Il perfezionista? Perché no! Potrebbe essere questo il titolo del film con protagonista Jannik Sinner, diventato numero 1 al mondo non solo per il talento. Ma anche per la sua capacità di applicazione che, elevata al cubo, gli ha permesso negli anni di diventare un tennista migliore, con un gioco più vario e meno monotono oltre che adottare un’attitudine mentale da fuoriclasse. Maniacale la sua attenzione anche ai particolari, per non avere rimpianti e saper di aver fatto e dato sempre il massimo per raggiungere o sfiorare l’apice del proprio potenziale. Chiaro che in un contesto del genere l’imprevisto accadutogli al Roland Garros, con il corpo in blackout da un momento all’altro che costò la sconfitta al secondo turno, quando gli mancavano 4 punti per far fuori Cerundolo in 3 set, non poteva essere archiviato come semplice incidente di percorso. E infatti da quel momento, era la fine di maggio, il campione altoatesino ha voluto vederci non chiaro ma chiarissimo.
L'ultimo controllo prima di volare negli Stati Uniti
E così dopo aver passato due giorni di check up medico completo e approfondito (8 e 9 giugno) all’ospedale San Raffaele di Milano sotto la regia del professor Zangrillo, si sono registrati due blitz al J Medical di Torino a cui va aggiunto quello di ieri mattina, a Milano, presso il Physioclinic, centro medico riabilitativo e diagnostico. Si è presentato al mattino presto con alcune persone del suo staff per poi restarci quattro ore e uscire all’ora di pranzo. Chi lo ha incrociato ha visto un volto disteso e sorridente, quindi un paio di autografi e selfie per chi lo ha intercettato a sorpresa e poi via a godersi gli ultimi giorni di vacanza. Già, perché domenica è previsto il suo volo che lo porterà nell’Ohio, a Cincinnati, per il Masters 1000 da vivere in una doppia veste. Sarà infatti l’occasione per incassare un altro trofeo da mettere in bacheca e viverlo come allenamento performante per l’ultimo Slam della stagione, gli US Open di New York dal 31 agosto a metà settembre. Il torneo già stato suo nel 2024 e che, vincendolo, gli permetterebbe di vincere il secondo Major di fila dopo Wimbledon.
