© RedazioneWINSTON-SALEM (USA) - "Forse dovrei iniziare una nuova carriera nel pickleball, in doppio con Sock. Ogni sport del pianeta è migliore in questo momento, persino il curling". Lo sconsolato soliloquio durante il cambiocampo del secondo set, mentre era sotto 3-2, è lo specchio della giornata da dimenticare del russo Daniil Medvedev a Winston-Salem, teatro dell'ultimo ATP 250 prima dello US Open. Parole pronunciate con il suo consueto sarcasmo, ma che raccontano una frustrazione ormai difficile da nascondere. Ma nulla deve togliere all'impresa di Martin Damm, 22enne numero 92 della classifica mondiale, che l'ha sconfitto 7-5 6-3 mettendo così a segno la sua prima vittoria contro un Top 10. "È ovviamente la vittoria più importante della mia vita - ha dichiarato Damm commentando il successo sull'ex numero 1 del mondo -. Significa tantissimo per me perché mi sono avvicinato sempre di più ai migliori giocatori. Riuscirci qui negli Stati Uniti, proprio prima degli US Open, è una grandissima iniezione di fiducia".
Damm figlio d'arte
Arrivato questa settimana a toccare il suo best ranking, Damm ha fatto parlare di sè già nel 2019, a soli 15 anni, quando insieme all'amico e coetaneo Toby Kodat ha formato la più giovane coppia capace di vincere una partita in doppio allo US Open nell'intera era Open. Suo padre, Martin Damm, è stato campione in doppio allo US Open 2006 e finalista lo stesso anno all'Australian Open, sempre in coppia con Leander Paes. Damm junior affronterà negli ottavi l'ungherese Fabian Marozsan, che ha sconfitto il serbo Miomir Kecmanovic per la terza volta in due mesi, dopo i successi sull'erba a Halle e Mallorca.
Medvedev e la crisi prima dello US Open
Lo sfogo di Winston-Salem, torneo al quale non partecipava dal 2018, quando aveva vinto senza perdere nemmeno un set, va quindi inserito in un quadro più ampio: Medvedev sta cercando una via d'uscita da un periodo nel quale vittorie e continuità stanno arrivando con il contagocce, proprio mentre il calendario gli presenta uno degli appuntamenti più importanti dell'anno. La scelta di giocare l'ATP 250 invece di partecipare al torneo di doppio misto dello US Open aveva una logica precisa: restare competitivo e arrivare a New York con qualche partita in più nelle gambe. Il risultato, però, è stato l'opposto di quello sperato. Il russo, ex numero uno del mondo e campione dello US Open nel 2021, si presenta così all'ultimo Slam della stagione con più interrogativi che certezze. Anche il cambio di guida tecnica, con Andrey Golubev al suo fianco, è parte di un tentativo di rimettere ordine in un percorso che negli ultimi mesi ha perso parecchi punti di riferimento. E proprio per questo la battuta sul pickleball assume un significato particolare: Medvedev è sempre stato uno dei giocatori più ironici e imprevedibili del circuito, ma dietro la provocazione c'è la consapevolezza di un campione che non accetta di essere lontano dal livello al quale sa di poter competere.