Berrettini ci mette la faccia e si sfoga: “Io minacciato di morte. Messaggi pure a mio fratello"

Dura testimonianza di Matteo sulla piaga delle scommesse nel mondo del tennis: "Serve protezione. Occorre creare un ambiente sano: al Roland Garros nel mirino tutta la mia famiglia. Preoccupato per i giovani, che sono fragili e conoscono poco questo mondo"
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Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 02.09.2026, 10:19

7 min

Il Berrettini sul campo

Così parlò Matteo, senza paura e con la capacità di lanciare il sasso con buona mira. Sempre che vogliano ascoltarlo. Forse qualcuno gli risponderà. Ieri ha incassato la solidarietà del capitano di Davis, Volandri: «Nessuno deve sentirsi minacciato quando scende in campo. Il racconto di Matteo deve farci riflettere, soprattutto sulla tutela dei più giovani». Aspettiamo il seguito. In campo, Matteo e Stan hanno dato vita al seguito del match sull’erba di Wimbledon. Quattro tie break lì, due agli US Open. Berrettini ne ha vinti 5, offrendo la parte migliore del suo tennis proprio nei momenti cruciali, e questo gli ha dato il diritto di chiudere con un sei a zero che forse Wawrinka non meritava, ma che ha preso forma quando lo svizzero ha capito che non c’era più niente da fare. Il successo non porterà Berrettini allo scontro con Djokovic, bensì con Navone, che Mat ha battuto due volte sulla terra, finendo impigliato nei palleggi dell’argentino il mese scorso a Montreal. «Ci conosciamo bene, ma lui è migliorato sensibilmente su questa superficie», assicura senza rassicurare Berrettini. Sarà una battaglia. Una delle tante.