussis, era impegnato a preparare la seconda sfida delle Nitto ATP Finals. Un’atmosfera motivante per chi, come il torinese, è stato chiamato all’ultimo minuto a rivestire la maglia azzurra per le altre Finals, quelle di Coppa Davis, a Malaga: «Ho detto ovviamente sì senza pensarci un attimo - ha esordito Sonego - alla chiamata di capitan Volandri. La Davis ha sempre rappresentato per me un qualcosa da raggiungere. È bello far parte del gruppo e sentirsi uno degli elementi della grande avventura. L’avrei guardata da casa, soffrendo, ma sono strafelice di poter essere con i miei compagni. Sarà il capitano a decidere la formazione anche in base agli allenamenti che faremo e alle rispettive condizioni fisiche. L’Italia è ormai una realtà del movimento mondiale, con tanti giocatori forti. Il primo ostacolo, rappresentato dagli USA, è molto duro ma cercheremo di dare il massimo e superarlo».

Riviviamo la stagione appena andata in archivio per quanto concerne i tornei: «Ho fatto un anno a mio parere molto positivo nonostante i risultati altalenanti. Ho disputato partite di altissimo livello che mi hanno permesso di continuare il processo di formazione e fare tanta esperienza. Una nuova è stata quella di tornare indietro in classifica, cosa che non mi era mai capitata prima e ho dovuto gestire. Il momento più bello è stato quello del successo di Metz, il terzo in carriera a livello ATP; il più brutto la sconfitta agli US Open in avvio dopo essere stato in vantaggio per due set a zero contro l’australiano Thompson».

Una progressione generale del suo livello di gioco che Sonego identifica in due colpi: «Nel rovescio e nella risposta sui quali dovrò comunque continuare a lavorare. In ottica 2023 l’ulteriore step che sono chiamato a fare è quello sull’aspetto fisico, in particolare curando la resistenza e la forza per tenere alto il rendimento nel corso dell’intera stagione. Da quando sono entrato nel circuito professionistico il tennis è cambiato sotto questo profilo, gli scambi si sono allungati, le palline sono più lente e così i campi. Farsi trovare sempre pronti, viaggiando da un capo all’altro del mondo, non è sempre facile».

Chiari anche gli obiettivi: «Riavvicinare il best ranking di numero 21 del mondo. Il mio 2023 partirà dal 250 di Adelaide per poi spostarsi agli Australian Open. Focus sul singolare e, compatibilmente con la classifica, sui doppi ma non negli Slam. L’obiettivo è far bene, in coppia con Vavassori, in qualche torneo 1000».

Quello dei sogni è sempre lo stesso: «Roma, chiaramente, dove ho vissuto alcuni momenti magici della mia carriera». Sonego non fatica a dare i suoi oscar 2022: «Tra i giocatori italiani a Lorenzo Musetti, che ha trovato continuità ed espresso il grande potenziale di cui dispone. Tra gli stranieri Alcaraz, salito sul tetto del mondo».

Le Finals nella sua Torino, sempre più belle e stimolanti: «Quest’anno c’è stato un notevole salto di qualità rispetto alla prima edizione. Tutto mi sembra perfetto, sia al PalaAlpitour che fuori, con il Fan Village preso d’assalto dai tifosi e dagli appassionati. Si respira un’atmosfera unica e stimolante. Il sogno personale rimane quello nei prossimi anni di esserci. Spero da singolarista ma anche nel doppio sarebbe bellissimo».

Uno dei volti più attesi di questa edizione è quello di Kyrgios, nella veste di uomo del doppio: «Nick è molto salito in concentrazione e rendimento. Ora gioca tutte le partite senza lasciarle, come a volte successo in passato. È un personaggio e un gran talento, mi piace vedere come colpisce naturalmente la palla. Sa esaltare le folle e non è poco». Molti gli infortuni in stagione nel circuito: «I ritmi sono sempre più tambureggianti. Può capitare, ma si lotta per risollevarsi».

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