Messi, l'Al-Hilal e il Barcellona: come stanno davvero le cose

Dall'Arabia Saudita proposta di ingaggio annuale shock: due stagioni e opzione per la terza. Dalla Francia: "Ha firmato". Facciamo chiarezza

PARIGI - Chi è nato, è cresciuto e vive nel mondo capitalistico è abituato, giocoforza, a pensare che ogni tipo di relazione interpersonale, di lavoro e non solo, sia assoggettata alle regole della “vile pecunia”: credono che il denaro sia onnipotente. Sono convinti che tutto abbia un prezzo. Anche i sentimenti. Per la stragrande maggioranza delle persone tale assunto può anche essere vero. Per molti, sì. Ma mica per tutti: fortunatamente esiste ancora una piccola minoranza che, al potere del denaro, contrappone la forza dei sentimenti. C’è chi preferisce essere realmente felice piuttosto che avere il portafoglio gonfio di banconote, perché, proprio come diceva Giovanni Verga: «Chi ha il cuore contento sempre canta». Lionel Andrés Messi Cuccittini fa parte di questa ristretta minoranza e anche per questo va ringraziato: fenomenale in campo, ragazzo normalissimo nella vita quotidiana.

Messi, il sogno Barcellona e l'offerta dell'Al-Hilal

Ecco perché, nella testa, nel cuore e nell’animo di El Diez c’è solo e soltanto un desiderio che si chiama Barcellona e ha due colori: il blau e il grana, il blu e il granata. Un desiderio che è forte, anzi fortissimo: non lo piega nemmeno l’offerta shock arrivata, nelle scorse ore, dall’Al-Hilal di Riad, la squadra saudita allenata da El Pelado Ramón Díaz, argentino come Messi. Il club arabo ha offerto al crack rosarino un biennale con opzione per la terza stagione a cifre realmente stratosferiche: 600 milioni all’anno che lo trasformerebbero nello sportivo più pagato della storia. Interessante, non c’è che dire, almeno sotto il profilo meramente monetario.

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Messi e l'Arabia Saudita

C’è chi s’è pure spinto a scrivere che La Pulga avrebbe già detto sì agli sceicchi perché sennò come si spiegherebbe il blitz arabo non autorizzato dal Psg che ha portato alla sospensione dell’argentino. Facciamo chiarezza: Messi s’è recato in Arabia dopo l’invito di Ahmed Al Khateeb, Ministro del turismo del Paese e questa visita risale ormai a 9 giorni fa. A maggio 2022, infatti, Lio ha sottoscritto un contratto da 6.5 milioni all’anno per diventare testimonial del turismo saudita. La sospensione per due settimane comminatagli (e poi cancellata) dal Psg e il video pubblico di scuse che gli è stato imposto dai dirigenti del club transalpino hanno messo una pietra tombale sulle chance, peraltro già risibili, di permanenza all’ombra della Tour Eiffel. Ieri mattina la bomba sganciata dall’agenzia di stampa transalpina France Presse, che dava per chiuso l’accordo multimilionario con l’Al-Hilal è stata vissuta dal clan di Lio come un’operazione di disturbo, è stata assimilata al voler tirare una molotov dentro a una fabbrica di esplosivi. Nemmeno 6 ore dopo la presunta anticipazione dalla Francia è arrivato il comunicato ufficiale di Jorge Sole Messi, papà della Pulga: «Non c’è assolutamente nessun accordo con nessun club per la prossima stagione. Non verrà presa nessuna decisione prima della fine del campionato del Psg. Solo allora arriverà il momento dell’analisi delle proposte e delle decisioni. Da sempre Lionel è asfissiato dai “rumours” di mercato e spesso è stato usato il suo nome per guadagnare notorietà La verità però è una sola: non c’è nulla di concreto, né a livello verbale né scritto. Ciò che è stato pubblicato è un inganno fatto e finito e infatti nessuno dei media che hanno riportato questa presunta ha fornito alcuna prova di quanto scritto».

Il futuro di Messi e il mercato del Barcellona

Lo ribadiamo: Messi vuole tornare a Barcellona, casa sua. Il Barça farà di tutto per rendere questo desiderio una splendida realtà, la Liga e il presidente Tebas, se il Barça riuscirà a ridurre sensibilmente la propria situazione debitoria, non remeranno contro, anzi. Ed è proprio in quest’ottica che va vissuta la dichiarazione di Messi Senior: guadagnare tempo per facilitare il lavoro a Joan Laporta, numero uno del club culé. Non sarà semplice, tuttavia, per il presidente rispettare il piano di sostenibilità che ha presentato alla Liga per ottenere il sì di Tebas. E se è vero che abbia assicurato che gli «piacerebbe» rivedere La Pulga nella Liga, è altrettanto vero che ha sottolineato che «ci sono delle regole da rispettare». A questo punto non resta che ridurre le spese per 200 milioni di euro nelle prossime 2 stagioni. Il problema è che i primi 100 dovranno essere tagliati prima della fine dell’estate per poter, innanzitutto, tesserare Gavi, Araujo e Balde che hanno firmato il loro nuovo contratto con il Barça, ma che non può essere depositato per il fair play finanziario. Subito dopo, sarà la volta dell’offensiva definitiva per Messi: «Il Barça venderà molto quest’estate». La dritta è arrivata di nuovo da Tebas che sta seguendo da vicino la situazione consapevole che il ritorno di Lio darebbe benefici a tutta la Liga. Sotto questo aspetto, Newcastle e Aston Villa si sono fatti vivi per Raphinha e Ferrán Torres e sono disposti a lasciare nelle casse blaugrana 150 milioni di euro. Niente male per cominciare.

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PARIGI - Chi è nato, è cresciuto e vive nel mondo capitalistico è abituato, giocoforza, a pensare che ogni tipo di relazione interpersonale, di lavoro e non solo, sia assoggettata alle regole della “vile pecunia”: credono che il denaro sia onnipotente. Sono convinti che tutto abbia un prezzo. Anche i sentimenti. Per la stragrande maggioranza delle persone tale assunto può anche essere vero. Per molti, sì. Ma mica per tutti: fortunatamente esiste ancora una piccola minoranza che, al potere del denaro, contrappone la forza dei sentimenti. C’è chi preferisce essere realmente felice piuttosto che avere il portafoglio gonfio di banconote, perché, proprio come diceva Giovanni Verga: «Chi ha il cuore contento sempre canta». Lionel Andrés Messi Cuccittini fa parte di questa ristretta minoranza e anche per questo va ringraziato: fenomenale in campo, ragazzo normalissimo nella vita quotidiana.

Messi, il sogno Barcellona e l'offerta dell'Al-Hilal

Ecco perché, nella testa, nel cuore e nell’animo di El Diez c’è solo e soltanto un desiderio che si chiama Barcellona e ha due colori: il blau e il grana, il blu e il granata. Un desiderio che è forte, anzi fortissimo: non lo piega nemmeno l’offerta shock arrivata, nelle scorse ore, dall’Al-Hilal di Riad, la squadra saudita allenata da El Pelado Ramón Díaz, argentino come Messi. Il club arabo ha offerto al crack rosarino un biennale con opzione per la terza stagione a cifre realmente stratosferiche: 600 milioni all’anno che lo trasformerebbero nello sportivo più pagato della storia. Interessante, non c’è che dire, almeno sotto il profilo meramente monetario.

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