ROMA - Matteo Berrettini ha parlato nella in conferenza stampa a pochi giorni dal suo debutto agli Internazionali d’Italia. Dopo la brutta eliminazione al 1° turno del Masters 1000 di Madrid il romano promette il riscatto grazie anche alla partecipazione al Challenger di Cagliari (giocato il doppio con il fratello perdendo in semifinale): "C’è stata un’ottima reazione dopo Madrid, al Challenger di Cagliari mi sono sentito meglio e ho tirati fuori energia. Sappiamo che Roma è un torneo complicato perché c’è un’affetto speciale e una voglia di fare bene. Bisogna gestire tutto questo ma adesso mi sento competitivo - aggiunge - Sono molto felice di esser qui un altro anno e provare a godermi questo torneo".
"Roma un peso? No e non lo sarà mai"
Roma è casa di Berrettini, un peso da gestire? Matteo: "No e non lo sarà mai, se lo fosse sarebbe il momento giusto di dire basta. Sono nato con l’idea di giocare questo torneo. Dopo Madrid ho trovato la motivazione di rimettermi in campo a lavorare, questo è un torneo cui tengo, ci fosse un altro ‘1000’ avrei avuto meno energia, l’importante è il lavoro che sto mettendo dentro e pagherà. Ed è proprio grazie a questo atteggiamento che allungherà la mia carriera invece che accorciarla, il vecchio modo di affrontare il tennis mi stava portando in un’altra strada dal punto di vista mentale e fisico. Questo non vuol dire non tenere ai grandi risultati ma quello è stato il segreto del mio percorso. Dopo Wimbledon la testa è andata un po’ troppo avanti. Cosa vorrei prendermi di quel Berrettini? Forse quella sfrontatezza, senza incastrarsi in mille pensieri. Vorrei recuperare quell’istinto della gioventù. Ci sto lavorando. Cerco di essere più istintivo che analitico".