© EPACi sono decisioni che nel calcio non entrano nei tabellini, non si contano in gol o in trofei, ma pesano più di una finale mondiale. A quattro mesi dall’appuntamento più importante della sua storia, Curaçao perde la sua guida tecnica: non per divergenze federali, non per un contratto saltato, ma per qualcosa che sta oltre il campo. Dick Advocaat, 78 anni, una carriera che attraversa decenni e continenti, ha scelto di farsi da parte, di dimettersi con effetto immediato per stare accanto alla figlia, alle prese con seri problemi di salute. "La famiglia viene prima del calcio", ha spiegato con la semplicità di chi, dopo una vita passata sotto i riflettori, non sente più il bisogno di aggiungere retorica.
Il percorso storico di Curaçao verso il Mondiale
Curaçao, 444 chilometri quadrati di superficie, meno di 160 mila abitanti, la nazione più piccola di sempre a qualificarsi ad una Coppa del Mondo. Un’impresa costruita passo dopo passo, un percorso di qualificazione senza sconfitte con l’orgoglio di un’isola che si affaccia sul palcoscenico globale. In quel cammino c’era l’impronta di Advocaat, tecnico navigato, passato per panchine prestigiose e per la stessa nazionale olandese, capace di dare struttura, disciplina, mentalità a un gruppo che ora dovrà affrontare un girone complicato contro Germania, Costa d’Avorio ed Ecuador. Al suo posto è stato chiamato un altro olandese, Fred Rutten.
