© Marco CanonieroAREZZO - L'ex Ct della Nazionale Luciano Spalletti è intervenuto a margine del Festival della Letteratura sportiva ad Arezzo parlando, nuovamente, dell'amarezza dell'avventura azzurra: "In questo momento l'esperienza con l'Italia mi sta martellando forte in testa. Sinceramente parlando non mi sono posto l'obiettivo di doverla dimenticare, si accetta tutto - rimarca - Si accetta il dolore che ti dà. Non è andata come volevo, però poi voglio riconoscermi quello che è stato l'impegno che ho messo. Ora bisogna lasciare un po' di tempo e si accetta il dolore che fa".
"Sono contento che molti si sono sentiti liberati..."
Tornando sull'addio all'Italia: "C'è anche il dispiacere, ma si accetta quello che hanno deciso di fare. Poi quando un dirigente decide di darmi la possibilità di lavorare, io non vado a cercare quelli che possono essere i disturbatori o quelli che hanno creato problemi, la responsabilità devo prendermela io. Sono contento che molti si sono sentiti liberati, visto che tutti hanno parlato un po', a tutti è piaciuto dire la propria. Dispiaciuto? No, era l'obiettivo che avevo, che tutti potessero giocare liberi e con tranquillità"
"L'Italia deve andare al Mondiale"
L'ex allenatore di Roma e Inter resta il primo tifoso degli Azzurri nella rincorsa al pass Mondiale: "L'Italia va al Mondiale, deve andare al Mondiale, lo pensavo anche quando c'ero io e lo penserei anche se fossi là, però poi si sono perse delle partite ed era difficile gestire o sopportare quelli che sono stati i risultati"