Sinner ko ha svegliato l’Atp: “Sì a novità sul caldo”. Ma la Wta è avanti: ecco perché

Anche ieri a Shanghai la temperatura e l’umidità hanno mandato in crisi i tennisti. Djokovic è stato male, si è fatto aiutare dai medici e alla fine ha battuto Munar approdando ai quarti di finale: a 38 anni centra un altro record

Tocca a Djokovic, ora che Sinner è rientrato in patria, aprire la quotidiana finestra sul barbaro supplizio della discesa agli inferi tennistici cui obbliga il torneo di Shanghai, dove il meteo è fisso da una settimana sul quadrante che indica “impossibile giocare a tennis”. Una discesa con rapido ritorno, nel suo caso, evento che implica sempre un che di miracoloso. Uno strazio pubblico mostrato quasi con trasporto teatrale, che ha visto Nole vomitare due volte durante il match con Hanfmann e ieri una, costretto poi a stendersi sul campo per una trentina di secondi quando Munar ha vinto il secondo set dopo un faticoso scambio. Si è ripreso, i medici gli hanno applicato un saturimetro, e ha vinto tra gli applausi dei suoi sostenitori che molto si erano preoccupati ( diventa il più “anziano” di sempre ad approdare ai quarti di finale in un torneo “1.000”) , ma se possibile ha reso ancora più urgente dare soluzione alle problematiche dovute alla mancanza di regole, nel tennis maschile, quando caldo e umidità fanno scattare l’allarme.

La nota dell'Atp

Un’apertura dell’Atp era attesa, e in qualche modo ha preso forma, attraverso una stringata e molto contegnosa dichiarazione data alla Reuters, che sembra ipotizzare un’apertura. “La questione”, dice l’Atp, “è sotto attiva revisione e ulteriori misure, inclusa l’introduzione di una politica ufficiale sul calore, sono attualmente in fase di valutazione, con il contributo di giocatori, tornei e medici. La sicurezza dei giocatori resta la massima priorità per l’Atp”. E vabbè... Occorre attendere, insomma. Quanto, ancora non è dato sapere. Quando l’Atp parla di “ulteriori misure” fa riferimento all’unica presa finora, quella cioè di affidare ogni decisione al Supervisor del torneo. Ma se questi se ne guarda bene dal fermare il gioco, chi deve intervenire? Di sicuro il problema non è di difficile soluzione, basterebbe applicare al tennis maschile lo schema di “extreme heat policy” varato dalla Wta, con tanto di tabella nella quale s’incrociano i dati della temperatura reale, dell’aria (il calore percepito) e dell’umidità. Nel match di Sinner con Griekspoor la temperatura era sui 30 gradi, il caldo percepito sul campo intorno ai 36-38, l’umidità oltre l’85%. Si fosse trattato di un match Wta le condizioni avrebbero garantito lo stato di “modifica”, in altre parole una breve sospensione dell’incontro, dieci minuti di sosta al termine dei set per favorire l’intervento dei medici. Misure “a difesa dei giocatori” che non è stato possibile prendere. Wta batte Atp 1-0…

