TORINO - Di doman non v’è certezza. E figurarsi quando l’abituale palcoscenico del campo da gioco sfuma nei corridoi e nelle salette del J Medical. Epperò... Epperò Jannik Sinner, ormai di casa a Torino per risolvere la fastidiosa infiammazione tendinea extra-articolare che attanaglia il prezioso ginocchio destro, risulta iscritto al 500 di Pechino, in programma tra poco meno di un mese. Un lasso di tempo in cui le noie del numero uno al mondo possono mutare in svariate direzioni, evidentemente, anche se è l’ottimismo – in questo momento – il sentimento a prevalere all’interno dello staff del penta-campione Slam. Perché il problema è serio, certo, ma non grave. E perché le evoluzioni quotidiane – lungo giornate caratterizzate da tante onde d’urto, una buona dose di esercizi per rinforzare la stabilità dell’articolazione e un po’ di necessario riposo – inducono un sorriso.
Pechino nel mirino
Il nome del 25enne di Sesto, infatti, alla chiusura dell’entry list del torneo cinese, campeggia in bella mostra di fianco al numero uno. Del seeding, del mondo, di tutto. E notevole, al saldo di futuri forfait, risulta anche la concorrenza. Altroché torneo di categoria 500: al via sono annunciati addirittura sette dei migliori dieci tennisti al mondo, con i vari Zverev, Auger Aliassime, Djokovic, Cobolli, De Minaur e Medvedev a far compagnia a Sinner. Il cui piano, dopo aver dovuto forzatamente rinunciare al primo Slam della carriera, è piuttosto chiaro: ultimare nei prossimi giorni il lavoro di recupero al J Medical, tornare gradualmente ad alzare i carichi di lavoro nella sua Montecarlo, dotata di campi in cemento oltre ai ben noti rettangoli rossi del Country Club, e quindi imbarcarsi su un volo per Pechino. Dove dar vita, salvo controindicazioni, a un vero e proprio test di lusso contro alcuni dei migliori colleghi al mondo. Forse persino Djokovic, allo stesso modo iscritto, anche se la dolorosa eliminazione allo Us Open ingigantisce i punti di domanda sul suo conto e sul suo domani. Di certo non Alcaraz, invece, che anche questa volta ha preferito il cemento di Tokyo per inaugurare la sua parentesi asiatica.
"Voci rassicuranti"
«Dall’Italia mi arrivano voci rassicuranti: Jannik sta lavorando bene e sta gestendo in maniera saggia il suo recupero – ha spiegato negli scorsi giorni il direttore del torneo cinese, l’ex giudice di sedia Lars Graff –. Il tennis purtroppo mette di fronte a questo tipo di imprevisti, ma fortunatamente non è nulla di grave e lo aspettiamo a braccia aperte. Il pubblico cinese ha una grande passione per lui, così tranquillo, gentile ed educato con tutti. E lui, qui, si è sempre trovato bene». Sinner spera di esserci anche questa volta, dopo aver disputato a Pechino le ultime tre finali di fila, di cui due vinte. Il percorso di recupero, d’altronde, procede bene. Al punto da indurre l’azzurro a sperare di dover tornare a Torino soltanto a novembre: per le Finals.
