Haller e il cancro, il racconto della battaglia: "Il mio corpo era rotto"

L'attaccante del Borussia Dortmund è tornato a giocare dopo 8 mesi e ha ripercorso il lungo periodo nel quale ha affrontato la malattia
Haller e il cancro, il racconto della battaglia: "Il mio corpo era rotto"© Getty Images

Una lunga battaglia contro il tumore, Sebastian Haller ha vinto e dopo 8 mesi è tornato a giocare. Otto mesi di lotta per l'attaccante del Dortmund, riabbracciato da tutto il mondo del calcio nella sfida contro l'Augsburg vinto dai gialloneri per 4-3. A L'Equipe, Haller ha voluto raccontare il suo lungo percorso nel quale ha subito due interventi e affrontato quattro cicli di chemioterapia, per ricevere a gennaio il via libera da parte dei medici per poter tornare ad allenarsi e giocare. "Ho allontanato la paura - ha raccontato Haller - quello stato d’animo non sarebbe servito nè a superarla, nè a conviverci. Ho pensato: se qualcosa deve accadere, accadrà. Se hai un pò di controllo, puoi avere più apprensione, paura, ma non avevo altra scelta che fidarmi dei medici, che sono stati eccezionali con me. Dovevo continuare ad essere mentalmente forte, dirmi che con questo atteggiamento avrei superato tutto. Da giocatore professionista ho sentito che dovevo avere questa responsabilità".

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Haller: "Ti crolla il mondo addosso"

Ripercorre tutte le tappe Haller: "Era maggio ed ero appena arrivato in Nazionale. Avevo un fastidio allo stomaco che è durato per un pò di giorni, poi mi sono preso l’influenza. Eravamo in Sud Africa, ricordo che indossavo il piumino ma avevo tantissimo freddo. Mi sentivo molto debole. Poi è cominciata una specie di pressione agli addominali, credevo di avere un ernia e ho consultato i fisioterapisti. Ho provato di tutto, massaggi, agopuntura nella zona interessata, ma non è passato. Mi hanno consigliato di fare un’ecografia per chiarire la situazione. Poi hanno visto una massa. Abbiamo fatto la risonanza magnetica la mattina dopo per scoprire se il tumore era benigno o maligno. Tuttavia, ho continuato ad allenarmi. E poi, quando è arrivato l’urologo, mi ha fatto spogliare e in dieci secondi mi ha detto: “è un tumore”. Tutto qui, in quel momento ti crolla il mondo addosso".

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Haller: "Il mio corpo era distrutto"

Haller è finito subito sotto i ferri: "Abbiamo dovuto accelerare data la dimensione delle metastasi, questa era la cosa più preoccupante. La parte peggiore è dopo la chemio in realtà. La chemio ha rotto il mio corpo dall’interno, l’operazione dall’esterno. Quindi, ho dovuto raccoglierlo a poco a poco. E dopo la chemio, anche se ti senti abbastanza bene, sembri davvero una persona malata, hai gli occhi incavati, meno capelli, labbra nere. I primi giorni, a causa del catetere nella mia gola, avevo la voce di un ragazzo che aveva preso un raffreddore. Non capita spesso che un calciatore abbia il cancro". A novembre un altro intervento per l'attaccante del Dortmund: "Era stato pianificato dall’inizio, a causa del livello del tumore. La metastasi era molto, molto grande, in effetti. In breve, era necessario operare un prima volta, fare la chemio per rimuovere le metastasi e quindi tornare in sala operatoria".

Haller: "C'è tanto da sperimentare"

E' cambiata la vita di Haller che nella sua intervista a L'Equipe conclude: "E' interessante quando ti trovi di fronte a certe cose perché impari, è gratificante, lo trasmetterò ai miei figli, farò più prevenzione. Mi ha rafforzato nella mia personalità. Sono successe tante cose, ma ho passato del tempo con la mia famiglia, mi ha fatto sentire bene, ho visto crescere i bambini, mi sono schiarito la mente. Ho fatto altre cose, come il ciclismo, l’organizzazione di pesca sportiva, una gita, paddle boarding, golf. Siamo andati a New York, Londra, Qatar per la Coppa del Mondo. Pensavo che nella mia posizione fosse bello fare cose che non avevo l’opportunità di fare. Il Pallone d’Oro è stato un grande evento, ho ricevuto tanto sostegno, dagli organizzatori, dai partecipanti. Nella malattia, ci sono momenti che ci avvicinano, ci si sente bene. E ci apriamo. Non siamo più gli stessi, non abbiamo più la stessa storia, lo stesso modo di vedere le prove. Ci sono così tante cose da sperimentare, si assapora ancora un po’ di più quando si passa attraverso tutto".

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Una lunga battaglia contro il tumore, Sebastian Haller ha vinto e dopo 8 mesi è tornato a giocare. Otto mesi di lotta per l'attaccante del Dortmund, riabbracciato da tutto il mondo del calcio nella sfida contro l'Augsburg vinto dai gialloneri per 4-3. A L'Equipe, Haller ha voluto raccontare il suo lungo percorso nel quale ha subito due interventi e affrontato quattro cicli di chemioterapia, per ricevere a gennaio il via libera da parte dei medici per poter tornare ad allenarsi e giocare. "Ho allontanato la paura - ha raccontato Haller - quello stato d’animo non sarebbe servito nè a superarla, nè a conviverci. Ho pensato: se qualcosa deve accadere, accadrà. Se hai un pò di controllo, puoi avere più apprensione, paura, ma non avevo altra scelta che fidarmi dei medici, che sono stati eccezionali con me. Dovevo continuare ad essere mentalmente forte, dirmi che con questo atteggiamento avrei superato tutto. Da giocatore professionista ho sentito che dovevo avere questa responsabilità".

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