Non solo Sinner per le Atp Finals: Torino vede doppio con Cobolli

Il romano dopo Parigi vola al quarto posto della Race, comandata da Jannik: l'evento del prossimo novembre nel mirino. Il finalista del Roland Garros a soli 1.000 punti dal 3° posto di Alcaraz. E non si nasconde: "Il Torneo dei Maestri è l’obiettivo della stagione"

TORINO - Trasformare l’eccezione in regola è diventata la specialità della sempre più florida racchetta azzurra. Che si tratti di piazzamenti nel ranking, di finali nei tornei dello Slam o di... rincorse alle Finals. Lì dove, nel 2021, hanno fatto capolino due italiani nello stesso anno, con la riserva Jannik Sinner subentrata all’infortunato Matteo Berrettini. Lì dove, nel 2025, il “ripescato” Lorenzo Musetti ha affiancato l’immancabile altoatesino. Lì dove, ancora, il 2026 potrebbe aprire a uno scenario inedito: la contestuale presenza di due azzurri qualificati di diritto al “Torneo dei Maestri”, che per il sesto anno consecutivo sarà ospitato all’Inalpi Arena di Torino. La recente cavalcata di Flavio Cobolli sulla terra del Roland Garros autorizza a coltivare solide ambizioni in merito: il romano, infatti, si è issato fino al quarto posto nella “Race to Turin”, naturalmente comandata dal 24enne di Sesto Pusteria. Due italiani tra i migliori quattro della stagione: però.

Cobolli entra in top ten e sogna le ATP Finals

Il consueto aggiornamento del lunedì ha portato in dote nuovi ranking che, inevitabilmente, sorridono al movimento azzurro, esaltato nelle ultime due settimane dalla terra battuta di Philippe Chatrier e immediati dintorni. Cobolli, innanzitutto, fa capolino nella top ten del tennis mondiale, settimo italiano appena a riuscire nell’impresa da quando la classifica è stilata dal computer: prima di lui soltanto Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Fabio Fognini, Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Sarebbe potuto diventare numero cinque, si fosse imposto domenica contro Sascha Zverev, sarà invece numero dieci. Ma il salto più grande, appunto, l’ha compiuto nella cosiddetta “Race”: casella numero quattro, alle spalle dei soli mostri sacri Sinner, Zverev e Alcaraz, per altro distante un migliaio di punti soltanto, causa perdurante indisponibilità.

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Le dichiarazioni di Cobolli e la corsa alla qualificazione

Un quadro che apre a lusinghieri scenari, su cui il diretto interessato nelle ultime ore non ha certo glissato: «Fin da inizio anno ci siamo posti l’obiettivo di andare a Torino: si tratta di qualcosa molto difficile, ma stiamo lavorando sodo e con questo livello sono sicuro che riuscirò a raggiungere il traguardo». Tra sé e il nono posto, attualmente occupato dal canadese Felix Auger-Aliassime, intanto, il romano ha scavato un solco di circa mille punti. Niente male, alla vigilia di una parentesi stagionale sull’erba che - per altro - lo scorso anno gli aveva sorriso con il quarto di finale disputato nel tempo di Wimbledon. Detto che, a rigor di regolamento, l’ultima piazza certa per volare a Torino sarà la settima, dato che l’ottavo posto potrebbe spettare a un eventuale vincitore Slam che non faccia parte a fine stagione - casistica comunque piuttosto improbabile - dei primi otto del ranking mondiale. Ben pochi dubbi, ovviamente, sulla partecipazione al “Torneo dei Maestri” da parte invece di Sinner, finalista nelle ultime tre edizioni e vincitore nelle ultime due, nonché leader della “Race” con margine nonostante l’appuntamento mancato con i primi due tornei dello Slam nel 2026.

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Wimbledon e Halle nel cammino di Cobolli

Le chance di Cobolli di passeggiare sotto i portici di via Roma, in novembre, passano ora per la breve stagione sull’erba, appunto. Una superficie dove è chiamato a ripetere, sulle ali dell’entusiasmo per la finale agguantata a Parigi, l’exploit di dodici mesi fa a Londra. Sui campi dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, nel 2025, il 24enne nato a Firenze era stato fermato solamente da Novak Djokovic, in quattro set, all’altezza dei quarti di finale, evidenziando un certo feeling con l’erba britannica. Dove tornerà, tra tre settimane, soltanto dopo l’antipasto “vegetariano” di Halle. “Cobbo”, infatti, sarebbe dovuto essere ai nastri di partenza anche di Stoccarda, in queste ore, ma si è logicamente chiamato fuori dal torneo teutonico dopo una cavalcata al Roland Garros che ha sorpreso, in qualche modo, anche lui stesso. E la sua stessa programmazione, che dal 15 al 22 novembre novembre - nel dubbio - per ora non prevederà alcuna vacanza...

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TORINO - Trasformare l’eccezione in regola è diventata la specialità della sempre più florida racchetta azzurra. Che si tratti di piazzamenti nel ranking, di finali nei tornei dello Slam o di... rincorse alle Finals. Lì dove, nel 2021, hanno fatto capolino due italiani nello stesso anno, con la riserva Jannik Sinner subentrata all’infortunato Matteo Berrettini. Lì dove, nel 2025, il “ripescato” Lorenzo Musetti ha affiancato l’immancabile altoatesino. Lì dove, ancora, il 2026 potrebbe aprire a uno scenario inedito: la contestuale presenza di due azzurri qualificati di diritto al “Torneo dei Maestri”, che per il sesto anno consecutivo sarà ospitato all’Inalpi Arena di Torino. La recente cavalcata di Flavio Cobolli sulla terra del Roland Garros autorizza a coltivare solide ambizioni in merito: il romano, infatti, si è issato fino al quarto posto nella “Race to Turin”, naturalmente comandata dal 24enne di Sesto Pusteria. Due italiani tra i migliori quattro della stagione: però.

Cobolli entra in top ten e sogna le ATP Finals

Il consueto aggiornamento del lunedì ha portato in dote nuovi ranking che, inevitabilmente, sorridono al movimento azzurro, esaltato nelle ultime due settimane dalla terra battuta di Philippe Chatrier e immediati dintorni. Cobolli, innanzitutto, fa capolino nella top ten del tennis mondiale, settimo italiano appena a riuscire nell’impresa da quando la classifica è stilata dal computer: prima di lui soltanto Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Fabio Fognini, Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Sarebbe potuto diventare numero cinque, si fosse imposto domenica contro Sascha Zverev, sarà invece numero dieci. Ma il salto più grande, appunto, l’ha compiuto nella cosiddetta “Race”: casella numero quattro, alle spalle dei soli mostri sacri Sinner, Zverev e Alcaraz, per altro distante un migliaio di punti soltanto, causa perdurante indisponibilità.

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