“Incredibile, io non sono scarso ma…”: la frase rubata di Bublik che ha fatto ridere Sinner

Il numero 1 del mondo raggiunge Musetti ai quarti di finale: "Sarà bellissimo". E a fine partita siparietto col kazako
“Incredibile, io non sono scarso ma…”: la frase rubata di Bublik che ha fatto ridere Sinner
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"Sono molto contento. Grazie a tutti", ha detto a caldo Sinner al termine dell'incontro con Bublik. "Ci conosciamo bene; si è congratulato e mi ha augurato tutto il meglio", ha raccontato in merito al breve scambio di parole con il kazako all'uscita del campo. I microfoni hanno catturato Bublik dire "io non sono male, ma tu sei 'the goat'", il migliore di tutti i tempi. Un complimento che ha fatto aprire in un grande sorriso Sinner. In merito al prossimo incontro con Musetti, il numero uno al mondo ha commentato: "Il tennis italiano è in grande forma e Lorenzo è uno dei migliori. Da un punto di vista italiano è bello sapere che ci sarà un italiano in semifinale". Ad augurarsi lo scontro con Sinner era stato anche lo stesso Musetti, uscito vincente dall'incontro con lo spagnolo Jaume Munar. "Mi piacerebbe giocare di più contro Jannik", "perché a livello di ambizione vorrei provare a battere il numero uno al mondo", ha detto il tennista toscano prima della discesa in campo di Sinner. Musetti ha definito l'altoatesino "il giocatore migliore al mondo: un campione". Ma ha osservato "la pressione sarà soprattutto su di lui" e di questo il carrarino potrebbe trarre vantaggio nei quarti dello slam statunitense.

Le parole di Sinner

In conferenza stampa Jannik ha proseguito: "Io cerco solo di fare del mio meglio dal mio lato del campo. Dal mio punto di vista, provo semplicemente a dare il massimo, a fare il meglio che posso. A volte abbiamo giornate storte, in cui certe cose non funzionano. Alcuni giocatori possono avere dei problemi che voi non sapete. Noi proviamo a rendere questo sport il più interessante possibile. A tratti oggi sentivo di giocare un ottimo tennis, e sono riuscito a brekkarlo subito all’inizio, il che mi ha dato fiducia nel servizio e nel gioco da fondo campo. È stata una partita veloce, o comunque rapida. Ma dal mio punto di vista, va bene così. Ovviamente la gente viene qui per vedere grandi partite, belle battaglie, e non sempre è possibile. Ma sì, voglio dire… non so cosa abbia detto lui. Non so se è stato qui in conferenza, ma posso solo parlare dal mio punto di vista, e dire che da parte mia è stata una buona prestazione".

"Il tennis è imprevedibile"

Il campione altoatesino ha aggiunto: "Come ho detto, non dobbiamo dimenticare che ha giocato una partita di cinque set finita molto tardi, contro Tommy Paul, che è un giocatore diverso. Può capitare. Questo è lo sport. Ci sono giorni buoni e giorni meno buoni. Magari capita a me una giornata in cui non funziona niente, e perdo male. Non si sa mai cosa succederà. Questo sport è molto imprevedibile. Come ho detto, ho cercato di farlo muovere, di vedere come si spostava in campo, e di metterla un po’ più sul piano fisico. Oggi, a tratti, ho giocato un buon tennis. In certi momenti, lui mi ha regalato dei punti. Ho cercato solo di rimanere il più costante possibile, e penso che questa sia stata forse la chiave principale oggi".

 

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Il derby e le differenze con Musetti

Ora il derby con Musetti: "La pressione c’è. C’è sempre stata. Sarà molto interessante. È un po’ diverso quando giochi un derby, nel mio caso contro un altro italiano, sono sempre partite un po’ particolari. Lui è un giocatore incredibile, molto talentuoso. Sta giocando un gran tennis. Ha avuto qualche difficoltà durante la stagione, ma ora ha ritrovato una forma straordinaria. La pressione è su di me, lo so. Ma di solito la pressione è sempre un po' più su di me che sull’avversario, sono abituato, vedremo cosa succederà. A me piacciono queste sfide. È bellissimo, dal punto di vista italiano, sapere che avremo sicuramente un italiano in semifinale di uno Slam. Adesso queste cose sembrano normali, ma non lo sono affatto. È molto difficile arrivare a questi livelli, ai quarti. L’occasione diventa più importante, l’attenzione cresce, le partite diventano più dure. Cambia tutto. Vedremo, ma io sono pronto. È una grande sfida, e non vedo l’ora". E sulle differenze con Lorenzo che ha detto di vivere New York: "Io sono tanto diverso da lui. Io mi riposo tanto, non esco molto, sto tanto in hotel e cerco di dormire il più possibile per fare le cose bene ai campi. Ormai è tanti anni che ho questo approccio negli slam, cercare di sprecare meno energie possibili. Non è detto che sia giusto o sbagliato, ognuno la vive in maniera diversa. Comunque anch'io ho i miei ristoranti in cui vado, sempre italiani. Però sì, sono sempre abbastanza tranquillo".

