Sinner: “Prestazione solida. Soddisfatto anche di come ho gestito i momenti chiave”. Sul caldo a Londra...

Il numero 1 al mondo e defending champion a Wimbledon ha fatto il punto sulla preparazione alla semifinale di venerdì 10 luglio

"Sono soddisfatto, è stata una partita dura. Rispetto agli avversari affrontati finora, è stato un match completamente diverso, contro un grande servitore sull’erba è sempre difficile". Così Jannik Sinner commenta il successo su Jan-Lennard Struff (7-5, 7-6, 6-3), che ha riaperto le porte della semifinale di Wimbledon (in corsa per il penultimo atto anche l'altro top ten azzurro Flavio Cobolli). Il campione in carica attende ora di conoscere l'esito dell'incontro tra Novak Djokovic (già affrontato lo scorso anno in semifinale) e Felix Auger-Aliassime. Il numero 1 al mondo ha fatto il punto sul proprio cammino all'All England, dove dopo il combattutissimo esordio contro Miomir Kecmanovic (4-6, 6-3, 6-7, 6-2, 6-3), si è fatto strada superanto Nuno Borges (7-6, 7-6, 6-4), Jenson Brooksby (6-4, 6-3, 6-4) e Shintaro Mochizuki (6-3, 7-6, 6-3). Il tutto, con la spada di Damocle delle alte temperature, che hanno già causato il crollo al Roland Garros. Queste le parole di Sinner, che in conferenza stampa ha risposto sulla preparazione all'appuntamento di venerdì 10 luglio: "Lui ha iniziato molto bene, ha spinto subito dall’inizio; io ho cercato di tenere botta, poi mi sono sciolto un po’ e da quel momento è andata meglio. E’ stata una prestazione molto solida da parte mia, e mi sembra di aver servito molto bene nei momenti importanti. Oggi ho avuto la sensazione di servire in modo abbastanza intelligente, anche quando ero avanti di un break. Nel secondo set ho avuto un piccolo calo di concentrazione, ma ho cercato di rimanere lì mentalmente in ogni game di servizio. Sono soddisfatto anche di come ho gestito i momenti chiave della partita, perché se perdi il secondo set può succedere di tutto, soprattutto contro un grande battitore come lui. In questi casi hai meno controllo e per questo posso essere orgoglioso di come l’ho gestita. Oggi, ancora una volta, ho fatto un piccolo passo avanti e posso essere felice. Mi sono sentito bene. Faceva caldo, ma niente di esagerato. In Australia mi sembra più difficile, anche per il tipo di superficie: sul cemento il calore arriva anche da sotto. Qui invece è un caldo abbastanza secco, e questo fa molta differenza… quando è caldo e umido è tutta un’altra cosa. Era caldo ma mi sono sentito abbastanza a mio agio. Però so per certo che sarà diverso, per motivi tattici".

Sinner: "Ogni match con Djokovic fa storia a sé"

"Inoltre, sarà diverso perché avremo due giorni liberi: domani sarà una giornata molto rilassata, poi il giorno successivo sarà un po’ più intenso. Se fosse Novak, ogni match con lui fa storia a sé; anche quando c’è stata quella piccola striscia di vittorie, sentivo che ogni partita aveva una sua storia. Soprattutto su una superficie come questa: se hai una giornata storta al servizio o non senti bene la palla, diventa tutto molto complicato. Ha vinto questo torneo tante volte e sa esattamente come affrontarlo. Se fosse Felix, ci siamo già affrontati un paio di volte, quindi sappiamo un po’ cosa aspettarci. Ci siamo allenati insieme prima del torneo: è un giocatore davvero molto aggressivo. Al di là di tutto, sono felice di essere in semifinale qui ancora una volta, chiunque sarà il mio prossimo avversario cercherò di giocare il miglior tennis possibile. Avevo 14 o 15 anni quando l’ho visto allenarsi a Montecarlo per la prima voltaLì abbiamo fatto una foto: io con la felpa blu, mi ricordo, e i capelli lunghi. Quando lo vidi per la prima volta mi sembrava incredibile, in quel momento tutto quello che stava facendo sembrava irraggiungibile.

