Stanze private e gas esilarante
Per un calciatore, però, essere visto in giro in situazioni di questo tipo è estremamente rischioso. Per questo gli indagati fornivano anche delle stanze private all'interno della loro società tra Milano e Mykonos, dove le escort in qualche caso dormivano e vivevano. Una dinamica che aggrava ancora di più l'ipotesi di reato. Ma non è finita qui, perché le indagini hanno scoperto che in molti casi i giocatori decidevano anche di sballarsi, e la società aveva trovato un modo per eludere i test antidroga.
L'utilizzo di droghe comuni, infatti, sarebbe stato visibile dai controlli e per questo i calciatori avrebbero utilizzato il protossido di azoto, comunemente noto come gas esilarante o droga del palloncino. Questa sostanza chimica rende euforici senza lasciare traccia e quindi non è classificata come dopante. Il protossido di azoto è pienamente legale, ma la legge ne vieta l'utilizzo ricreativo, anche se negli ultimi anni questa sostanza è sempre più utilizzata in diverse fasce d'età, dagli adolescenti e adulti. Come riporta l'ANSA, sono almeno settanta i calciatori che hanno partecipato alle feste organizzate dalla agenzia di eventi milanese. I loro nomi, nell'ordinananza, sono omissati. Nessuno di loro è indagato in quanto non hanno commesso reati. Si tratta di giocatori anche di Inter, Milan, Juve, Sassuolo e Verona. Non è però stato accertato quanti abbiano usufruito anche del servizio di escort e droga della risata.