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Tennis

Il Million Dollar One Point Slam

Si pensa ad altro, nel frattempo. A un maggiore coinvolgimento degli spettatori, per esempio. Non c’entrano Atp e Wta in questo caso, piuttosto lo Slam australiano che ha deciso di ampliare la proposta, già tentata lo scorso gennaio, di un torneo tra 22 professionisti e altrettanti dilettanti, scelti tra chi invierà la propria iscrizione. L’hanno chiamato “Million Dollar One Point Slam”. La prima edizione l’ha vinta l’australiano Omar Jasika, un professionista dunque, sebbene di non celebratissimo rango, la seconda risulterà invece “rafforzata” sotto tutti gli aspetti. Avrà un tabellone ufficiale, un montepremi da un milione di dollari australiani, incontri sulla Laver Arena e anche la presenza del n.1 Carlos Alcaraz. I match durano un punto, chi lo vince passa il turno. Si fa il sorteggio (con la moneta? Macché. Con la formula “Carta, sasso, forbici”. Geniale no?) e si gioca. Chi sbaglia è fuori. A gennaio parecchi dilettanti, tutt’altro che allo sbaraglio, si sono aggiudicati il punto. Risate, fotografie, autografi e il gioco è fatto. Difficile commentare... C’è da chiedersi che piega stia prendendo il tennis, in questa pazza rincorsa tra gli Slam all’ultimo tifoso. E più del Million Dollar mi preoccupo di altre eventuali iniziative a favore del pubblico. “Vai in bagno con il tuo tennista preferito”, “Fatti comprare i nachos dal tuo idolo”, e il pezzo forte “Dai un consiglio al tuo campione in difficoltà”, con l’obbligo da parte del campione di non mandarti a quel paese. Curioso il tennis. Tanti problemi da risolvere, e tante fesserie cui dare ascolto.

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Tocca a Djokovic, ora che Sinner è rientrato in patria, aprire la quotidiana finestra sul barbaro supplizio della discesa agli inferi tennistici cui obbliga il torneo di Shanghai, dove il meteo è fisso da una settimana sul quadrante che indica “impossibile giocare a tennis”. Una discesa con rapido ritorno, nel suo caso, evento che implica sempre un che di miracoloso. Uno strazio pubblico mostrato quasi con trasporto teatrale, che ha visto Nole vomitare due volte durante il match con Hanfmann e ieri una, costretto poi a stendersi sul campo per una trentina di secondi quando Munar ha vinto il secondo set dopo un faticoso scambio. Si è ripreso, i medici gli hanno applicato un saturimetro, e ha vinto tra gli applausi dei suoi sostenitori che molto si erano preoccupati ( diventa il più “anziano” di sempre ad approdare ai quarti di finale in un torneo “1.000”) , ma se possibile ha reso ancora più urgente dare soluzione alle problematiche dovute alla mancanza di regole, nel tennis maschile, quando caldo e umidità fanno scattare l’allarme.

La nota dell'Atp

Un’apertura dell’Atp era attesa, e in qualche modo ha preso forma, attraverso una stringata e molto contegnosa dichiarazione data alla Reuters, che sembra ipotizzare un’apertura. “La questione”, dice l’Atp, “è sotto attiva revisione e ulteriori misure, inclusa l’introduzione di una politica ufficiale sul calore, sono attualmente in fase di valutazione, con il contributo di giocatori, tornei e medici. La sicurezza dei giocatori resta la massima priorità per l’Atp”. E vabbè... Occorre attendere, insomma. Quanto, ancora non è dato sapere. Quando l’Atp parla di “ulteriori misure” fa riferimento all’unica presa finora, quella cioè di affidare ogni decisione al Supervisor del torneo. Ma se questi se ne guarda bene dal fermare il gioco, chi deve intervenire? Di sicuro il problema non è di difficile soluzione, basterebbe applicare al tennis maschile lo schema di “extreme heat policy” varato dalla Wta, con tanto di tabella nella quale s’incrociano i dati della temperatura reale, dell’aria (il calore percepito) e dell’umidità. Nel match di Sinner con Griekspoor la temperatura era sui 30 gradi, il caldo percepito sul campo intorno ai 36-38, l’umidità oltre l’85%. Si fosse trattato di un match Wta le condizioni avrebbero garantito lo stato di “modifica”, in altre parole una breve sospensione dell’incontro, dieci minuti di sosta al termine dei set per favorire l’intervento dei medici. Misure “a difesa dei giocatori” che non è stato possibile prendere. Wta batte Atp 1-0…

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Sinner ko ha svegliato l’Atp: “Sì a novità sul caldo”. Ma la Wta è avanti: ecco perché
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