
Delfina Brea nasce a Buenos Aires il 5 di-cembre 1999. È una delle stelle più lumi-nose del padel mondiale e figlia d’arte del leggendario coach Nito Brea. Delfi, come la chiamano tutti, si distingue per un gioco tattico, solido e una grinta fuori dal comune. Dopo una stagione stra-ordinaria nel 2025 sempre in coppia con la spagnola Gemma Triay, è riuscita a scalare la classifica fino a diventare attualmente la giocatrice numero 1 del mondo, consolidando la sua posizione con le vittorie all'inizio di quest’anno nei P2 di Cancún e Gijón e raggiungendo in questo mese un traguardo storico, superando la quota di 25 titoli vinti nel circuito professionistico.
Obiettivi per questa stagione? «Competere come sempre al massimo livello e continuare a crescere come giocatrice. Mi piacerebbe lottare per i titoli più importanti e mantenere una grande costanza durante tutto l’anno. Oggi il livello è altissimo e ho grande rispetto per tutte».
Un parere sullo Star Point in-trodotto quest'anno? «Credo che tutti i cambiamen-ti nel sistema di punteggio mirino a rendere lo sport più attraente e dinamico. Come gio-catrice hai sempre bisogno di un po’ di tempo per adattarti, ma se questo contribuisce a rendere il padel più emozionante per il pubblico, mi sembra positivo».
Lo scorso anno Miami, quest’anno Londra e Pretoria. Che ne pensa di questa espansione in Premier? «La crescita di questo sport è ormai evidente, scoprendo sempre nuovi luoghi con il circuito professionistico, ma soprattutto il circuito FIP, che sta avendo sempre più rile-vanza, con nuovi Paesi che si affacciano».
C'è una città in cui sogna di giocare? «Sydney».
Ritiene che i punti nelle varie ti-pologie dei tornei dei circuiti Premier Padel e CUPRA FIP Tour, siano distribuiti in modo corretto? «Il sistema dei punti è sempre un argomento delicato perché influenza molto la classifica e la pianificazione della sta-gione. Credo che l’obiettivo dell’organizzazione sia quello di renderlo il più equo possibile per tutti i giocatori».
Quest’anno 25 tappe di Premier Padel e più di 230 tornei nel CUPRA FIP Tour. Non è troppo faticoso? «È senza dubbio un calendario molto impegnativo. Viaggiare così tanto e competere per diverse settimane di fila richiede una grande preparazione fisica e mentale, ma allo stesso tempo è anche un segnale che il padel sta crescendo moltissimo e che c’è sempre più interesse in tutto il mondo».
Qual è stato il torneo con la migliore organizzazione? «Direi Roland Garros e il Major di Doha».
Quale racchetta usa? «Gioco con la Bullpadel Vertex 05. È una racchetta che mi offre un ottimo equilibrio tra potenza e controllo, cosa molto impor-tante per il mio stile di gioco. Mi permette di essere aggressiva quando ne ho bisogno, ma anche di avere molta precisione nei colpi e di permettermi di sentirmi molto sicura nei momenti importanti della partita».
