"Qualcosa che non avrei mai immaginato, fa davvero male": Musetti amaro dopo il ritiro contro Djokovic

Il numero 2 d'Italia commenta l'esito del match contro il 24 campione Slam che lo ha visto lasciare il campo in vantaggio in 2 set causa infortunio
"Qualcosa che non avrei mai immaginato, fa davvero male": Musetti amaro dopo il ritiro contro Djokovic

"Non avrei mai immaginato di essere in vantaggio due set a zero contro Novak, giocare così, avere il controllo del match in quel modo ed essere poi costretto a ritirarmi. È qualcosa che non avrei mai immaginato ed è davvero molto doloroso". Con queste parole Lorenzo Musetti commenta il ritiro dall'Australian Open. Sul cemento della Rod Laver Arena, il numero 2 d'Italia è stato costretto da un infortunio (probabilmente all'adduttore) ad abbandonare il campo al terzo set del match contro Novak Djokovic - che a Melbourne ha conquistato 10 dei suoi 24 Slam - lasciandosi alle spalle uno score che riportava il doppio vantaggio sul serbo: 6-4, 6-3, 1-3. Un doppio vantaggio guadagnato dopo avere raggiunto per la prima volta in carriera i quarti di finale dell'Happy Slam: traguardo che aveva a sua volta fatto seguito al best ranking in 5ª posizione mondiale ad inauguare al meglio una stagione preparata all'insegna del riscatto dalle delusioni di fine 2025. Nel mentre, Djokovic non ha esitato a riconoscere all'azzurro il merito di avere indirizzato il match verso la migliore delle sorti. Questo invece il curriculum di Musetti all'Australian Open, che lascia accompagnato dagli applausi del pubblico di casa:

  • 2020, qualificazioni: contro Tallon Griekspoor 4-6, 6-7.
  • 2021, qualificazioni: contro Botic van de Zandschulp 6-3, 1-6, 4-6.
  • 2022, primo turno: contro Alex de Minaur 6-3, 3-6, 0-6, 3-6.
  • 2023, primo turno: contro Lloyd Harris 4-6, 1-6, 7-6, 6-2, 6-7.
  • 2024, secondo turno: contro Luca Van Assche 3-6, 6-3, 7-6, 3-6, 0-6.
  • 2025, terzo turno: contro Ben Shelton 3-6, 6-3, 4-6, 6-7.

Musetti: "Ho sentito il dolore crescere"

“Ho iniziato a sentire un fastidio a inizio secondo set , ho sentito che c’era qualcosa di strano nella gamba destra e ho continuato perché stavo giocando davvero molto molto bene. Ma il dolore aumentava e il problema non se ne andava. Alla fine, quando ho preso il medical time-out, sono rimasto seduto tre minuti e quando ho ricominciato ho sentito che il livello del dolore continuava ad aumentare; quindi, non c’è molto altro da dire. Penso di conoscere il mio corpo e sono abbastanza sicuro che si tratti di uno strappo, purtroppo. Ho giocato quasi tutto il secondo set così, ma riuscivo a farlo e soprattutto il servizio mi aiutava molto; cercavo un po’ di spingere dalla linea di fondo, sentivo bene la palla; quindi, ho cercato di resistere e non pensare troppo al dolore. Poi però il dolore è aumentato molto, soprattutto quando andavo col dritto in open stance e non riuscivo a tornare al centro. Da quel momento non sono più riuscito a giocare".

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Musetti: "Il calendario non c'entra"

"Non aveva senso e non c’era modo di fasciarla o fare qualcosa per continuare. Ovviamente farò tutti gli esami quando tornerò a casa e vi aggiornerò. Forse oggi ho giocato una delle migliori partite della mia vita, sia per l’importanza della partita stessa, sia in termini di pesantezza di palla. Credo di aver messo davvero in difficoltà, dal punto di vista del gioco, il giocatore che ha vinto di più nella storia del tennis. Questa è una cosa che mi porterò a casa e che, ripensandoci, mi fa ancora più arrabbiare. Non riesco proprio a capacitarmi di come sia arrivato questo infortunio, con tutto il lavoro che ci sto mettendo per prevenire questi problemi. La stagione è appena iniziata, quindi non posso dare la colpa a uno schedule esagerato. Se mi fossi fatto male a Torino, dopo aver giocato otto, nove settimane di fila, ci sarebbe stata una scusante ma qui venivo da un mese di preparazione e da una settimana a Hong Kong. Non so cosa possa essere accaduto, sicuramente questo mi da’ tanta frustrazione".

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"Non avrei mai immaginato di essere in vantaggio due set a zero contro Novak, giocare così, avere il controllo del match in quel modo ed essere poi costretto a ritirarmi. È qualcosa che non avrei mai immaginato ed è davvero molto doloroso". Con queste parole Lorenzo Musetti commenta il ritiro dall'Australian Open. Sul cemento della Rod Laver Arena, il numero 2 d'Italia è stato costretto da un infortunio (probabilmente all'adduttore) ad abbandonare il campo al terzo set del match contro Novak Djokovic - che a Melbourne ha conquistato 10 dei suoi 24 Slam - lasciandosi alle spalle uno score che riportava il doppio vantaggio sul serbo: 6-4, 6-3, 1-3. Un doppio vantaggio guadagnato dopo avere raggiunto per la prima volta in carriera i quarti di finale dell'Happy Slam: traguardo che aveva a sua volta fatto seguito al best ranking in 5ª posizione mondiale ad inauguare al meglio una stagione preparata all'insegna del riscatto dalle delusioni di fine 2025. Nel mentre, Djokovic non ha esitato a riconoscere all'azzurro il merito di avere indirizzato il match verso la migliore delle sorti. Questo invece il curriculum di Musetti all'Australian Open, che lascia accompagnato dagli applausi del pubblico di casa:

  • 2020, qualificazioni: contro Tallon Griekspoor 4-6, 6-7.
  • 2021, qualificazioni: contro Botic van de Zandschulp 6-3, 1-6, 4-6.
  • 2022, primo turno: contro Alex de Minaur 6-3, 3-6, 0-6, 3-6.
  • 2023, primo turno: contro Lloyd Harris 4-6, 1-6, 7-6, 6-2, 6-7.
  • 2024, secondo turno: contro Luca Van Assche 3-6, 6-3, 7-6, 3-6, 0-6.
  • 2025, terzo turno: contro Ben Shelton 3-6, 6-3, 4-6, 6-7.

Musetti: "Ho sentito il dolore crescere"

“Ho iniziato a sentire un fastidio a inizio secondo set , ho sentito che c’era qualcosa di strano nella gamba destra e ho continuato perché stavo giocando davvero molto molto bene. Ma il dolore aumentava e il problema non se ne andava. Alla fine, quando ho preso il medical time-out, sono rimasto seduto tre minuti e quando ho ricominciato ho sentito che il livello del dolore continuava ad aumentare; quindi, non c’è molto altro da dire. Penso di conoscere il mio corpo e sono abbastanza sicuro che si tratti di uno strappo, purtroppo. Ho giocato quasi tutto il secondo set così, ma riuscivo a farlo e soprattutto il servizio mi aiutava molto; cercavo un po’ di spingere dalla linea di fondo, sentivo bene la palla; quindi, ho cercato di resistere e non pensare troppo al dolore. Poi però il dolore è aumentato molto, soprattutto quando andavo col dritto in open stance e non riuscivo a tornare al centro. Da quel momento non sono più riuscito a giocare".

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