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Sinner: "Djokovic impressionante"

"Io sono sempre stato realista e dicevo ‘non riuscirò mai ad arrivare a quel livello’. Poi ho giocato contro di lui, credo proprio a Montecarlo sulla terra; ero felice di essere in campo contro di lui, e l’unica speranza che avevo era quella di riuscire a vincere almeno un game. Poi è arrivata la prima vittoria, e sembrava surreale. So di essere capace di batterlo, se gioco bene, ma so altrettanto bene che posso perdere. Per me è impressionante vedere come si allena, quanta dedizione ha per il proprio corpo e la motivazione che ancora lo spinge. E’ bellissimo vederlo ancora qui dare il 100%, e vederlo provare a vincere il 25º Slam. Al di là di tutto, se voglio avere una chance adesso ed eventualmente in finale, devo alzare un po’ il livello. Sto giocando abbastanza bene e mi sembra che ogni giorno vada un po’ meglio. Sto cercando di servire molto bene, di stare attento nei miei game di servizio e, nei game di risposta, di rimanere lì. Comunque, c’è ancora un po’ di spazio per migliorare e so di doverlo fare già per la prossima partita".

Sinner: "A volte non cerco il punto, ma l'equilibrio"

"Probabilmente sto servendo un po’ meglio rispetto all’anno scorso, e forse anche per questo mi ritrovo ancora in semifinale su questa superficie. Nel miglioramento al servizio va considerata anche una componente fisica: più sei forte fisicamente più ti senti stabile. Abbiamo lavorato molto negli ultimi due anni, abbiamo cambiato il movimento, il lancio di palla, il timing, tante cose. Non è solo una questione di velocità: abbiamo cercato di usare il servizio giusto al momento giusto. Inoltre, quest’anno fa un po’ più caldo dell’anno scorso, quindi la palla viaggia un po’ di più e questo aiuta. In generale posso essere contento del servizio, sapendo che su questa superficie la cosa più importante è la percentuale: ti aiuta tantissimo, anche a sentirti più sicuro nei game di risposta. Abbiamo avuto discussioni abbastanza importanti con il mio team riguardo il servizio ed eravamo tutti d’accordo; ci siamo messi lì a lavorare, puntando non solo sulla quantità ma soprattutto sulla qualità in tutte le sessioni. Anche la palla corta è un colpo importantissimo a prescindere dalla superficie. A volte non cerchi nemmeno di fare direttamente il punto, ma di togliere l’equilibrio all’avversario".

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Sinner: "Più vado avanti più mi piace"

"L’abbiamo migliorata molto; ovviamente qui lo uso un po’ meno, perché quando la palla arriva veloce e bassa è difficile smorzare, e io almeno non ho ancora la mano per farlo sempre bene. Nella prossima partita dovrò essere un po’ più imprevedibile, quindi la smorzata potrà essere un colpo importante. Io mi diverto, ho 24 anni, mi piace giocare a tennis e se non fosse così non sarei qui. C’è un po’ di pressione, quello sì, ma andare in campo con la pressione fa parte del nostro lavoro e mi alleno tanto proprio per andare in campo nel miglior modo possibile. Ci sono giornate in cui sei più contento e altre in cui magari non dormi bene, o hai altri problemi… ma più il torneo va avanti e più mi piace, perché giocare i quarti di finale di uno Slam sembra normale, ma in realtà la strada è lunga e tosta, devi battere tanti giocatori forti per esserci. È importante godersi il momento in campo: anche per questo il mio team mi spinge; qualche giorno è un po’ più duro di altri ma a me piace giocare ed è questo che alla fine mi rende tranquillo".

