"Sinner come me, vincerà gli Slam”: Schiavone loda Jannik e svela: “Ho visto…"

L'intervista all'ex tennista azzurra, regina del Roland Garros 2010, parla dell'attuale numero 4 al mondo: "Ha solo iniziato il viaggio"

MILANO - "Vedere alzare al cielo la Coppa Davis e sapere che siamo la Nazionale maschile più forte al mondo è un grande orgoglio". Lo è anche per Francesca Schiavone presente alla prima edizione del Coni Lombardia Awards, l’evento ideato e organizzato col sostegno della Regione. Vederla alzarla da Sinner è stato ancora più emozionante. "Jannik ha appena iniziato la sua crescita entrando nei primi cinque al mondo. Oggi è arrivato il momento di raggiungere la vetta non solo per poter diventare il numero uno, ma per portarci a casa una coppa dello Slam. Perché vincerla credo che sia la cosa più bella ed emozionante per chi fa questo sport…".

A gennaio c’è il primo grande Slam e Sinner è testa di serie come numero 4 al Mondo.
"Numero quarto lo è stato Panatta, lo sono stata io, lo è Sinner. Ma è il momento di rompere il ghiaccio e di andarsi a prendere il numero tre, il numero due. Magari il numero uno. La cosa più bella di Jannik è la capacità di capire che lui è in continua crescita. Sono stata una settimana ad allenarmi con lui e ho capito che non si sente arrivato, sa che ha appena iniziato il suo viaggio".

Lei ha vinto uno Slam: il Roland Garros nel 2010.
"È stato straordinario, ho raggiunto la vetta di una montagna dopo un percorso bellissimo per raggiungerla. È stata la felicità più grande della mia carriera. Ma il viaggio è stata la cosa più bella che ricordo bene. Un viaggio indimenticabile che auguro di fare ora a Jannik".

Una montagna difficile da scalare a quanto pare per noi italiani.
"È difficile per tutti, non solo per noi italiani. La concentrazione e il continuo andare oltre i propri limiti è quello che serve oggi. E Jannik non si accontenta mai, ha sempre voglia di crescere".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ritrova qualcosa di suo in Jannik?
"Sì, noi non ci accontentiamo mai. Una volta che raggiungiamo un traguardo ci spingiamo subito oltre. Facciamo un pezzo di strada in più. Quando arriva un successo il giorno dopo è già passato. Queste grandi capacità di guardare sempre avanti ci accumunano".

Per il tennis femminile che momento è?
"Siamo arrivate seconde in Fed Cup, abbiamo raggiunto alcuni quarti di finale ma ci vuole un’atleta che spinga un po’ di più, che sia d’esempio per tutte e che ci porti dei trofei importanti a casa. Quando c’è un’atleta di riferimento forte il movimento cresce di conseguenza".

C’è un nome su cui scommetterebbe?
"Onestamente io non l’ho ancora vista. Ma mi auguro di vederla presto. Ho tanta voglia di vederla presto in campo".

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MILANO - "Vedere alzare al cielo la Coppa Davis e sapere che siamo la Nazionale maschile più forte al mondo è un grande orgoglio". Lo è anche per Francesca Schiavone presente alla prima edizione del Coni Lombardia Awards, l’evento ideato e organizzato col sostegno della Regione. Vederla alzarla da Sinner è stato ancora più emozionante. "Jannik ha appena iniziato la sua crescita entrando nei primi cinque al mondo. Oggi è arrivato il momento di raggiungere la vetta non solo per poter diventare il numero uno, ma per portarci a casa una coppa dello Slam. Perché vincerla credo che sia la cosa più bella ed emozionante per chi fa questo sport…".

A gennaio c’è il primo grande Slam e Sinner è testa di serie come numero 4 al Mondo.
"Numero quarto lo è stato Panatta, lo sono stata io, lo è Sinner. Ma è il momento di rompere il ghiaccio e di andarsi a prendere il numero tre, il numero due. Magari il numero uno. La cosa più bella di Jannik è la capacità di capire che lui è in continua crescita. Sono stata una settimana ad allenarmi con lui e ho capito che non si sente arrivato, sa che ha appena iniziato il suo viaggio".

Lei ha vinto uno Slam: il Roland Garros nel 2010.
"È stato straordinario, ho raggiunto la vetta di una montagna dopo un percorso bellissimo per raggiungerla. È stata la felicità più grande della mia carriera. Ma il viaggio è stata la cosa più bella che ricordo bene. Un viaggio indimenticabile che auguro di fare ora a Jannik".

Una montagna difficile da scalare a quanto pare per noi italiani.
"È difficile per tutti, non solo per noi italiani. La concentrazione e il continuo andare oltre i propri limiti è quello che serve oggi. E Jannik non si accontenta mai, ha sempre voglia di crescere".

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