L'eliminazione del 2022
Proprio Musetti fu indispensabile alla squadra in avvio della Coppa successiva. Il 5 marzo 2022 l’Italia affrontò la Slovacchia in trasferta e Lorenzo detto Lollo, allora ventenne, mostrò di essere ormai pronto per spiccare il balzo. La vittoria consegnò gli azzurri alle cure del pubblico bolognese, tra i più entusiasti, in un girone degli ottavi che vide finalmente Sinner e Berrettini insieme. Qualificazione colta di slancio, malgrado un temutissimo avvio contro la solita Croazia, che Musetti, Berrettini e il ricostituito doppio Fognini-Bolelli, lasciarono a zero. Sinner, che aveva problemi fisici, entrò in scena la seconda giornata, battendo Cerundolo, ma nella terza giocò male le sue carte contro Mikael Ymer. La prima e unica sconfitta in singolare di Jannik in Coppa. L’Italia partì per Malaga con grandi speranze, ma senza Sinner fermato per riparazioni urgenti e con un Berrettini che stava anche peggio. Battuti gli Stati Uniti, la semifinale contro il Canada fu decisa dall’infortunio dell’ultimo momento capitato a Bolelli, sostituito da un Berrettini entusiasta di poter essere utile, ma accolto con qualche remora da Fognini, convinto che una scelta diversa gli avrebbe garantito di giocare dalla sua solita parte senza provocare un doppio cambio, di compagno e di schemi. Musetti finì battuto da Auger-Aliassime, che poi fu prezioso anche in doppio, e l’attesa della finale si allungò di un altro anno.
Il trionfo a Malaga
Preceduta da qualche polemica sul forfait di Sinner, che anticipò il decollo del tennista verso le vittorie a raffica ottenute dalla fine del 2023 fino a oggi (appena otto le sconfitte subite da allora), l’Italia di un anno fa fu squadra di slanci e di miracoli. Affrontò con Musetti, Sonego e il debuttante Arnaldi una difficile qualificazione, ritrovando un Canada quanto mai tosto (fu 3-0 per gli americani, l’ultima sconfitta della nostra Davis), rimediando poi i punti necessari a volare in Spagna contro Cile e Svezia. A Malaga, con Sinner in squadra (ma Berrettini fuori per l’infortunio subito agli US Open), la squadra italiana trovò nel suo Matteo numero due (Arnaldi) una pedina fondamentale, in grado di reggere l’impatto contro avversari di primo piano. Sinner giocò anche in doppio, con Sonego, trovando punti preziosi che servirono a superare L’Olanda nei quarti e la Serbia in semifinale. Al centro, il nuovo confronto con Djokovic, che Sinner aveva sconfitto la prima volta nel round robin delle Finals torinesi, perdendoci poi nella finale.
Il confronto di Malaga vide il numero uno di allora a un passo dalla vittoria, ma Sinner fu in grado di sfilargli tre match point e poi trafiggerlo. In finale bastarono i singolaristi per acquietare l’Australia. Arnaldi mise su un partitone contro Popyrin, Sinner nascose la palla a De Minaur, chiudendo il discorso con un sei-zero letale.
