Dalla spada al padel il passaggio a volte può essere quasi naturale. Due sport cosi diversi, eppure con tante caratteristiche in comune. Basta chiedere a Stefano Pantano, romano di 63 anni, ex schermidore che per ben tre volte è stato campione del mondo a squadre di spada (1989, 1990 e 1993) e che conta anche un paio di partecipazioni ai Giochi olimpici: a Seul (1988) e Barcellona (1992). Insomma, non uno qualunque.
Adesso, tra le altre cose, lavora nell'academy di una leggenda indiscussa del fioretto, ovvero Valentina Vezzali, dentro al Forte Village, a Santa Margherita di Pula, in Sardegna. «Ci sono numerose academy, tra queste pure quelle di scherma - racconta Pantano -. La nostra si chiama la Valentina Vezzali Fencing Academy, dal nome inglese (fencing) con cui appunto si definisce la scherma. Quest'anno le lezioni sono partite l'ultima settimana di maggio, con conclusione il 31 agosto. Siamo molto soddisfatti di come è andata, è stata una bellissima esperienza, ci prepariamo già per il prossimo anno».
La febbre della pala
Eleganza, precisione, velocità, strategia. Tutte caratteristiche che si trovano nel padel, l'altra grande passione di Stefano Pantano. Commentatore tecnico della scherma per la Rai e maestro, dopo la spada si è fatto travolgere dalla "febbre della pala". «Si, gioco spesso a padel - sottolinea -. Ho cominciato con questa disciplina quasi per caso, a Roma, la mia città, frequentando il noto circolo Due Ponti, per diverti-mento. Prima giocavo a tennis ma posso ammettere tranquillamente che ero scarso. Con il padel è stato subito amore. Mi piace perché è uno sport che come la scherma richiede grande attenzione, fatica, tattica. Sì, diciamo che è molto stimolante per me. E poi io sono uno che quando si mette a fare una cosa la vuole fare bene. Insomma, sto lì e mi alleno per ore. Come quando partecipai a Ballando con le stelle, nel 2010. Mi diverto tanto, nel padel devi andare a cercarti lo spazio, stando sempre attenti al senso della misura e dello spazio. La posizione è fondamentale, soprattutto sui rimbalzi ti rendi conto che la palla si allontana e magari ti trovi nel punto sbagliato. E quindi - conclude Stefano Pantano - credo che come nella scherma contino molto la tattica, la concentrazione e la strategia».