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"Sono soddisfatto, è stata una partita dura. Rispetto agli avversari affrontati finora, è stato un match completamente diverso, contro un grande servitore sull’erba è sempre difficile". Così Jannik Sinner commenta il successo su Jan-Lennard Struff (7-5, 7-6, 6-3), che ha riaperto le porte della semifinale di Wimbledon (in corsa per il penultimo atto anche l'altro top ten azzurro Flavio Cobolli). Il campione in carica attende ora di conoscere l'esito dell'incontro tra Novak Djokovic (già affrontato lo scorso anno in semifinale) e Felix Auger-Aliassime. Il numero 1 al mondo ha fatto il punto sul proprio cammino all'All England, dove dopo il combattutissimo esordio contro Miomir Kecmanovic (4-6, 6-3, 6-7, 6-2, 6-3), si è fatto strada superanto Nuno Borges (7-6, 7-6, 6-4), Jenson Brooksby (6-4, 6-3, 6-4) e Shintaro Mochizuki (6-3, 7-6, 6-3). Il tutto, con la spada di Damocle delle alte temperature, che hanno già causato il crollo al Roland Garros. Queste le parole di Sinner, che in conferenza stampa ha risposto sulla preparazione all'appuntamento di venerdì 10 luglio: "Lui ha iniziato molto bene, ha spinto subito dall’inizio; io ho cercato di tenere botta, poi mi sono sciolto un po’ e da quel momento è andata meglio. E’ stata una prestazione molto solida da parte mia, e mi sembra di aver servito molto bene nei momenti importanti. Oggi ho avuto la sensazione di servire in modo abbastanza intelligente, anche quando ero avanti di un break. Nel secondo set ho avuto un piccolo calo di concentrazione, ma ho cercato di rimanere lì mentalmente in ogni game di servizio. Sono soddisfatto anche di come ho gestito i momenti chiave della partita, perché se perdi il secondo set può succedere di tutto, soprattutto contro un grande battitore come lui. In questi casi hai meno controllo e per questo posso essere orgoglioso di come l’ho gestita. Oggi, ancora una volta, ho fatto un piccolo passo avanti e posso essere felice. Mi sono sentito bene. Faceva caldo, ma niente di esagerato. In Australia mi sembra più difficile, anche per il tipo di superficie: sul cemento il calore arriva anche da sotto. Qui invece è un caldo abbastanza secco, e questo fa molta differenza… quando è caldo e umido è tutta un’altra cosa. Era caldo ma mi sono sentito abbastanza a mio agio. Però so per certo che sarà diverso, per motivi tattici".

Sinner: "Ogni match con Djokovic fa storia a sé"

"Inoltre, sarà diverso perché avremo due giorni liberi: domani sarà una giornata molto rilassata, poi il giorno successivo sarà un po’ più intenso. Se fosse Novak, ogni match con lui fa storia a sé; anche quando c’è stata quella piccola striscia di vittorie, sentivo che ogni partita aveva una sua storia. Soprattutto su una superficie come questa: se hai una giornata storta al servizio o non senti bene la palla, diventa tutto molto complicato. Ha vinto questo torneo tante volte e sa esattamente come affrontarlo. Se fosse Felix, ci siamo già affrontati un paio di volte, quindi sappiamo un po’ cosa aspettarci. Ci siamo allenati insieme prima del torneo: è un giocatore davvero molto aggressivo. Al di là di tutto, sono felice di essere in semifinale qui ancora una volta, chiunque sarà il mio prossimo avversario cercherò di giocare il miglior tennis possibile. Avevo 14 o 15 anni quando l’ho visto allenarsi a Montecarlo per la prima voltaLì abbiamo fatto una foto: io con la felpa blu, mi ricordo, e i capelli lunghi. Quando lo vidi per la prima volta mi sembrava incredibile, in quel momento tutto quello che stava facendo sembrava irraggiungibile.

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