Tocca a Djokovic, ora che Sinner è rientrato in patria, aprire la quotidiana finestra sul barbaro supplizio della discesa agli inferi tennistici cui obbliga il torneo di Shanghai, dove il meteo è fisso da una settimana sul quadrante che indica “impossibile giocare a tennis”. Una discesa con rapido ritorno, nel suo caso, evento che implica sempre un che di miracoloso. Uno strazio pubblico mostrato quasi con trasporto teatrale, che ha visto Nole vomitare due volte durante il match con Hanfmann e ieri una, costretto poi a stendersi sul campo per una trentina di secondi quando Munar ha vinto il secondo set dopo un faticoso scambio. Si è ripreso, i medici gli hanno applicato un saturimetro, e ha vinto tra gli applausi dei suoi sostenitori che molto si erano preoccupati ( diventa il più “anziano” di sempre ad approdare ai quarti di finale in un torneo “1.000”) , ma se possibile ha reso ancora più urgente dare soluzione alle problematiche dovute alla mancanza di regole, nel tennis maschile, quando caldo e umidità fanno scattare l’allarme.
La nota dell'Atp
Un’apertura dell’Atp era attesa, e in qualche modo ha preso forma, attraverso una stringata e molto contegnosa dichiarazione data alla Reuters, che sembra ipotizzare un’apertura. “La questione”, dice l’Atp, “è sotto attiva revisione e ulteriori misure, inclusa l’introduzione di una politica ufficiale sul calore, sono attualmente in fase di valutazione, con il contributo di giocatori, tornei e medici. La sicurezza dei giocatori resta la massima priorità per l’Atp”. E vabbè... Occorre attendere, insomma. Quanto, ancora non è dato sapere. Quando l’Atp parla di “ulteriori misure” fa riferimento all’unica presa finora, quella cioè di affidare ogni decisione al Supervisor del torneo. Ma se questi se ne guarda bene dal fermare il gioco, chi deve intervenire? Di sicuro il problema non è di difficile soluzione, basterebbe applicare al tennis maschile lo schema di “extreme heat policy” varato dalla Wta, con tanto di tabella nella quale s’incrociano i dati della temperatura reale, dell’aria (il calore percepito) e dell’umidità. Nel match di Sinner con Griekspoor la temperatura era sui 30 gradi, il caldo percepito sul campo intorno ai 36-38, l’umidità oltre l’85%. Si fosse trattato di un match Wta le condizioni avrebbero garantito lo stato di “modifica”, in altre parole una breve sospensione dell’incontro, dieci minuti di sosta al termine dei set per favorire l’intervento dei medici. Misure “a difesa dei giocatori” che non è stato possibile prendere. Wta batte Atp 1-0…
