Sinner e i nuovi talenti: analisi e prospettive future
Dovendo puntare sulla sua qualità più importante su quale si soffermerebbe? «Stiamo parlando di un fenomeno. Ognuno ha il suo carattere, il suo modo di stare in campo. Djokovic e Sinner sono fortissimi ma come personalità siamo agli antipodi come maniera di manifestare il proprio essere. Jannik è particolare, è atipico: un italiano freddo, come se fosse uno scandinavo e così va in contrasto con Alcaraz che ha un carattere più italiano e latino. Non è Valentino Rossi, non è Balotelli non è Cassano ma è un atleta unico, un pezzo pregiato di una gioielleria che abbaglia per come si comporta con la racchetta in mano e fuori dal campo. Poi vince tantissimo...».
Stanno emergendo giovani interessanti. Chi le piace? «Io citerei Jodar, Blockx, Fonseca, Tien e poi rientrerà Rune. Quello che ha di bello il tennis è che si ricrea sempre. Finiscono Sampras e Agassi e tutti a dire “Siamo rovinati”. Poi lasciano Federer e Nadal e di nuovo “Siamo rovinati”. Ma ecco che spuntano Sinner e Alcaraz. Il ricambio c’è sempre».
