Il livore su Cuadrado che si trasforma in caduta
A questo punto, rotto il ghiaccio e mandato giù il boccone amaro del sacrificio, è tempo di gonfiare il petto e mostrarsi padrone del campo, dei campi fuori dal rettangolo di gioco. È il gioco del Saviano chi e della carta avvocati, mossa sgradevole per lasciar fuori dal terreno di gara lo scrittore e le sue accuse, ed è il gioco del Chiellini giovane e inesperto, altra stoccata che sembra gratuita visto che Giorgio aveva parlato di arbitri e mai di Inter, ma che di gratuito non ha nulla, anzi: è un modo sottile ma violento per umiliare le parole del dirigente Juve, per svuotarne importanza e senso, per schiacciare sul nascere ogni ribellione. Come fece Moratti con Andrea Agnelli, dandogli del Giovin Signore citando Parini (e andatevi a vedere cosa significa) quando AA lo inchiodava alle dichiarazioni di Palazzi e al loro Scudetto dei prescritti. Il sottotesto è Chiellini attacca il sistema, il sistema lo difendo io, il sistema sono io. L'état c'est moi, diceva qualcuno... Il finale, enfin, è la stilla livorosa su Cuadrado, quella che doveva essere un'uscita teatrale in bello stile e che di stile ha solo una caduta: perché, come Bastoni, si può provare a raccontare così tanto una bugia da farla diventare verità, si possono spendere mille parole e orchestrare cento opinioni ma il tentativo di passare dalla parte agognata della vittima crolla inesorabilmente davanti alla sentenza delle immagini. Il motivo per cui era nato il VAR, ironia della sorte.

