Nuovo Papa, chi dopo Francesco? Quando inizia e come funziona il conclave: i papabili e le sorprese

La cappella Sistina è pronta a chiudere le sue porte in attesa della fumata bianca: i cardinali elettori sono 135
Nuovo Papa, chi dopo Francesco? Quando inizia e come funziona il conclave: i papabili e le sorprese
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La morte di Jorge Mario Bergoglio segna l’avvio di una fase di transizione per la chiesa cattolica in attesa del nuovo conclave (ovvero la grande riunione per l’elezione del nuovo Papa). Una fase di transizione che prevede delle tappe precise. È compito del Camerlengo, in periodo di sede vacante, curare e amministrare i beni e i diritti temporali della Santa Sede, con l’aiuto dei tre cardinali assistenti, premesso, una volta per le questioni meno importanti, e tutte le volte per quelle più gravi, il voto del Collegio dei Cardinali.

Come funziona il conclave

Il conclave viene convocato dal presidente del Sacro Collegio dei cardinali all’annuncio della morte del Pontefice. Generalmente, si tiene entro 20 giorni nella cappella Sistina, in Vaticano. Sono 135 i cardinali elettori che hanno diritto di partecipare alle votazioni per il successore di papa Francesco. Per avere il nuovo Pontefice serviranno i due terzi dei voti, il quorum è quindi di 90. Qualora non si dovesse addivenire a una fumata bianca entro 33 votazioni (avvengono quotidianamente due al mattino e due al pomeriggio) si passerebbe a un ballottaggio, con votazione ristretta ai due cardinali con il maggior numero di voti nell’ultimo scrutinio. Il conclave ha inizio tra il 15° e il 20° giorno dalla morte del Papa, spazio di tempo considerato necessario perché i cardinali elettori possano giungere da tutto il mondo. La prima data utile è quindi quella del 5 maggio, ma qualora i cardinali elettori dovessero essere tutti a Roma e d'accordo tra loro l'avvio del Conclave potrebbe essere anticipato. 

 

 

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Gli italiani papabili

Per quanto riguarda la divisione dei porporati 108 sono stati creati da papa Francesco, 22 da Benedetto XVI e 5 da san Giovanni Paolo II. I numeri dicono, dunque, che la prossima riunione dei cardinali nella cappella Sistina potrebbe avere come esito l'elezione di un Papa a trazione 'bergogliana' e quindi in continuità con il corso impresso alla Chiesa dal pontefice argentino. Inutile fare nomi o indicare favoriti anche perché, come la storia insegna, spesso chi entra Papa in conclave ne esce cardinale. Si può però raccontare la suddivisione dei cardinali elettori. La nazione più rappresentata è l’Italia con 17, tra i nomi circolano come ‘papabili’ Zuppi, Parolin e Pizzaballa. Seguono gli Stati Uniti con 10, poi il Brasile con 7. Queste le 3 nazioni più presenti.

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Le possibili sorprese

Tanti sono, invece, i Paesi del mondo che hanno un solo rappresentante. Facendo la divisione per continente, invece, il quadro è questo: i cardinali elettori europei sono 53, i latinoamericani sono 21, i nordamericani 16, gli africani 18, gli asiatici 23, i porporati dell’Oceania 4. Gli orizzonti che si aprono potrebbero esser tesi a un ritorno al tradizionalismo oppure procedere sulla strada di innovazioni tracciata da Francesco. I recenti conclavi hanno regalato le sorprese delle elezioni di Karol Wojtyla nel 1978 e Jorge Bergoglio nel 2013. Il conclave del 2005, invece, è stato quello che ha avuto l’esito ‘atteso’ con l’elezione di Joseph Ratzinger. Come ogni conclave c’è la suggestione del primo Papa africano della storia. In questo senso uno dei favoriti del continente africano potrebbe essere il cardinale Robert Sarah. Guineano, classe 1945, creato da Benedetto XVI nel 2010.   

 

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La morte di Jorge Mario Bergoglio segna l’avvio di una fase di transizione per la chiesa cattolica in attesa del nuovo conclave (ovvero la grande riunione per l’elezione del nuovo Papa). Una fase di transizione che prevede delle tappe precise. È compito del Camerlengo, in periodo di sede vacante, curare e amministrare i beni e i diritti temporali della Santa Sede, con l’aiuto dei tre cardinali assistenti, premesso, una volta per le questioni meno importanti, e tutte le volte per quelle più gravi, il voto del Collegio dei Cardinali.

Come funziona il conclave

Il conclave viene convocato dal presidente del Sacro Collegio dei cardinali all’annuncio della morte del Pontefice. Generalmente, si tiene entro 20 giorni nella cappella Sistina, in Vaticano. Sono 135 i cardinali elettori che hanno diritto di partecipare alle votazioni per il successore di papa Francesco. Per avere il nuovo Pontefice serviranno i due terzi dei voti, il quorum è quindi di 90. Qualora non si dovesse addivenire a una fumata bianca entro 33 votazioni (avvengono quotidianamente due al mattino e due al pomeriggio) si passerebbe a un ballottaggio, con votazione ristretta ai due cardinali con il maggior numero di voti nell’ultimo scrutinio. Il conclave ha inizio tra il 15° e il 20° giorno dalla morte del Papa, spazio di tempo considerato necessario perché i cardinali elettori possano giungere da tutto il mondo. La prima data utile è quindi quella del 5 maggio, ma qualora i cardinali elettori dovessero essere tutti a Roma e d'accordo tra loro l'avvio del Conclave potrebbe essere anticipato. 

 

 

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