Sinner e Alcaraz, Seul vale quanto gli Australian Open. Il programma di Jannik

La cifra che incasseranno i due tennisti per il match di esibizione in Corea del Sud è da urlo. Intanto Carlos, che a Torino perse l’ultima battaglia alle Atp Finals, arriva con un taglio da marine
Sinner e Alcaraz, Seul vale quanto gli Australian Open. Il programma di Jannik
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Un mazzo di fiori bianchi come benvenuto dagli organizzatori, ma soprattutto un autentico bagno di folla, di quelli che si riservano solo alle star. E’ la calorosa accoglienza ricevuta in aeroporto a Seul, in due distinti momenti, da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, domani protagonisti dello ‘Hyundai Card Super Match’, esibizione che rappresenta la prima uscita del 2026 per entrambi i campioni (diretta tv alle 8 su SuperTennis e Sky Sport). Zaino in spalla e sorriso sul volto, al suo arrivo nella capitale della Corea del Sud mercoledì l’azzurro ha trovato numerosi tifosi, con cui si è intrattenuto per selfie, autografi e qualche battuta, sia all’interno che all’esterno dello scalo, come mostrano i video sui social. Ieri è stato poi il turno dello spagnolo, pure lui sorridente, sfoggiando vestiti larghi e comodi per affrontare un lungo volo e un nuovo look, ovvero capelli corti alla marine sotto cappellino e cappuccio. Anche il n.1 del mondo è stato circondato dai fan, che lo attendevano con figurine, palline, foto e ogni sorta di cimeli. Un entusiasmo che conferma come l’altoatesino e il giocatore di Murcia stiano conquistando il pubblico di tutto il mondo con il loro tennis e la loro personalità. Mentre Carlitos riceveva l’abbraccio degli appassionati asiatici, Jannik era in campo per allenarsi contro due sparring partner contemporaneamente: il 24enne di Sesto Pusteria ha testato le condizioni della Incheon Inspire Arena, teatro di questo attesissimo evento a poco più di 50 giorni dalla sfida conclusiva delle Atp Finals a Torino.

A testa andranno 2 milioni di euro

Una partita, anche se non ufficiale, attorno alla quale ruotano grandi cifre: Sinner e Alcaraz guadagneranno circa 2 milioni di euro a testa per questo match d’esibizione (nel 2007 andò in scena un Federer-Sampras), quasi quanto chi trionfa agli Australian Open. Alle stelle pure i prezzi dei biglietti: per l’On-Court Experience, il settore più esclusivo, 3 milioni e 500mila won coreani, pari a circa 2mila e 60 euro, mentre i posti più a buon mercato, terminati in pochissimo tempo, costano 165mila won (circa 97 euro). I due dominatori del tour si sposteranno poi a Melbourne, dove mercoledì 14 saranno impegnati nel "Million Dollar 1 Point Slam", torneo in cui professionisti e dilettanti si affronteranno in sfide a eliminazione diretta di un solo punto, per contendersi il ricco montepremi. L’ultimo test di Sinner in vista del primo Major dell’anno (dal 18 gennaio), da lui vinto nelle ultime due edizioni, sarà venerdì 16 con il canadese Felix Auger-Aliassime. Dopo gli Australian Open la programmazione dell’azzurro prevede l’Atp 500 di Doha dal 16 al 21 febbraio, torneo in Qatar che avrebbe dovuto disputare anche l'anno scorso poi saltato per la sospensione di 3 mesi concordata con la Wada per il caso Clostebol.

Il programma di febbraio e marzo

Quindi a marzo la trasferta negli Stati Uniti per i 1000 sul cemento di Indian Wells prima e Miami poi, nei quali potrà sferrare l’attacco al vertice della classifica non avendo punti da difendere. Per il trono del tennis c’è però un altro pretendente, almeno in prospettiva futura, il brasiliano Joao Fonseca, che non nasconde le proprie ambizioni. "Il mio sogno è diventare numero uno e vincere i tornei del Grande Slam – ha dichiarato il 19enne di Rio, attualmente n.24 Atp, al podcast ‘Inside-In’ di Mitch Michals -. Ogni giorno difficile in cui mi sento stanco o non ho voglia di guardare la mia racchetta, ripenso al mio sogno, a come voglio che sia il mio futuro, al fatto che voglio essere il numero uno. So che è molto difficile, che solo pochi eletti ci riescono, ma è ciò che mi motiva sia nei giorni buoni che in quelli cattivi". Tutto ciò mentre a candidarsi già ora al ruolo di guastafeste è invece Alexander Bublik, mosso da un obiettivo ben preciso: raggiungere la top 10 per la prima volta in carriera, qualcosa di impensabile appena un anno e mezzo fa per il talento fino ad allora genio e sregolatezza. Ma il kazako ha dimostrato continuità e un cambio di mentalità, un livello di gioco ribadito all’esordio nel 250 di Hong Kong. Dovesse conquistare il titolo, entrerà nell’esclusivo club. E allora la sua pericolosità aumenterebbe in modo esponenziale.

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