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Maserati, l'ibrido nel 2018

Maserati, l'ibrido nel 2018

Strategie e obiettivi a medio termine del Tridente, che in quattro anni punta al primo plug-in e al raddoppio delle vendite. twitta

giovedì 15 ottobre 2015

 Francesco Colla

ROMA - Viene in mente Charles Dickens e il suo Grandi Speranze.Probabilmente i lettori attenti e appassionati già sapranno quanto (almeno in parte) si sta scrivendo, ma una visita al quartier generale Maserati, propedeutica alla prova della gamma del Tridente, dà lo spunto per qualche riflessione. Il blasonato marchio, fresco di centenario, è proteso verso il futuro. Sono trascorsi poco più di vent'anni da quando Fiat acquistò le macerie di un'azienda passata di mano in mano senza successo per troppo tempo. Sono stati due decenni di meticoloso e paziente lavoro: prima la ricostruzione, poi la rinascita con la 3200 GT, ora lo slancio. Strategia illustrata, a buon intenditore, già nello spettacolare minifilm per il Superbowl 2014.

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SUV E IBRIDO - Il prossimo passo, l'atteso Levante: lo vedremo in forma definitiva a marzo al Salone di Ginevra e sarà commercializzato nel corso del 2016, andando a sgomitare nel segmento dei premium SUV, con Porsche Cayenne, BMW X5 e Mercedes GLE nel mirino. Ma la sport utility è solo il primo passo nella lunga strada verso il grande successo: nel 2018 arriverà la prima Maserati ibrida. Passo obbligato per un grande marchio: non è ancora dato di sapere nulla, ma non è scorretto ipotizzare che proprio il SUV sarà il primo modello ad essere equipaggiato con una tecnologia plug-in in grado di ottimizzare i consumi garantendo prestazioni ancor più entusiasmanti. Con queste armi e con altre ancora segrete Sergio Marchionne e i suoi ambiscono, nientemeno, al raddoppio delle vendite rispetto ai volumi attuali: dai 36 mila e rotti dello scorso anno a 70 mila nel 2018, anno fatale, a quanto pare. 


E IL MOTORPSORT? Manca solo una cosa per un completo Rinascimento di un marchio tra i più famosi nel mondo: le vittorie nel motorsport che conta (con tutto il rispetto per il monomarca, che piace e funziona). Perché alla fine il succo è sempre quello: la gente sogna (e chi può acquista) le Maserati perché sono un'eccellenza made in Motor Valley, ma anche per poter vantare un heritage sportivo che richiama i primi successi alla Targa Florio degli anni '20 tanto quanto le vittorie in F1 con Fangio e i trionfi alla 500 Miglia di Indianapolis. O le più recenti imprese con la MC12 nelle gare GT. Al momento, di ciò a Modena non si parla proprio, ma al proposito nutriamo grandi speranze. 

 

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