Dall’Inferno al Paradiso. L’ultima favola di Wout Van Aert

Considerato un piazzato di lusso, sempre in credito con la fortuna, il belga ha trionfato in una delle edizioni più “pazze” di sempre della Parigi-Roubaix: battuto Pogacar in un sprint a due
Dall’Inferno al Paradiso. L’ultima favola di Wout Van Aert© EPA

Ora, forse, ha davvero tutto un senso. Tutte quelle lacrime per le grandi vittorie sfuggite di centimetri. Tutto quel dolore per le cadute e le sfighe - perché sì, così si chiamano - capitate prioprio sul più bello. Wout Van Aert: l’eterno piazzato, l’eterno “paperino” del gruppo. Wout Van Aert: il vincitore di una delle edizioni più folli della corsa più folle del mondo. Il belga, ieri pomeriggio, poco dopo che le campane avevano rintoccato le quattro, ha tagliato il traguardo della Parigi-Roubaix a braccia alzate, nell’iconico Vélodrome André-Pétrieux, al termine di un drammatico sprint a due con Tadej Pogacar, il più grande di tutti, scenario che ha amplificato i tratti leggendari di cui si è vestita la sua cavalcata, cominciata a Compiegne oltre cinque ore prima. Tutto, a quel punto, ha trovato un significato. Perché, ieri, si è completato un magnifico mosaico, reso unico da tutte le sfumature di colore che la carriera del 31enne fiammingo ha finora conosciuto. E che tutti riconoscono. Sarà per questo che, da Pogacar a Van der Poel, un battito di ciglia dopo aver tagliato il traguardo, tutti si sono premurati di abbracciarlo, accarezzarlo, pacioccarlo.

Van Aert, lacrime di gioia

Di asciugargli quelle lacrime di gioia che, imperterrite, non smettevano più di rigargli il volto impolverato. Sì, ora tutto nel mondo di Van Aert ha assunto un preciso significato. Nel giorno della «vittoria più importante della mia carriera», come l’ha logicamente definita lui. Non l’unica di rilievo, sia ben chiaro: il valore del suo percorso prescinde dalla volata vincente di ieri, vieppiù dal momento che una Monumento (Sanremo 2020) l’aveva già anche apposta in bacheca. L’edizione più folle, dunque, o giù di lì. Perché l’unica ora “tranquilla” è stata - forse forse - la prima, in ogni caso percorsa a oltre 50 km/h, al punto che non è nemmeno partita la tradizionale fuga. Per dire. Poi è cominciata un’incredibile successione di forature, cadute, buchi, rimonte. Un vortice che non ha risparmiato nessuno e che ha penalizzato qualcuno più di altri. Pogacar ha accumulato un minuto di ritardo e inseguito già prima di Arenberg, quando anche Pedersen ha forato, quindi nella seconda parte di gara è stato il turno anche di Van Aert. Per non parlare del nostro Ganna: la sensazione è che non fosse sua la gamba migliore del lotto, d’accordo, però il verbanese è sempre rimasto lì, in piena bagarre, fino al momento in cui ha dovuto arrendersi a una tripla foratura con tanto di rovinosa caduta finale.

 

 

Menzione speciale per Jasper Stuyven

La palma della sfortuna, però, spetta di diritto a Van der Poel, costretto ad abdicare dopo tre successi consecutivi nell’Inferno del Nord: il grande favorito della vigilia, a causa di problemi meccanici, è uscito dalla Foresta di Arenberg con oltre 2’ di ritardo dai battistrada. Al punto che risulta quasi irreale il suo quarto posto finale, a soli 15” da Van Aert, finalmente nelle vesti dell’eroe, con il suo indice al cielo per dedicare il successo a Michael Goolaerts, compagno di squadra scomparso nel 2018. Menzione speciale per Jasper Stuyven, 33 anni, al primo podio “monumentale”, in una stagione che l’ha già visto 7° alla Sanremo e 6° al Fiandre. Ma la copertina non può che spettare a WVA. «Contro di lui sapevo che avrei perso al 99%: avevo gambe come spaghetti», le parole di Pogacar dopo aver chiuso la seconda Roubaix di fila alla piazza d’onore. «Ho smesso di crederci tante volte, ma il giorno successivo sono sempre ripartito per inseguire quest’obiettivo», la lezione dell’ex piazzato ed ex “paperino” Wout. Eroe di Roubaix. E mica soltanto per un giorno.

ORDINE D’ARRIVO 1. Wout Van Aert (Bel) 258,3 km in 5h16’52” a 49,0 km/h, 2. Tadej Pogacar (Slo) st, 3. Jasper Stuyven (Bel) a 13”, 4. Mathieu van der Poel (Ola) a 15”, 5. Christophe Laporte (Fra) st, 6. Mick van Dijke (Ola) st, 7. Mads Pedersen (Dan) st, 8. Stefan Bissegger (Sui) a 20”, 9. Nils Politt (Ger) a 2’36”, 10. Mike Teunissen (Ola) st.

ALBO D’ORO RECENTE 2008 Boonen (Bel), 2009 Boonen (Bel), 2010 Cancellara (Sui), 2011 Vansummeren (Bel), 2012 Boonen (Bel), 2013 Cancellara (Sui), 2014 Terpstra (Ola), 2015 Degenkolb (Ger), 2016 Hayman (Aus), 2017 Van Avermaet (Bel), 2018 Sagan (Svk), 2019 Gilbert (Bel), 2020 non disputata, 2021 Colbrelli (Ita), 2022 Van Baarle (Ola), 2023 Van der Poel (Ola), 2024 Van der Poel (Ola), 2025 Van der Poel (Ola), 2026 Van Aert (Bel)

 

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