"Se Milano non fa lo stadio non parteciperà all'Europeo": dalla Uefa il monito a Milan e Inter

Così l'Executive Director Michele Uva: "È un'occasione da non perdere e l'Italia non la perderà, ma è importante che ci sia massima armonia nel dialogo tra istituzioni sportive e politiche"

"L'Italia avrà gli Europei del 2032 e avrà i suoi 5 stadi. Non ci sono ritardi e siamo perfettamente in linea, non ci sono allarmismi. Dobbiamo solo continuare a lavorare, in questo momento ci sono 8 stadi che hanno la candidabilità. A fine luglio la Figc sceglierà 5 stadi più altri 2 candidabili da comunicare alla Uefa, poi nella prima settimana di ottobre saranno ratificate le 5 sedi". Così Michele Uva, Uefa Executive Director per gli Europei 2032, intervenuto nel corso dell'evento 'Il Foglio a San Siro', a proposito del percorso verso gli Europei 2032. "È un passaggio molto politico, se Gravina ha detto così avrà avuto le sue ragioni. Parliamo del terzo più grande evento al mondo di sport, è un evento che fattura 3,5 miliardi con un indotto di circa 10 miliardi diviso tra le 10 città ospitanti", ha aggiunto.

Uva avvisa Inter e Milan

"C'è una interlocuzione con il Governo, non possiamo perdere l'Europeo e qui dico che non lo perderemo. Ma attenzione, se Milano non farà il nuovo stadio lo faremo senza Milano. San Siro in questo momento non ha i parametri per ospitare un Europeo, che è totalmente diverso da una partita normale e da una cerimonia delle Olimpiadi", ha spiegato. "Inter e Milan sono venute in Uefa 15 giorni fa per presentare il cronoprogramma e il progetto, se nel frattempo il processo dovesse rallentare e se Milano, così come Napoli, non avranno le caratteristiche non entreranno" nel dossier. "È un'occasione da non perdere e l'Italia non la perderà, ma è importante che ci sia massima armonia nel dialogo tra istituzioni sportive e politiche perchè non ci sono solo gli stadi ma anche i trasporti e altri 16 parametri che vanno presi in considerazione", ha concluso Uva

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