Risvolto inatteso sulla morte di Celeste Pin. L'ex calciatore, scomparso martedì 22 luglio all'interno della propria abitazione di Firenze, si sarebbe tolto la vita dopo avere lottato a lungo contro la depressione e per cui gli era stata prescritta l'assunzione di farmarci specifici. A rinvenire il corpo è stato un parente, che da tempo non aveva più sue notizie. Il personale del 118 e le autorità locali accorse sul posto non hanno però rinvenuto alcun messaggio lasciato dall'ex difensore della Fiorentina. Tuttavia, stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, l'ex moglie Elena Fabbri ha presentato un esposto contro ignoti per omicidio, con conseguente apertura del fasciolo da parte della procura, proprio nel giorno in cui era stata predisposta la restituzione della salma: ad aprire l'inchiesta è il pm Silvia Zannini. La donna, madre dei primi due figli dell'ex calciatore, ha pertanto richiesto l'esecuzione dell'esame tossicologico e il sequestro del cellulare, nonché l'apposizione dei sigilli all’abitazione in cui è stato ritrovato il corpo. Fabbri rifiuta infatti l'ipotesi del suicidio - del giorno del decesso l'autoscatto inviatale da Pin accompagnata dal messaggio "pronto al lavoro" - ritenendo come l'ex marito godesse di buona salute sia fisica che mentale.
Galli: "Non ce lo saremmo mai aspettati"
"Tutto ci saremmo aspettati, tranne che un gesto come questo. È sempre stato un ragazzo tranquillo e sereno, non l'ho mai sentito alzare la voce". A dirlo è Giovanni Galli, portiere della Fiorentina dal 1977 al 1986 - oggi consigliere regionale in Toscana per la Lega - ed ex compagno di squadra di Pin, invitato a rispondere sulla scomparsa dell'ex difensore, per cui Fabbri chiede di andare oltre l'ipotesi suicidio: "All'epoca c'era sempre un'abitudine - ha ricordato al Corriere - . I vecchi della squadra accoglievano e cercavano di aiutare i nuovi arrivati, specialmente i giovani, a capire quale fosse la realtà della Fiorentina e di Firenze in generale, e quando è arrivata la notizia e l'ho comunicata a mia moglie, e anche lei non ci credeva, lei stessa mi ha ricordato quando era arrivato a Firenze all'inizio da ragazzo proprio umile, semplice, anche spaesato, e che veniva spesso a cena a casa nostra. Non esiste una ricetta per superare un dolore come la perdita di un familiare. Io ho avuto la fede che mi ha aiutato tantissimo e soprattutto l'amore della famiglia. Celeste aveva due famiglie, credo che possa essere d'aiuto ai figli ricordare comunque una persona sempre disponibile e che pensava molto agli altri".
Pin: la carriera
Bandiera della Fiorentina, dove ha militato dal 1982 al 1991, Pin vantava oltre 200 partite con la maglia della Viola (263 in Serie A). Nel suo trascorso, anche la finale di Coppa Uefa del 1990 persa contro la Juventus di Dino Zoff (3-1). Terminato il ciclo a Firenze, l'ex difensore si è poi trasferito al Verona prima di chiudere la carriera al Siena nel 1996. Ritiratosi dal calcio giocato, Pin ha iniziato la carriera di dirigente sportivo, con l'ultima esperienza maturata nel 2014 alla Fortis Juventus, per cui ha gestito il settore giovanile.