La rivalità con Alcaraz

Il pensiero non può che finire anche su Alcaraz: "Penso che abbiamo una bella amicizia anche fuori dal campo. È bello vedere che è possibile. Non è che dobbiamo essere nemici anche fuori. Certo, in campo siamo rivali, cerchiamo di giocare il nostro miglior tennis, ma finisce lì. Dopo la stretta di mano, tutto torna normale. È bello da vedere. Abbiamo grandi team attorno a noi. Abbiamo anche una vita normale fuori dal tennis, il che aiuta. Lui ama il golf, io ho le mie passioni. Allo stesso tempo, ci alleniamo duramente. I nostri team ci supportano. Alla fine, penso che sia bello perché una cosa è essere un buon giocatore di tennis; un’altra è essere una brava persona. Sono due cose diverse. E penso che sia io che Carlos siamo entrambe le cose".

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Sinner e il tennis in carrozzina

Poi Sinner ha parlato dell'evento fatto a Miami con Alfie Hewett e sul tennis in carrozzina: "Io sono un grande fan del tennis in carrozzina. Atleti incredibili. È qualcosa di pazzesco. È stato bellissimo, e mi sono sentito molto fortunato e onorato di aver potuto provare il tennis in carrozzina anche solo per poco tempo, quando ero lì con lui a Miami. Ti fa capire quanto sia difficile, ed è incredibile cosa riescano a fare. Per noi certe cose sembrano normali, ma non lo sono. Quello che riescono a fare è straordinario. Spero che il tennis in carrozzina possa crescere il più possibile, perché penso che valga davvero la pena guardarlo. Ho visto qualche partita in Australia un paio d’anni fa. È stato incredibile. Io sono un grande sostenitore".

La prima serale agli Us Open

E infine ha concluso parlano della partite giocate nella sessione serale: "Le partite serali sono un po’ diverse, perché c’è più attenzione, almeno questa è la sensazione. C’è un’atmosfera diversa intorno al campo. È molto rumoroso, è un’esperienza diversa. Era la mia prima partita serale sull'Ashe quest’anno, ed è stato bello. Ovviamente giocare di sera ha i suoi pro e contro. È molto speciale e ti senti molto privilegiato a poter scendere in campo di sera sul campo più grande che c'è nel circuito. Oggi faceva un po’ più caldo. Quando invece è più freddo la sera, cambiano un po' le condizioni e di conseguenza il modo di giocare. Ecco tutto".
 

 

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"Sono molto contento. Grazie a tutti", ha detto a caldo Sinner al termine dell'incontro con Bublik. "Ci conosciamo bene; si è congratulato e mi ha augurato tutto il meglio", ha raccontato in merito al breve scambio di parole con il kazako all'uscita del campo. I microfoni hanno catturato Bublik dire "io non sono male, ma tu sei 'the goat'", il migliore di tutti i tempi. Un complimento che ha fatto aprire in un grande sorriso Sinner. In merito al prossimo incontro con Musetti, il numero uno al mondo ha commentato: "Il tennis italiano è in grande forma e Lorenzo è uno dei migliori. Da un punto di vista italiano è bello sapere che ci sarà un italiano in semifinale". Ad augurarsi lo scontro con Sinner era stato anche lo stesso Musetti, uscito vincente dall'incontro con lo spagnolo Jaume Munar. "Mi piacerebbe giocare di più contro Jannik", "perché a livello di ambizione vorrei provare a battere il numero uno al mondo", ha detto il tennista toscano prima della discesa in campo di Sinner. Musetti ha definito l'altoatesino "il giocatore migliore al mondo: un campione". Ma ha osservato "la pressione sarà soprattutto su di lui" e di questo il carrarino potrebbe trarre vantaggio nei quarti dello slam statunitense.

Le parole di Sinner

In conferenza stampa Jannik ha proseguito: "Io cerco solo di fare del mio meglio dal mio lato del campo. Dal mio punto di vista, provo semplicemente a dare il massimo, a fare il meglio che posso. A volte abbiamo giornate storte, in cui certe cose non funzionano. Alcuni giocatori possono avere dei problemi che voi non sapete. Noi proviamo a rendere questo sport il più interessante possibile. A tratti oggi sentivo di giocare un ottimo tennis, e sono riuscito a brekkarlo subito all’inizio, il che mi ha dato fiducia nel servizio e nel gioco da fondo campo. È stata una partita veloce, o comunque rapida. Ma dal mio punto di vista, va bene così. Ovviamente la gente viene qui per vedere grandi partite, belle battaglie, e non sempre è possibile. Ma sì, voglio dire… non so cosa abbia detto lui. Non so se è stato qui in conferenza, ma posso solo parlare dal mio punto di vista, e dire che da parte mia è stata una buona prestazione".

"Il tennis è imprevedibile"

Il campione altoatesino ha aggiunto: "Come ho detto, non dobbiamo dimenticare che ha giocato una partita di cinque set finita molto tardi, contro Tommy Paul, che è un giocatore diverso. Può capitare. Questo è lo sport. Ci sono giorni buoni e giorni meno buoni. Magari capita a me una giornata in cui non funziona niente, e perdo male. Non si sa mai cosa succederà. Questo sport è molto imprevedibile. Come ho detto, ho cercato di farlo muovere, di vedere come si spostava in campo, e di metterla un po’ più sul piano fisico. Oggi, a tratti, ho giocato un buon tennis. In certi momenti, lui mi ha regalato dei punti. Ho cercato solo di rimanere il più costante possibile, e penso che questa sia stata forse la chiave principale oggi".

 

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Sinner e il tennis in carrozzina