Pagina 4 | Escort e droga da Milano a Mykonos, puliti all’antidoping: tutto sul giro sporco dei calciatori

Arrivano ulteriori novità per quanto riguarda l'indagine della Procura di Milano sul giro di escort e droga che ha portato agli arresti domiciliari di Emanuele Buttini, Deborah Ronchi, Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga. Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, hanno generato numerose prove contro gli indagati, accusati di aver creato un vero e proprio business basato sul reclutamento di donne, tra cui anche escort di professione. Il modus operandi era chiaro: una società di organizzazione eventi di Cinisello Balsamo organizzava eventi ultra esclusivi per uomini facoltosi, imprenditori ma anche e soprattutto tanti calciatori. Serate in locali di lusso, tavoli con alcol e Champagne e donne, spesso giovanissime e appena maggiorenni. Fin qui nulla di illegale, ma secondo la Procura gli indagati garantivano poi che alcune tra le suddette ragazze fornissero poi prestazioni sessuali a pagamento. Secondo la legge italiana non è reato di per se pagare una escort, ma lo diventa se una terza persona, in questo caso gli indagati, guadagnano a loro volta dalla prestazione sessuale. I reati di cui sono accusati sono quindi favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Quattro arresti e sequestri per più di 1 milione di euro

La società era complessa e strutturata, composta, oltre che dai quattro indagati, anche da escort e addetti alle pubbliche relazioni. Nell'indagine della Procura non ci sono però calciatori indagati. Le serate e le prestazioni venivano pagate migliaia e migliaia di euro, che poi venivano riciclati dalla società stessa. Il procurato Marcello Viola, che aveva fatto discutere perché grande tifoso dell'Inter, ha spiegato come gli introiti reali dai quattro indagati fossero molto più alti di quelli effettivamente dichiarati. Per questo, al momento dell'arresto, è scattato anche un sequestro preventivo per un valore di oltre 1,2 milioni di euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Stanze private e gas esilarante

Per un calciatore, però, essere visto in giro in situazioni di questo tipo è estremamente rischioso. Per questo gli indagati fornivano anche delle stanze private all'interno della loro società tra Milano e Mykonos, dove le escort in qualche caso dormivano e vivevano. Una dinamica che aggrava ancora di più l'ipotesi di reato. Ma non è finita qui, perché le indagini hanno scoperto che in molti casi i giocatori decidevano anche di sballarsi, e la società aveva trovato un modo per eludere i test antidroga.

L'utilizzo di droghe comuni, infatti, sarebbe stato visibile dai controlli e per questo i calciatori avrebbero utilizzato il protossido di azoto, comunemente noto come gas esilarante o droga del palloncino. Questa sostanza chimica rende euforici senza lasciare traccia e quindi non è classificata come dopante. Il protossido di azoto è pienamente legale, ma la legge ne vieta l'utilizzo ricreativo, anche se negli ultimi anni questa sostanza è sempre più utilizzata in diverse fasce d'età, dagli adolescenti e adulti. Come riporta l'ANSA, sono almeno settanta i calciatori che hanno partecipato alle feste organizzate dalla agenzia di eventi milanese. I loro nomi, nell'ordinananza, sono omissati. Nessuno di loro è indagato in quanto non hanno commesso reati. Si tratta di giocatori anche di Inter, Milan, Juve, Sassuolo e Verona. Non è però stato accertato quanti abbiano usufruito anche del servizio di escort e droga della risata.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

La denuncia di una ragazza nel 2024: "Servizio escort anche durante il lockdown"

Secondo quanto riportato dall'ANSA, il giro di escort non è nuovo ed è iniziato già diversi anni fa. Una giovane prostituta aveva infatti denunciato Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, due dei quattro indagati finiti ai domiciliari, il 23 agosto 2024. La ragazza aveva raccontato come venissero "organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort anche nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri" e che ci fossero poi "rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti".

Si trattava di un vero e proprio pacchetto "all inclusive" per il post partita: eventi pubblicizzati sui social, serate in locali a cinque stelle della movida milanese, escort e a volte gas esilarante. La donna ha raccontato di aver vissuto nello stesso palazzo della società di Cinisello Balsamo finita sotto la lente dell'inquirenti, e di come gli indagati si intascassero il 50% del denaro e costringessero le ragazze a pagare anche l'affitto di queste camere.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Le intercettazioni: nomi dei calciatori oscurati e una ragazza è rimasta incinta

Sono tante le prove a disposizione della Procura di Milano, tra cui diverse intercettazioni. "Amo ci servono i palloncini", si può leggere tra le trascizioni dei dialoghi. Il riferimento è chiaramente al gas esilarante, droga utilizzata nelle feste organizzate dall'agenzia Mas.De.Milano, ora al centro delle indagini. Tra gli indagati, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi sono ritenuti i promotori dell'organizzazione, mentre Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga sono ritenuti partecipi, fondamentali per mantenere i contatti con i calciatori di fama internazionale e le ragazze impiegate. Diversi i locali scelti a Milano da cui partivano le serate Pineta Milano, il Just, Dolce & Gabbana Martini, Do Mish, El Porteno Prohibido, il Jazz Cafè, JustMe, La Bullona, Langosteria Bistrot, Osteria La Risacca 6, Pineta Milano, Voya Rooftop e tantissimi altri, tutti estranei a qualsiasi contestazione.

