Padel e infortuni quanti ko in campo

Il perfetto vademecum della prevenzione secondo 5 esperti: ortopedico, fisioterapista, osteopata, gnatologo e medico dello sport
Padel e infortuni quanti ko in campo

“I padel è uno sport inventato dagli ortopedici”. La versione 2.0 della massima che andava di moda negli anni Novanta sul calcetto si è ora spostata sullo sport del momento: aumento dei campi, sempre più giocatori e incidenza degli infortuni che si fa più alta. Come riportato dalla ricerca di Humanitas Mater Domini, nel padel c’è una media di 2,75 infortuni per 1000 ore di gioco, mentre nel tennis il numero medio di infortuni è leggermente inferiore. Nei giocatori amatoriali è dimostrato che più basso è il livello di gioco, maggiore è il rischio di infortuni. Ed è proprio qui il punto centrale della questione, per non banalizzare il nesso tra padel e ortopedia, che andremo ad approfondire con il parere degli esperti per studiare cause, cure e soluzioni.

Epicondilite

«Gli infortuni più frequenti si dividono in traumatici e microtraumatici», le parole dell’ortopedico Dott. Andrea Grasso. «Questi ultimi interessano soprattutto l’arto superiore: spesso causata dall’uso di una racchetta di una pesantezza differente da quella del tennis, e i problemi alla spalla, dovuti al fatto che gran parte dei movimenti del braccio avviene sopra i 90 gradi. Qui entra in gioco la prevenzione e l’importanza di svolgere esercizi di stabilizzazione della scapola e della spalla. Tra gli infortuni traumatici sono frequenti le distorsioni a caviglie e ginocchia, le rotture del tendine d’Achille (più comuni di quanto si pensi) e le lesioni muscolari al polpaccio, come quelle del soleo. Non bisogna entrare in campo all’ultimo minuto, ma arrivare almeno 10 minuti prima per svolgere esercizi di rinforzo muscolare, di attivazione e allenare la propriocettività». Tra le patologie più sofferte da parte dei giocatori c’è naturalmente l’epicondilite, come confermato dal fisioterapista Dott.Valerio Casciotti: «È sicuramente l’infortunio più comune che ci troviamo a trattare nei pazienti, affrontata principalmente con esercizio terapeutico e con il supporto della terapia manuale. In alcuni casi le onde d’urto possono contribuire a ridurre i tempi di rientro. Negli arti inferiori, per le problematiche di caviglia e ginocchio, dopo la prima fase infiammatoria acuta, rinforzo e lavoro propriocettivo sono fondamentali per ridurre il rischio di ricadute». Epicondilite che deriva principalmente da un uso di una racchetta errata: «Tanta gente entra in campo senza aver fatto un minimo di preparazione, i traumi principali sono solitamente da sovraccarico, perché la loro muscolatura non è adeguata», ribadisce l’ospeopata Dott.ssa Caterina Buonomini. «L’epicondilite è riscontrata soprattutto tra i giocatori amatori, principalmente giovani perché spingono di più, mentre tra i professionisti si riscontrano più lesioni al ginocchio derivanti da torsioni, a causa della rapidità e velocità di gioco. Solitamente con quattro sedute l'epicondilite scompare se, ripeto, i pazienti cambiano la racchetta e modificano attraverso degli esercizi mirati la meccanica articolare della spalla e dell'epicondilite».

Prevenzione

Problemi che accomunano amatori e professionisti, con questi ultimi che possono necessitare anche di un aiuto da parte di uno gnatologo, come spiega il Dott. Diego Maria La Vecchia: «Per esaltare il gesto atletico e prevenire gli infortuni di ordine muscolare scheletrico, è importante il discorso dell'occlusione dentale, per mantenere gli equilibri delle catene muscolari. Ci sono due modi per agire: il bite è lo strumento più semplice utilizzato negli atleti professionisti in attività, oppure l'ortodonzia, cioè spostare i denti per metterli nell'occlusione giusta, che però si cerca di evitare nei giocatori in attività per non innescare i meccanismi compensatori». Infine, va ribadita l’importanza del cuore per sfatare un falso mito: «Non è assolutamente vero che il padel sia uno sport di basso impatto», conclude il medico dello sport Dott. Francesco Fazi, con esperienza trentennale. «Il padel è uno sport con un intenso impegno cardiovascolare. Purtroppo dal post-covid si sono registrati molti casi tra infarti e ischemie, non necessariamente in soggetti anziani, anzi anche in persone relativamente giovani. Lo sport fa bene al cuore e al cervello, è necessario che la cultura della visita medico-sportiva sia incentivata il più possibile, per verificare se ci sono aritmie o altre disfunzioni». 

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