© LaPresseLa squalifica è di quelle pesanti: sono tre, infatti, gli anni inflitti a Giacomo Tortu, ex velocista e manager del fratello Filippo, per il caso Equalize. La sentenza è arrivata dal Tribunale Federale presso la Federazione Italiana di Atletica Leggera ed è stata emessa nella giornata di lunedì scorso. La querelle aveva squassato il mondo dell’atletica: una sorta di “spy story” che, ora, ha avuto la sua conclusione. Il fatto era esploso nel settembre dello scorso anno, quando venne a galla che lo stesso Giacomo Tortu si era presentato a Carmine Gallo - ex poliziotto finito all’epoca nell’occhio del ciclone per casi analoghi, su argomenti ben più spinosi, prima di morire improvvisamente per una crisi cardiaca - con lo scopo di trovare elementi che potessero portare ad accuse di doping nei confronti di Marcell Jacobs. Il tutto dietro il pagamento di una somma di denaro. Il 18 febbraio di quest’anno, in conseguenza, il Tribunale Federale aveva aperto un’inchiesta nei confronti di quello che figura anche come presidente della società Raptors Milano.
Tortu-Jacobs: cosa è successo e gli altri soggetti coinvolti
Le prime audizioni sono avvenute in marzo, quando Giacomo Tortu si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Jacobs negli stessi giorni affermava di essere venuto a conoscenza della vicenda tramite la stampa, di conoscere Giacomo dagli anni precedenti e di avere ottimi rapporti con Filippo, suo compagno di squadra nella 4x100 azzurra. Lo stesso Filippo, ad aprile, si era dichiarato estraneo alla questione e aveva assicurato di non esserne mai stato a conoscenza, tant’è che aveva telefonato a Jacobs, negli Stati Uniti, informandolo del fatto che suo fratello non gli avesse mai riferito alcuna perplessità sui risultati ottenuti. Giacomo Tortu è stato riascoltato altre due volte, a giugno, quando il dirigente milanese si è avvalso ancora una volta della facoltà di non rispondere.
Ventitrè pagine di provvedimento
Nelle ventitrè pagine del provvedimento federale di lunedì ci sono tantissimi omissis, comprese due pagine completamente bianche, dove potrebbero risultare coinvolti, molto probabilmente a loro insaputa, figure come Paolo Camossi, all’epoca ancora tecnico di Jacobs, o come Marcello Magnani, manager del bi-campione olimpico di Tokyo 2021. Dal canto suo, il primatista italiano sui 100 metri ha sempre ritenuto Filippo all’oscuro di tutto, rinfacciandogli semmai - nel corso di una puntata della trasmissione “Belve” - il fatto di non aver licenziato nel frattempo il fratello. Nel corso dell’estate appena conclusa i due protagonisti, vuoi per i continui problemi fisici di Marcell e vuoi per le poche uscite in gara di Filippo, non si sono mai incontrati. Il rendez-vous agli ultimi Mondiali di Toyko, anche se non sono stati compagni di squadra neppure nella 4x100, con Melluzzo preferito a Tortu. Giacomo Tortu, ad ogni modo, è stato condannato alla squalifica e alla contestuale inibizione temporanea di anni tre, mentre la Procura aveva chiesto la radiazione. Il verdetto comporta il divieto di svolgere qualsiasi attività federale in ambito Fidal, mentre assolve la società Raptors Milano dall’addebito di responsabilità diretta. Che la lunga telenovela sia finita qui? Si possono nutrire ancora dei dubbi...