Stando alle intercettazioni, era Alessio Salamone che, lo scorso novembre, avrebbe dovuto portare questi famosi palloncini a una festa. In più avrebbe poi dovuto "capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica". Conti fatti da un suo stretto collaboratore: "Allora 1000 da... (...) allora 3280 il (...) aspetta ti dico (...) al volo, stai lì. 3.420". Ma i nomi dei clienti e dei calciatori sono stati oscurati. Ma i facoltosi clienti non era solo giocatori di calcio: c'è un "pilota di Formula Uno che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa da scop*** a pagamento". E come se non bastasse, una delle escort sembra anche essere rimasta incinta. Il 4 dicembre 2025 ha infatti chiamato uno degli arrestati: "Volevo chiederti quando è che era venuto..... a far serata, se ti....Cioè ti dico una cosa, ma non dirla a nessuno. Ho appena fatto il test e sono incinta... da più di tre settimane. Quindi è di...".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

I soldi versati dai calciatori

Oltre 450mila euro sarebbero stati versati da calciatori professionisti su conti correnti intestati a persone arrestate o indagate nell’inchiesta della Procura di Milano per associazione a delinquere e favoreggiamento dello sfruttamento della prostituzione. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dalla gip Chiara Valori, eseguita lunedì dalla Guardia di Finanza nei confronti di quattro persone. Secondo le indagini, avviate nell’agosto 2024, Emanuele Buttini e la compagna Deborah Ronchi, attivi attraverso la società di eventi e pubbliche relazioni MA.DE Milano, avrebbero ricevuto direttamente dagli sportivi oltre 276mila euro, tra conti italiani e conti esteri della banca digitale Revolut, acquisiti dagli investigatori tramite un ordine europeo di indagine disposto dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini.

Un altro indagato, Fabio Barbera, a piede libero, avrebbe incassato più di 111.700 euro su conti nazionali e su Revolut. Secondo l’accusa, si occupava di mantenere i contatti con i clienti e di stabilire in quali locali milanesi le escort dovessero presenziare. Infine, circa 68mila euro sarebbero stati percepiti da Alessio Salamone, 32 anni, anch’egli agli arresti domiciliari. Nel complesso, queste somme rappresentano oltre un terzo degli 1,2 milioni di euro che la Guardia di Finanza ha sequestrato in via preventiva come presunti profitti illeciti.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Le intercettazioni: nomi dei calciatori oscurati e una ragazza è rimasta incinta

Sono tante le prove a disposizione della Procura di Milano, tra cui diverse intercettazioni. "Amo ci servono i palloncini", si può leggere tra le trascizioni dei dialoghi. Il riferimento è chiaramente al gas esilarante, droga utilizzata nelle feste organizzate dall'agenzia Mas.De.Milano, ora al centro delle indagini. Tra gli indagati, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi sono ritenuti i promotori dell'organizzazione, mentre Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga sono ritenuti partecipi, fondamentali per mantenere i contatti con i calciatori di fama internazionale e le ragazze impiegate. Diversi i locali scelti a Milano da cui partivano le serate Pineta Milano, il Just, Dolce & Gabbana Martini, Do Mish, El Porteno Prohibido, il Jazz Cafè, JustMe, La Bullona, Langosteria Bistrot, Osteria La Risacca 6, Pineta Milano, Voya Rooftop e tantissimi altri, tutti estranei a qualsiasi contestazione.

Stando alle intercettazioni, era Alessio Salamone che, lo scorso novembre, avrebbe dovuto portare questi famosi palloncini a una festa. In più avrebbe poi dovuto "capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica". Conti fatti da un suo stretto collaboratore: "Allora 1000 da... (...) allora 3280 il (...) aspetta ti dico (...) al volo, stai lì. 3.420". Ma i nomi dei clienti e dei calciatori sono stati oscurati. Ma i facoltosi clienti non era solo giocatori di calcio: c'è un "pilota di Formula Uno che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa da scop*** a pagamento". E come se non bastasse, una delle escort sembra anche essere rimasta incinta. Il 4 dicembre 2025 ha infatti chiamato uno degli arrestati: "Volevo chiederti quando è che era venuto..... a far serata, se ti....Cioè ti dico una cosa, ma non dirla a nessuno. Ho appena fatto il test e sono incinta... da più di tre settimane. Quindi è di...".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio