Tirreno-Adriatico, la lezione del despota Vingegaard

Per il danese altro trionfo: dominio sulle montagne e oggi il giorno dell'apoteosi
Tirreno-Adriatico, la lezione del despota Vingegaard© /Agenzia Aldo Liverani Sas

Jonas Vingegaard despota dei Due Mari e del Monte Petrano. Il danese della Visma-Lease a Bike ha vinto la Sassoferrato-Cagli (Monte Petrano) di 180 chilometri, tappone della Tirreno-Adriatico, piegando le velleità dello spagnolo Juan Ayuso e di Jai Hindley (Australia) sulla salita pesarese. Due tappe di montagna, due successi di Jonas che ha anticipato di 26” Ayuso, Hindley, mentre Del Toro è giunto a 36”, Pidcock a 42”. Vingegaard ha trionfato a 39,713 di media, notevole considerando le varie scalate. Romain Bardet non ha preso il via nella sesta tappa poiché venerdì è caduto. Bardet ha comunque raggiunto il traguardo di Valle Castellana ma in serata ha evidenziato lievi segni di commozione cerebrale. Ieri Carapaz, Leknessund, Healy, Garcia Cortina e altri ardimentosi sono fuggiti nella parte iniziale.

Vingegaard: "Carapaz pericoloso"

Carapaz e Leknessund hanno iniziato in vantaggio l’erta finale ma il nucleo dei migliori li ha acciuffati a 6,5 chilometri dall’arrivo. Poi è cominciato lo show di Vingegaard, ripreso una prima volta da Hindley e Ayuso. Alla seconda accelerata su una rampa dalla pendenza superiore al 10% l’orgoglioso spagnolo e l’australiano hanno ceduto. Vingegaard, 27 anni, ha acquisito 35” sui due immediati inseguitori e il margine è sceso solo nell’ultimo chilometro. «La mia squadra - ha dichiarato Vingegaard - ha lavorato per annullare la fuga perché riteniamo Carapaz pericoloso in classifica generale. Mi sono sentito in dovere di vincere la tappa per contraccambiare il lavoro dei miei scudieri». Vingegaard è leader con 1’24” su Ayuso, 3° è Hindley a 1’52”, 4° Del Toro a 2’20”.

Vingegaard, l'apoteosi

Per Jonas oggi è il giorno dell’apoteosi: l’ultima tappa (154 km) parte e termina a San Benedetto del Tronto e ha il finale adatto ai velocisti. Alla Parigi-Nizza, lo statunitense Brandon McNulty è sempre leader malgrado una defaillance nel finale della penultima tappa (104 km) con epilogo in cima a Madone d’Utuelle. Nella tappa si è imposto Aleksandr Vlasov (Russia) con 8” su Evenepoel, 3° Roglic e 7°, staccato di 27”, McNulty. Brandon è leader con soli 4” su Matteo Jorgenson e oggi nell’ultima tappa Nizza-Nizza (6 salite in 109 chilometri) dovrà prestare attenzione.

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