TORINO - Trasformare l’eccezione in regola è diventata la specialità della sempre più florida racchetta azzurra. Che si tratti di piazzamenti nel ranking, di finali nei tornei dello Slam o di... rincorse alle Finals. Lì dove, nel 2021, hanno fatto capolino due italiani nello stesso anno, con la riserva Jannik Sinner subentrata all’infortunato Matteo Berrettini. Lì dove, nel 2025, il “ripescato” Lorenzo Musetti ha affiancato l’immancabile altoatesino. Lì dove, ancora, il 2026 potrebbe aprire a uno scenario inedito: la contestuale presenza di due azzurri qualificati di diritto al “Torneo dei Maestri”, che per il sesto anno consecutivo sarà ospitato all’Inalpi Arena di Torino. La recente cavalcata di Flavio Cobolli sulla terra del Roland Garros autorizza a coltivare solide ambizioni in merito: il romano, infatti, si è issato fino al quarto posto nella “Race to Turin”, naturalmente comandata dal 24enne di Sesto Pusteria. Due italiani tra i migliori quattro della stagione: però.
Cobolli entra in top ten e sogna le ATP Finals
Il consueto aggiornamento del lunedì ha portato in dote nuovi ranking che, inevitabilmente, sorridono al movimento azzurro, esaltato nelle ultime due settimane dalla terra battuta di Philippe Chatrier e immediati dintorni. Cobolli, innanzitutto, fa capolino nella top ten del tennis mondiale, settimo italiano appena a riuscire nell’impresa da quando la classifica è stilata dal computer: prima di lui soltanto Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Fabio Fognini, Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Sarebbe potuto diventare numero cinque, si fosse imposto domenica contro Sascha Zverev, sarà invece numero dieci. Ma il salto più grande, appunto, l’ha compiuto nella cosiddetta “Race”: casella numero quattro, alle spalle dei soli mostri sacri Sinner, Zverev e Alcaraz, per altro distante un migliaio di punti soltanto, causa perdurante indisponibilità.
