Atp Finals, il bilancio di Cozzoli: "Entusiasta di Torino"

Il Presidente e Amministratore Delegato di Sport e Salute: "Le Finals di quest’anno hanno dimostrato la grandezza dell’evento, con un forte impatto economico"

TORINO - La seconda edizione delle Nitto Atp Finals si avvia a conclusione. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Vito Cozzoli, presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, in visita al Fan Village.

Presidente Cozzoli, le sue impressioni su queste seconde Finals torinesi.

«Sono entusiasta, da sportivo, da appassionato di tennis e ammiratore della città. L’anno scorso, con la capienza al 60%, è stato un battesimo, quest’anno penso che tutti abbiano colto la grandezza dell’evento, quale privilegio abbiano il nostro Paese e la città. La qualità del tennis è incredibile, così come lo è stato l’equilibrio in campo. con un Montepremi di quasi 15 milioni è il torneo più importante del mondo e avrà in questa edizione un impatto enorme sulla città. Impatto anche economico, se parliamo di turismo, ebbene sono arrivati appassionati da 88 Paesi, siamo a 150mila spettatori. E vista dalla parte di Sport e Salute, vedo un effetto traino importante sull’attività giovanile, dei bambini. Sono convinto che tanti cominceranno a prendere la racchetta in mano da lunedì».

Sport e Salute oltre ad aver sostenuto l’organizzazione si occupa anche attivamente di alcune attività.

«Curiamo il campo, le luci, lo show production, l’ospitalità, collaboriamo sul piano operativo forti dell’esperienza agli Internazionali d’Italia. E ci stiamo preparando alla prossima sfida: l’ampliamento del torneo romano a 12 giorni, con tabelloni da 96 giocatori».

Le Finals chiudono un anno da 19 eventi mondiali organizzati da Sport e salute. Valutazione e prospettive?

«Abbiamo superato le nostre aspettative. Mi hanno detto che il Major di Padel a Roma, 15 giorni dopo gli Internazionali di tennis sia stato meglio del Roland Garros, abbiamo organizzato mondiali beach volley, di padel e di skate, l’Equitazione a Piazza di Siena. Un risultato che non mi sarei mai atteso: i 30mila spettatori per gli Europei di nuoto a Ferragosto. Questo porta a un consolidamento dello sport italiano in chiave industriale e, ciò che per noi è più importante, contribuisce a far aumentare il numero di praticanti. Ma siamo attenti ai temi dell’innovazione. Abbiamo lanciato Wesportup l'acceleratore di start up al Foro Italico con 595 candidature. E oggi ne abbiamo 10 operative, un grandioso patrimonio di idee e di genialità italiana. Lo sport può crescere con l’innovazione».

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Il vostro obiettivo per il 2023, dunque?

«Il macro sistema, vogliamo che in Italia si pratichi più sport, che ci sia più sport nelle scuole. Intanto ripartiamo da un risultato raggiunto. Quando sono arrivato l’Italia era il quinto Paese più sedentario d’Europa e adesso siamo l’undicesimo in una classifica che contempla 27 Paesi e che non considera la pratica sportiva di 1 milione e settecentomila bambini. E da domani comincerà la pratica dello sport nella scuola primaria, che avrà un grande valore formativo. Abbiamo coinvolto 39 federazioni dalle 6 iniziali. È il primo avvicinamento all'attività motoria che avrà ricadute sullo sport e le società di base».

Si parte dalla quinta elementare. Secondo lei si potrà completare tutto il primo ciclo scolastico?

«In Emilia Romagna, grazie all’intervento della Regione, tutti i bambini della scuola primaria possono praticare sport a scuola. Per quanto riguarda i costi, prima e seconda sono coperti dalla Regione, noi ci occupiamo di terza e quarta e il Governo copre la quinta. È un processo. Con lo sport nella scuola primaria noi pensiamo che ne trarranno giovamento le società di base. Inoltre si creano posti di lavoro per i laureati di Scienze Motorie. Poi sono sicuro che il Ministro Andrea Abodi, uomo di grande esperienza manageriale e di competenza sportiva farà crescere lo sport nel Paese».

Impiantistica: nei giorni scorsi avete inaugurato il Palaghiaccio di Varese con il Capo dello Stato.

«Ecco un modello virtuoso di partneriato pubblico-privato, del gioco di squadra. Lo sport, per essere accessibile davvero a tutti, ha bisogno di impianti, di spazi moderni, sostenibili. E il privato può contribuire, collaborare con il pubblico».

Presidente, siamo partiti da Torino, chiudiamo con Torino. Si può sognare, ambire, ad altri cinque anni di Atp Finals dopo il 2025?

«Io penso che Torino già meriti un consolidamento e considerazione. Ma intanto può godersi un risultato incredibile, aver ottenuto questo evento mondiale per cinque anni. Il risultato conseguito grazie al gioco di squadra, tra Stato, amministrazioni locali, privati, federazione tennis».

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